Steven J. Vaughan-Nichols ha avuto occasione di dire che “Siamo entrati nell’era delle interfacce utente terribili. Windows 8 pare essere il capofila grazie alla presenza di ben due terribili interfacce. Questo non lo penso solo io, ma anche il signore degli analisti di interfacce, Jakob Nielsen. Secondo lui Windows 8 è carente sui tablet, terribile per i PC”.
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Ma se Microsoft è sotto accusa, anche GNOME, nonostante sia il leader tra le interfacce Linux, è soggetto a critiche. La sua interfaccia sta perdendo terreno perché mal realizzata in GNOME 3.x. Ma cosa sta succedendo? Stiamo forse dimenticando che una delle regole fondamentali in questo campo è quella che vuole la semplificazione davanti ad ogni altra cosa?
Pensiamo all’interfaccia Metro di Windows 8: questa è abbastanza usabile quando si ha a disposizione un prodotto piccolo e leggero, da tenere in mano. Ma cosa accade quando si utilizza un display da computer e, magari, lo si acquista touch per sfruttare le nuove funzioni? Semplice: ti viene un braccio da gorilla perché ci si deve sforzare di tenere il braccio alzato per lunghi minuti. Una cosa che ha decretato il fallimento dei display touch per pc desktop fin fagli anni 60.
Nielsen fa notare anche un altro grande problema, ovvero che due ambienti diversi sullo stesso device sono un problema serio per l’usabilità. È ovviamente è vero. Con Windows 8 non solo l’utente deve dimenticare tutto ciò che ha imparato a partire da XP e poi ha affinato con l’interfaccia di Windows 7, ma deve anche imparare ad utilizzare due UI diverse per fare le stesse cose che prima faceva con una sola.

Perché Microsoft ha creato questo disastro? Semplice: per cercare di unificare la user experience tra device diversi come smartphone, tablet e PC. Peccato che abbia anche deciso di mantenere qualcosa di simile a Windows 7 per chi non ha accesso a device touch. Ma perché anche GNOME sta cadendo nel baratro dell’inusabilità? Questo è molto più difficile da capire, anche perché dall’interfaccia sono sparite funzionalità utili ed utilizzate dagli utenti solo perché gli sviluppatori le hanno ritenute “troppo complicate da usare”. E l’osservazione fatta non viene da uno qualsiasi, ma da Linus Torvalds, rimasto sconcertato dalla decisione presa da GNOME.
Un ex sviluppatore della UI GNOME ha dichiarato che “GNOME non ha obiettivi”, ed in effetti vista da fuori l’affermazione pare essere corretta. Gli sviluppatori GNOME pensano di sapere meglio degli utenti ciò che questi desiderano, ma le cose non stanno così: prova ne sia il fatto che gli utenti si sono sempre più spesso rivolti verso UI alternative come Cinnamon e MATE, che casualmente sono simili a GNOME 2.x.
Ma anche Apple ha qualche problema, visto che Scott Forstall, la persona dietro l’interfaccia di iOS e OS X è stata licenziata lo scorso mese di ottobre. Al suo posto è stato collocate Jonathan Ive, che prima curava soltanto il design dell’hardware e che ha un gusto estetico completamente diverso. Non è che per caso Ive adesso farà qualche errore grossolano come Microsoft o GNOME?

Fonte: ComputerWorld
Foto: Microsoft / Taringa














