La questione delle cause tra Apple e Samsung è ormai arcinota. Però stavolta vogliamo vedere il tutto sotto una luce diversa, fornendo un diverso approccio al problema, che potrà portarci a conclusioni decisamente insolite e destinate a farci riflettere. E molto…
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Molti hanno liquidato velocemente la recente ondata di cause legali relative ad infrazioni di brevetti intentate da Apple come un tentativo di quest’ultima di ostacolare la concorrenza sui mercati degli smartphone e dei tablet e proteggere, quindi, il dominio di iPad e iPhone. Ma cosa accadrebbe se Apple avesse ragione e Google avesse realmente “rubato” da iOS? E se Samsung, che comunque produce componenti per l’iPad e l’iPhone, avesse davvero “preso in prestito” qualche pezzo del design Apple? Uno degli ostacoli più grandi che impediscono di pensare chiaramente sul sistema dei brevetti è la tendenza a parlare per astrazioni. Ad esempio, se diciamo che Google ha “rubato da iOS”, cosa si intende con “rubato”? Se accettiamo la definizione di “rubare” in senso stretto e letterale, sicuramente Google non ha rubato nulla da iOS, proprio come altrettanto ovvio è che nessuno in Samsung si è mai sognato di rubare componenti dell’iPhone per creare uno smartphone concorrente. D’altra parte, se utilizziamo l’accezione più larga del termine, ma non certo letterale, sia Google che Samsung potrebbero essere accusate di aver “rubato” qualcosa ad Apple. Ad esempio alcuni concetti chiave come il pinch-to-zoom, introdotto inizialmente nell’iPhone e solo dopo in Android.

L’iPhone è stato un telefono che ha innovato e continua a farlo ancora oggi, quindi è ovvio che i concorrenti cerchino di tenersi al passo. Ma ora la questione importante non è capire se questo “furto” è stato fatto, ma se vogliamo vivere in un mondo nel quale questo è illegale, ovvero un mondo nel quale solo Apple potrebbe produrre uno smartphone con il pinch-to-zoom e decine di altre feature fino al 2027 (quando scadrebbe il copyright). Probabilmente no. Questa non è la prima volta che Apple prova ad applicare questa tattica. Successe già in passato con Microsoft, circa un ventennio fa, quando al centro del contendere vi fu l’interfaccia di Windows, accusata di aver “rubato” il “look and feel” di quella di Mac OS, infrangendo così un copyright Apple . A quei tempi il concetto di copyright per il software era ancora agli albori e i tribunali decisero che Microsoft poteva continuare a vendere Windows senza problemi. Immaginate se invece la causa l’avesse vinta Apple: cosa sarebbe accaduto? Qualcuno potrebbe seriamente affermare che il mondo sarebbe stato migliore (perlomeno quello dell’informatica) se Apple fosse stata l’unica a poter produrre un sistema operativo con un’interfaccia grafica per tutti gli anni ’80 e ’90? Il fatto che Apple abbia perso l’esclusiva sul look-and-feel del sistema operativo probabilmente è stato un bene per tutti, visto che la cosa favorì il nascere di interfacce concorrenti come Windows, NeXT e X Window, che oggi ritroviamo ancora nei moderni Linux. Allo stesso modo, verosimilmente, se Apple vincesse le cause contro Samsung potrebbe essere un bel problema, visto che potrebbe essere l’unico produttore ad essere autorizzato a realizzare device multitouch per i prossimi 20 anni. A questo punto, la questione non è se Google abbia copiato o meno da iOS feature poi inserite in Android, ma se vogliamo un mondo nel quale il solo fatto di aver brevettato una idea, un concetto di un qualcosa come, ad esempio, un’interfaccia utente, possa dare ad un’azienda il monopolio per 20 anni su quel concetto.






Si chiama proprietà intellettuale.
E lo stesso concetto si può applicare a qualsiasi opera innovativa.
