Secure Boot? Per Red Hat e Canonical “non s’ha da fare”!

31 ottobre, 2011 3 Commenti »

Red Hat e Canonical hanno annunciato, con un comunicato stampa congiunto, di aver pubblicato un white paper dal titolo “UEFI Secure Boot Impact on Linux”. Le società, che collaborano con la Linux Foundation, stanno cercando di far riflettere i produttori circa l’implementazione del nuovo “Secure Boot” di Windows 8.



Canonical afferma che l’implementazione dell’UEFI renderà il sistema operativo Ubuntu più veloce da avviare di quanto non possibile adesso e porterà anche a miglioramenti sull’autonomia dei device portatili. Nel comunicato si legge che “Per questo motivo noi consigliamo ai produttori di hardware di includere un meccanismo per configurare la propria lista di software approvati. Questo permetterà di eseguire sia Windows 8 che Linux allo stesso tempo sul vostro PC anche con il Secure Boot attivo”. Aggiungendo anche che “Questo dovrebbe includere anche la possibilità di provare nuovi software da supporti USB oppure da DVD”. Il white paper intero può essere scaricato cliccando qui, mentre ulteriori informazioni sull’UEFI possono essere visionate cliccando qui. In effetti il Secure Boot che Microsoft vorrebbe implementare con l’adozione di Windows 8 potrebbe sicuramente portare, assieme ad innegabili benefici, anche diversi problemi, soprattutto per i produttori di sistemi operativi non Microsoft. Voi cosa ne pensate?

Canonical-Secure-Boot

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  • http://eineki.wordpress.com Eineki

    Gli innegabili benefici quali sarebbero? Quelli riportati, a parte il maggior controllo, tutto da verificare, sul malware, la possibilità di forzare l’obsolescenza programmata del software intallato (3.3.1) e la possibilità di bloccare l’intallazione di software da fonti non approvate (3.3.2) non mi sembra vadano incontro all’utente. Altri benefici non sono evidenziati nel paper, o forse sono io a non averli notati ;)

  • Ponzio

    Credo che una iniziativa del genere incontrerà parecchi ostacoli visto che va decisamente contro le leggi internazionali sul libero scambio delle merci (o qualcosa di simile); in sostanza, impedire l’installazione di un determinato SO su un PC penso sia altamente illegale, a meno che M$ non si faccia i propri computer sui quali ci può mettere ciò che vuole.

    L’aspetto curioso è che Microsoft e Apple hanno apertamente dichiarato che Linux in ambiente desktop non è certo una minaccia per i loro affari vista la sua presunta bassa diffusione; queste iniziative, che fanno seguito a molte altre, sembrano però dimostrare il contrario.

    Evidentemente, ha ragione chi dice che la diffusione di Linux anche in ambiente desktop è ben superiore a ciò che ci vogliono far credere.

  • Gabriele

    “Gli innegabili benefici quali sarebbero?”

    lol che ad esempio un virus non ti fa saltare il boot ;)