Ubuntu cerca di migliorare il supporto Hardware su Linux

13 marzo, 2012 3 Commenti »

Per migliorare la compatibilità di Linux con l’hardware si possono seguire due strade: si può fare da sé, realizzando in proprio i driver necessari, oppure chiedere al produttore del device incompatibile sperando che questo possa realizzare dei driver open source.



Canonical, invece, pare voler suggerire una terza strada per avere dei driver: collaborare direttamente con i produttori di hardware per far sì che questi possano supportare meglio Linux. Vediamo come e cosa implica questo per gli utenti del sistema operativo free.

Negli ultimi anni le cose per Linux sono migliorate notevolmente dal punto di vista del supporto hardware; siamo passati dalla quasi totale assenza di supporto ad un decente numero di periferiche compatibili. Purtroppo per molto hardware manca ancora un adeguato supporto e quando si guarda ai nuovi device, come tablet, smartphone e TV, la richiesta di una maggiore (e migliore) compatibilità hardware è ancora più elevata.
Per questo è incoraggiante scoprire che gli sviluppatori di Ubuntu si occupano fattivamente di questo problema cercando di avviare una collaborazione attiva con gli OEM e condividendo informazioni e risorse di engineering.

driver_linux

Un approccio di questo tipo potrebbe sembrare semplice da attuare, ma in precedenza non era mai stato tentato da nessun altro, per cui si può senz’altro parlare di reale innovazione: è la prima organizzazione nel mondo open source che cerca di lavorare fianco a fianco con i produttori di hardware per la realizzazione di driver. Anche Red Hat ha fatto una cosa simile, ma il suo interesse principale è rivolto soprattutto al mondo dei server, proprio come aziende del calibro di Intel e ATI hanno una lunga storia di collaborazione con il mondo Linux, ma Canonical è la prima a provare a realizzare questa collaborazione in modo sistematico e non solo per i prodotti desktop.

Canonical

Un altro punto chiave nella strategia Canonical è nel fatto che i driver dovrebbero tutti essere rilasciati con licenza GPL, una cosa che in passato ha creato non pochi problemi tra i produttori, che tendono a realizzare driver con licenze non open e gli sviluppatori Linux.
Chissà se questa collaborazione potrà contribuire ad aumentare la diffusione di Linux.

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  • http://morefedora.blogspot.com Gianluca Sforna

    Questo è veramente troppo: “Un approccio di questo tipo potrebbe sembrare semplice da attuare, ma in precedenza non era mai stato tentato da nessun altro”

    Allora avrei un paio di commenti da fare.

    Per prima cosa, da diversi anni c’è questo progetto http://www.linuxdriverproject.org che vanta qualche centinaio di sviluppatori che creano driver per chiunque ne faccia richiesta.

    Secondo, Canonical è da parecchio tempo fortemente criticata proprio per la sua carenza di contributi al kernel, e quindi ai driver; speriamo tutti che questo cambi al più presto (a proposito, c’è una fonte per questa notizia?) ma con gli annunci non si scrive mezza riga di codice…

    Infine, è vero che Red Hat trae i la maggior parte dei suoi profitti dai clienti enterprise, ma indovinate un po’ chi è tra i principali sviluppatori di componenti per l’utilizzo sul desktop (kernel, xorg, gnome, etc)? Un indizio: https://fedoraproject.org/wiki/Red_Hat_contributions

    • Antonio

      Meno male per Canonical …
      Fino ad ora i driver opensource cadevano dal cielo, no ?
      Ci voleva un approccio del genere “mai tentato prima” …

      Oh Dio quante fregnaccie.

    • karoo

      eeehhh quoto tutto. Comunque nuovi driver per linux non fanno mai male.