Il fatto che sia utile e’ sufficiente ad arrogarsi il diritto di appropiarsene?
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Mondonauta Reply:
ottobre 28th, 2011 at 10:03
la proprietà intellettuale dovrebbe essere sul come una idea viene implementata, ma non sull’idea stessa…
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Non c’è nulla di più discutibile del concetto di proprietà intellettuale, a dimostrazione di ciò, esiste un’apposita organizzazione che dovrebbe stabilire quando venga violato, o meno, il copyright di un’opera.
Se vogliamo evolvere, più persone hanno la possibilità di mettere le mani su una cosa, più evolveremo in fretta.
E questo non è un concetto discutibile.
Il Pinch to zoom, come esempio, c’è da anni anche sui portatili, ma non ho mai visto nessuna azione legale intentatavi contro.
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Senza proprietà intellettuale non ci sarebbero investimenti privati nella ricerca e di conseguenza non ci sarebbe innovazione. Pensiamo ad esempio alla ricerca medica. Quanta ricerca è finanziata dallo sfruttamento di brevetti? Parecchia. Come sempre la difficoltà sta nel trovare il giusto equilibrio ma se una cosa è coperta da brevetto questo andrebbe rispettato. Cosa sia brevettabile e cosa no invece é davvero argomento complesso e tuttora aperto.
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nessuno Reply:
ottobre 28th, 2011 at 08:44
Questo è il grande mito, la cantilena ripetuta fino allo sfinimento e ormai accettata come vera. Non è così. L’umanità ha vissuto senza proprietà intellettuale per la stragrande maggioranza del tempo e le medicine, le invenzioni, ecc, c’erano lo stesso. La proprietà intellettuale protegge lo sfruttamento commerciale di un idea, protegge le corporation e questo modello (recente rispetto alla storia dell’uomo) di fare affari. Le singole idee e le invenzioni vengono alle singole persone/team che spesso non guadagnano nemmeno proporzionalmente a quello che hanno inventato. Ma le chiacchere stanno a zero, ecco un esempio concretissimo di quello che dico http://it.wikipedia.org/wiki/Albert_Bruce_Sabin, se ne potrebbero fare a migliaia.
Saluti
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danilo Reply:
ottobre 28th, 2011 at 09:00
Sai che quando ho iniziato a leggere la tua risposta ho pensato immediatamente anche io a Sabin?
Sebbene io abbia odiato le scene di isteria alla morte di Jobs, che non era un benefattore ma solo un grande imprenditore (anche lui ha fatto errori solo che non se ne parla) e sebbene io utilizzi tutti i giorni android e linux, non è un discorso facile da affrontare.
Aspetto che l’articolo scateni una discussione, sperando di non aver a che fare con i fanboy di Apple…..
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Dragone Reply:
novembre 6th, 2011 at 12:14
Per non parlare dei fanboy di Linux …
La questione gravita tutta attorno al cosa sia brevettabile e cosa no. Brevettare l’implementazione (a livello hardware e software) del pinch-to-zoom è a mio avviso (ahimè) giusto, brevettare il movimento di due dita no. Sta a tutti gli altri competitors fare la stessa cosa MA in modo diverso.
Infine un quotone per il post qui sopra.
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Mondonauta Reply:
ottobre 28th, 2011 at 10:05
quoto in pieno la tua opinione!
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Ho rubato da vari conti un totale in cifre pari a 30.000.000 di Euro.
Però dai! Rubato!! Diciamo “preso in prestito” per un indeterminato periodo di tempo”
Ma cosa si intende per “rubato”? Se accettiamo la definizione di “rubare” in senso stretto e letterale, sicuramente io non ha rubato nulla, solo dei bites; non ho in mano nessuna banconota, solo delle rarefatte disponibilità di contanti.
“Ma ora la questione importante non è capire se questo “furto” è stato fatto, ma se vogliamo vivere in un mondo nel quale questo è illegale”, ovvero in un mondo in cui solo alcuni potevano disporre di quella liquidità.
