Linux scelto per i più efficienti super-computer

2 luglio, 2012 Nessun commento »

La Green500 è la lista dei super-computer “rispettosi dell’ambiente”. Realizzata e aggiornata periodicamente la si può trovare sul sito green500.org. Nell’ultimo aggiornamento di giugno, a dominare la classifica, troviamo l’IBM BlueGene/Q, ma scorrendola si trova qualche interessante sorpresina…



Tutti i primi dieci sistemi sono basati sul design del super-computer di terza generazione BlueGene/Q dell’IBM. Un computer chip del BlueGene/Q contiene 18 core a 64-bit PowerPC A2 funzionanti a 1,6GHz e con supporto al multi-threading a quattro vie. Realizzati con processo produttivo SOI a 45nm, i processori consumano 55 Watt e offrono una potenza di calcolo di 205 GFLOPS. Ad essi sono associati 1GB di DDR3 per ciascun core.

Tutti e dieci i primi posti sono occupati da computer in grado di erogare 2099~2100 MFLOPS-per-Watt. Un eccezionale incremento rispetto ai 1000 MFLOPS dei top ten di appena un anno o due fa. Molto più efficienti, ad esempio, dei sistemi basati su hardware Intel Xeon, che si fermano a circa 1380 MFLOPS-per-Watt.

Nell’elenco compare un sistema SPARC64, che ha un consumo medio di 12659,90 kW (ben oltre gli altri super-computer della stessa classe) e una potenza media di 830,18 MFLOPS-per-Watt. Non compare, invece, alcun sistema basato su hardware ARM oppure MIPS / Loongson, mentre è interessante notare come la maggior parte di questi sistemi utilizzi Linux come sistema operativo.
Peccato solo che il super-computer alimentato ad energia solare e basato su 96 core ARM realizzato dal MIT su base PandaBoards non riesca ad entrare nei top 500, ma va considerato che questo è un progetto ancora allo stadio iniziale e i risultati finora ottenuti sono piuttosto incoraggianti e fanno ben sperare per il futuro.

MIT_Pandaboard

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