La situazione di HP è piuttosto ingarbugliata e l’attuale CEO dell’azienda, Neg Whitman, ha sicuramente il suo bel da fare per cercare di riportare sulla rotta giusta (quella del profitto) la nave del produttore americano. Ma il modo giusto per farlo è davvero quello di vendere?
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E se invece dei profondi cambiamenti previsti per quanto riguarda l’organizzazione dell’azienda e le sue linee produttive il vero motore per dare la giusta spinta alle finanze dell’azienda fosse un massiccio investimento nel settore dell’Open Source?
Ad esempio, pensate ad uno scenario nel quale HP decida di investire la metà della spesa sostenuta per il settore R&D (Research and Development), equivalente a circa 1,5 miliardi di dollari all’anno, in progetti Open Source come Xen.org, Android oppure OpenStack. Praticamente si tratterebbe di metà di quanto HP sta pagando per acquisire Autonomy, ma ciò permetterebbe probabilmente di concentrarsi sulla soluzione dei problemi attuali, piuttosto che non sulla protezione di linee di prodotti proprietari. Voi cosa ne pensate?