Anche in passato, per fatti del genere hanno tentato di perseguirmi.
Immaginate se avesse vinto il derubato (derubato? che brutta parola!). Solo lui avrebbe potuto disporre di quelle cifre, mentre ora i miei figli, i miei nipoti, i miei cugini e molti molti miei amici ne hanno tutti beneficiato.
Se i derubati (o meglio quelli che inconsapevolmente mi hanno prestato) vincessero la causa sarebbe un bel problema in quanto sarebbero gli unici a poter disporre di quel denaro.
A questo punto, la questione non è se io abbia rubato (preso in prestito) quel denaro, ma se vogliamo un mondo in cui il solo fatto di aver registrato delle cifre in un conto, possa dare al titolare del conto il diritto ad vitam su quanto registrato su quel conto………….
………….
Caro redattore dell’articolo, mi sembra un articolo simile a quelli che leggo su vari giornali di famiglia quando tentano di giustificare e salvare un Cavaliere e le sue cavalle
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nessuno Reply:
ottobre 28th, 2011 at 14:08
Davvero divertente ed ironico il tuo post. Permettimi però di dire che l’ironia si basa sull’opinione secondo cui un idea (nemmeno la sua implementazione) è una merce e per tanto debba poter essere brevettata.
Devi accettare il fatto che altre persone abbiano un opinione diversa rispetto a come debbano essere gestite le invenzioni.
Non c’è una verità assoluta qui. Si tratta di DECIDERE se le leggi attuali, debbano o non debbano essere cambiate (che poi come spiegavo in un post sopra si tratterebbe semplicemente di tornare a come è sempre stato prima).
Considerando che le leggi dovrebbero servire l’utilità generale e non l’interesse particolare, c’è da chiedersi se la legge sui brevetti sia qualcosa che difenda davvero un interesse comune oppure sia l’ennesimo tentativo riuscito di far passare come interesse comune un interesse particolare.
Per quanto riguarda il valore delle idee, ricordo che qualcuno ha detto che siamo tutti nani sulle spalle dei giganti.
Quelle che spacciamo per idee innovative (e quindi brevettabili in america) sono spesso la scoperta dell’acqua calda. Cose che sono la normale prosecuzione di quello che c’era prima, e nei fatti a volte il brevetto non ha nulla a che fare con l’inventare ma piuttosto cone mettere su carta tutto quello che ci viene in mente prima degli altri (apple è maestra in questo).
Allora io (ma non solo io, in molti), immaginavo quello che avrebbe fatto l’iphone già dai primi palmari che ho utilizzato molti anni prima, anzi mi chiedevo quanto dovessi aspettare.
Allo stesso modo in cui oggi immagino un pad che consenta di fare copia&incola verso un altro dispositivo semplicemente avvicinandolo. Che abbia un programma alla alla photoshop ma che grazie al touch facciano uso di strumenti fisici (pennelli induttivi) in modo da demolire le differenze tra gli artisti digitali e “analogici”, che abbia una custodia fatta da un elink srotolabile, la ricarica deve avvenire appoggiandola ad un tappetino quando arrivo a casa, ed in quel momento voglio utilizzare i contenuti dello smarthphone dal televisore.. Possiamo andare avanti in eterno ma penso si sia capito il punto.
Quesrte non sono ivenzioni, si chiama unire i puntini come lo stesso jobs ha riconosciuto.
Il multitoch e la forma rettangolare con angoli smussati dovrebbero essere brevettabili? Davvero volete dirmi che nessuno di voi ha pensato a qualcosa di molto simile al pitch to zoom prima del primo iphone?
Se è così allora sono un genio, non pensavo.
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Mi auguro di vivere in un mondo dove copyright più “resistenti”, diano la spinta sufficiente all’evoluzione.
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Fermi un secondo…
A mio avviso vi sono idee e idee.
Non possiamo paragonare una gui a un intero applicativo.
