La frammentazione di Android non è così drammatica

La critica che viene mossa più spesso ad Android è quella di essere un sistema operativo frammentato, però un nuovo studio realizzato da Localytics pare dimostri che la cosa non è così grave come potrebbe apparire.


Lo studio realizzato da Localytics dimostra come la frammentazione è inferiore a quanto si creda: al momento il 73% dei device Android utilizza la versione 2.3 del sistema operativo Google, mentre il 23% utilizza Android 2.2. Tra gli smartphone, il 41% utilizza display da 4,3 e il 22% da 4 pollici.

La preoccupazione principale di chi afferma che Android è un ecosistema troppo frammentato è che questa situazione crei un eccessivo intasamento in un mercato già affollato. In effetti è raro sentire un utente lamentarsi del fatto di avere troppa scelta, mentre è molto più comune sentire uno sviluppatore lamentarsi del fatto di non riuscire a monetizzare adeguatamente il proprio lavoro o di non riuscire a scrivere applicazioni per sistemi così diversi.
In un post sul proprio blog Localytics analizza i risultati del suo studio, tirando le somme e affermando che gli sviluppatori possono concentrarsi su due sole versioni di Android per riuscire a rendere le proprie applicazioni compatibili con il 96% degli smartphone. Questo, almeno, è il risultato ottenuto analizzando il numero di sessioni utente avviate da applicazioni che utilizzano il servizio mobile analytics in un periodo di due settimane conclusosi lo scorso 22 gennaio. Per quanto riguarda la compatibilità con gli schermi , secondo lo studio di Localytics, il 62% dei device Android utilizza una risoluzione di 480 x 800 pixel.

localytics

Ovviamente l’azienda con questa ricerca non intende di certo dire che la frammentazione non sia un problema, tuttavia pur essendoci è comunque un problema che finora è stato sopravvalutato. Secondo Localytics, per risoluzione e dimensioni del display i programmatori Android devono confrontarsi con più opzioni dei programmatori iOS, tuttavia bastano cinque sole opzioni per coprire il 90% del mercato, un numero senz’altro lontano dall’essere drammaticamente problematico.

Uno scenario simile si configura anche per i tablet Android, con il 74% di essi che utilizza la risoluzione standard di 1024 x 600 pixel, mentre la maggior parte degli altri (il 22%) utilizza una risoluzione di 1280 x 800 pixel. Per quanto riguarda il sistema operativo, invece, il 92% dei tablet è basato su Android Gingerbread (71%), o Android 3.x (21%).
Con la prossima adozione massiccia di Android 4.0 la frammentazione è destinata a diminuire drasticamente, anche se molto dipenderà dai vari OEM e operatori telefonici. Non tutti, difatti, passeranno subito ad Android 4 e molti, inoltre, non forniranno un aggiornamento a tale sistema operativo o perché l’hardware non lo supporta o per evitare di dover riscrivere completamente le proprie UI.

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