Il leader della Democratic Alliance, nonché Premier di Western Cape, Helen Zille, ha recentemente affermato che entro il 2014 tutte le scuole della regione del Western Cape avranno una connessione a banda larga.
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Considerando che la situazione della banda larga in Sud Africa è davvero drammatica, l’annuncio fa ben sperare per il futuro. Quello che invece continua a preoccupare un po’ tutto il mondo dell’open source è il fatto che nelle scuole di questa Regione ci si ostini ancora troppo spesso a non considerare assolutamente i software open source, limitandosi, invece, ad investire tempo e risorse nei soliti Microsoft Windows e Office, spesso utilizzati in versioni obsolete per risparmiare soldi.
Eppure Mark Shuttleworth, ovvero l’imprenditore che ha negli ultimi anni ha investito ingenti quantitative di tempo e denaro per realizzare Ubuntu è esso stesso sudafricano. Anche grazie al suo impegno, Ubuntu è terzo nella classifica dei sistemi operativi desktop nel mondo, e questo non solo perché è gratuito, ma anche perché è estremamente competitivo con gli altri sistemi e perché viene migliorato costantemente.
Sarebbe fantastico che oltre a Windows e Office, le scuole considerassero sempre più attentamente la possibilità di utilizzare prodotti come Ubuntu e LibreOffice, ad esempio, due ottime alternative ai prodotti Microsoft. Oltretutto, Ubuntu, LibreOffice e Mozilla Firefox sono perfettamente compatibili con gli open standard internazionali e non richiedono il pagamento di free o royalties.

Al momento pare che in Sudafrica si vada verso l’insegnamento dell’informatica su sistemi closed e, soprattutto, obsoleti (si parla di Windows XP e Office 2003): una cosa insensata. Se il problema sono i computer vecchi, oltretutto, va considerato il fatto che Ubuntu è realizzato proprio per funzionare anche su hardware non particolarmente prestazionale, e difatti i suoi requisiti sono significativamente inferiori a quelli di Windows. Tenendo presente tale eventualità e il fatto che il software antivirus non è necessario su Ubuntu, le scuole potrebbero essere in grado di costruire un moderno laboratorio di informatica con 10/15 sistemi con un investimento assolutamente limitato. Chissà se qualche dirigente illuminato abbraccerà i software open source nelle scuole del Sud Africa?














