Alla LinuxCon Brazil è intervenuto anche Linus Torvalds, il papà di Linux. Durante il suo intervento, Linus ha parlato anche di coloro che realizzano e commercializzano tecnologie proprietarie, come ad esempio Apple e Microsoft.
![]()
In particolare Linus ha parlato del Secure Boot proposto da Microsoft per Windows 8, che potenzialmente potrebbe impedire l’installazione di altri sistemi operativi sul computer minando così alla base la concorrenza in questo settore. Secondo Linus, “Le tecnologie mirate al blocco di qualcosa tendono ad essere perdenti nel lungo periodo. La gente vuole la libertà, e anche i mercati”.
Torvalds ha paragonano il secure boot al Digital Rights Management (DRM) di Apple, riferendosi ad essa in termini tutt’altro che lusinghieri. In passato è capitato spesso che chi era appassionato di Linux e dell’Open Source fosse anche un fan dei prodotti della mela, forse spinto a quest’atteggiamento dal fatto che Apple era vista come una delle poche aziende a volersi ribellare allo strapotere di Microsoft sul mercato. Ai nostri giorni, però, Apple ha una capitalizzazione ben superiore a quella di Microsoft e oltretutto è diventata un vero e proprio gigante tecnologico; la cosa ha fatto cambiare idea a molti di coloro che erano rimasti fedeli a questo marchio pur amando l’open source.

Sempre al LinuxCon Brazil è stato interessante l’intervento del Ministro della Giustizia brasiliano, Davi Pires, che ha affermato che “Quando si parla di Apple, un’azienda che non permette alla gente di collegare l’iPhone al computer con un cavo diverso da quello proprietario, suona strano il pensare che questa si rifiuti di soddisfare le richieste delle leggi brasiliane” (ultimamente Apple ha avuto qualche problema in Brasile e Argentina).
Nella biografia di Jobs redatta da Walter Isaacson, a proposito della tendenza dell’azienda a fornire strumenti proprietari, si può leggere un interessante passaggio. Jobs, difatti, difende questa scelta affermando che “la gente è impegnata” e non desidera essere tediata da prodotti incompatibili o che per funzionare hanno bisogno di artifici. Secondo Jobs le persone “Sono impregnate a fare del loro meglio e vogliono che noi facciamo il meglio di quello che possiamo fare. Le loro vite sono impegnate; hanno altre cose da fare che non pensare a come integrare il proprio computer con gli altri device”. Una spiegazione sicuramente limpida e lineare, ma che non soddisfa molti, e tra questi proprio Linus Torvald.