Allora partiamo dal presupposto che l’idea in se per se non è brevettabile e non deve esserlo per due motivi:
1 – L’idea da sola non conta nulla, altrimenti domani brevetto il teletrasporto e fanculo per i prossimi 30 anni v’attaccate anche se lo pensate e ne parlate mi dovete pagare
2 – L’idea per esser brevettata deve essere accompagnata da qualcosa di materiale (nel caso del software dal codice), mi voglio spiegare meglio si può brevettare l’interfaccia a icone fatta con iOS, possiamo brevettare iOS ma non si può brevettare l’idea dell’interfaccia a icone!
In tutti questi anni non si è parlato altro che di apple contro il mondo, signori che piaccia o no apple non ha inventato nulla, anzi è stata la prima ad appropiarsi “ingiustamente” di brevetti non suoi.
Se nokia avesse brevettato l’idea di smartphone ora apple se lo potrebbe ficcare dove non batte il sole il suo iphone, ma a nokia non avrebbero mai fatto brevettare una cosa del genere o ad htc stesso discorso, solo a apple hanno fatto brevettare queste cose su che basi? Nessuna, basi cartacee che non dicono nulla.
Signori da domani brevetto la forma perfetta delle tette e tutte quelle che hanno le tette conformi allo standard brevettato devono andare ad operarsi… ecco la realtà in cui viviamo e vi sono paesi che danno ragione ad apple… vergogna!
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Concordo con te. Quindi nessuno, neanche Apple, può produrre telefoni cellulari, visto che la prima a produrli è stata Motorola (che ora è di Google, ma questo è un incidente). E l’idea di associare computer palmari e telefoni cellulari è, correggetemi se sbaglio, proprio dell’amica Microsoft… Ma neppure lei aveva il diritto di realizzare apparecchi con schermi che riproducono immagini, visto che il primo apparecchio televisivo commerciale è stato realizzato, se non erro, dalla Telefunken. Solo il Sig. Benz e suoi discendenti hanno diritto di costruire auto, quindi SCENDETE SUBITO DALLE VOSTRE FIAT!!!, e spegnete ogni fuoco che avete in casa a meno che non ne abbiate ricevuto i diritti dal sig. UUGHA-UAUGHA della tribù UGHUGHUNGA dell’Africa orientale, che accese il primo fuoco un milione e mezzo di anni fa (secolo più, secolo meno). Ma per favore…
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PS Ovviamente rispondevo a PaoloLadro.
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La “proprietà intellettuale” è un ossimoro.
Le idee, le intuizioni sono sempre il frutto di secoli e secoli di sedimentazione del sapere. Sapere che, in quanto aperto e non vincolabile, scorre da sempre libero e disponibile a tutti.
Le idee non sono nostre. Esse vengono dal passato attraverso noi.
Per questi motivi non è possibile rivendicare la “proprietà” sulle idee, al massimo la paternità ma non certo la proprietà, perché questa è patrimonio condiviso dell’umanità.
Continuare a parlare di “proprietà intellettuale”, considerandola un concetto umanamente accettabile, non fa altro che alimentare la sua illogica esistenza.
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Non ci vedo nulla di anomalo o scorretto. Se Samsung etc. avesse riconosciuto la proprietà intellettuale ad Apple, semplicemente avrebbe dovuto pagare per l’utilizzo dei suoi brevetti. Non avendolo fatto, Apple si rivolge ad un giudice per far si che questo avvenga. Nessuno potrà mai impedirgli di creare i propri device, semplicemente si tratta di soldi, non di idee o prodotti. I blocchi alle vendite che si son verificati ci sono stati per spingere la società a pagare.
Queste son pippe mentali. Si copia da sempre. Se lo si fa troppo si paga. Se non si vuole pagare ci si inventi qualcosa di meglio. Evidentemente alcune società (Apple, in questo caso) sanno farlo, altre (Samsung, in questo caso) no.
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