Il sistema operativo mobile più popolare del momento è Android, mentre uno dei sistemi operativi non-Windows più diffuso è Ubuntu di Canonical. Inoltre, Google sta spingendo molto sui Chromebook, ma cosa hanno tutte queste cose in comune? Linux… e allora perché nessuno lo dice?
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Perché le aziende che sfruttano Linux come base per le loro creazioni di successo non citano più spesso questo fatto? Ve lo siete mai chiesto? Certo, per un qualunque fan del sistema operativo Open Source più noto al mondo la cosa è fastidiosa, però pensiamo alla parola “Linux”: cosa vi evoca questa parola?
Probabilmente avrete risposto “Open”, “Sicurezza”, “Stabilità”, “Flessibilità”, “Personalizzazione” … ma non vale: siete persone avvezze all’utilizzo di Linux, lo conoscete, lo amate, probabilmente ve lo siete personalizzato anche.
L’utente comune, l’uomo della strada, invece quando sente “Linux” pensa “oh mio Dio… è quel sistema operativo strano, difficilissimo da usare perché devi scrivere a mano i comandi, quello che non ha la grafica di Windows o Mac OS…”. Già: l’utente comune è portato ancora adesso a pensare che Linux sia difficile da usare, ostico e complicato da installare.
Cercate di capire, quindi, prima di arrabbiarvi se non sentite Google o qualunque altra azienda abbia fatto la sua fortuna su Linux, citare questo sistema operativo. Il successo di un’iniziativa spesso si basa più sulla percezione delle cose che non sulla realtà. Se la gente “percepisce” qualcosa come “complicata”, difficilmente cambierà idea o vorrà dargli una possibilità. Proprio su questo i fan Microsoft continuano a martellare le persone, affermando che Linux è un sistema operativo complicato, tutt’altro che amichevole e graficamente non alla pari con Windows.
Per questo il fatto che Linux sia alla base di Android non viene rimarcato più spesso: è marketing, baby… e non possiamo farci nulla…














