Nonostante la profittabilità non sia necessariamente indice di successo, è comunque interessante capire quanti soldi riescano a fare aziende considerate delle big del settore, ovvero Canonical, Red Hat e SUSE.
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Al momento le società che occupano un posto di rilievo nel panorama Linux sono tre: Canonical (Ubuntu), Red Hat (Fedora) e SUSE LLC (SUSE). Vediamo di capire come se la passano in quanto a successo finanziario…
Suse è di proprietà di Attachmate. Nell’estate del 2012, al “SUSEcon 2012” l’azienda annunciò ricavi superiori ai 200 milioni di dollari e l’aspettativa di continuare con il trend positivo almeno fino al 2013. Non male, anche perché SUSE offre diversi servizi e prodotti interessanti, incluso
SUSE Linux Enterprise nelle versioni Server e Desktop, strumenti di gestione server, supporto di livello enterprise e SuseStudio.
RedHat, lo scorso dicembre ha annunciato un profitto di 38,2 milioni di dollari e ricavi per 322 milioni nel trimestre. Come SUSE, anche il suo successo non è una sorpresa. Red Hat Enterprise server (con annessi e connessi) è un gran bel business con una larga base di installato.
E arriviamo adesso a Canonical, l’azienda che sta dietro Ubuntu. Qui le cose si fanno confuse, essendo Canonical una società privata, per cui la cosa che sappiamo di sicuro è che nel 2009 Shuttleworth dichiarò che l’azienda stava avviandosi verso il pareggio di bilancio con entrate per circa 30 milioni di dollari. Durante la presentazione di Ubuntu for Tablet, però, Shuttleworth ha dichiarato che l’azienda non è profittevole.
E se volessimo confrontare le entrate con la base di installato? Difficile. Canonical stima circa 20 milioni di utenti Ubuntu nel Mondo, mentre per SUSE e Red Hat le cose si complicano. Nel 2010 le installazioni di openSUSE erano stimate in più di 2 milioni. Fedora (la distribuzione Open Source su cui si basa la Red Hat Enterprise) riporta circa 3,5 milioni di IP unici connessi al proprio server per scaricare la versione più recente. Cosa dimostrano questi numeri? Solo che avere molti utenti non corrisponde ad avere anche molti incassi. Una cosa è certa: le tre aziende che stanno dietro le tre più popolari distribuzioni Linux o sono in attivo, o sono prossime ad esserlo. E questo è un bene!

Fonte: Network World













