Mark Shuttleworth, il fondatore di Ubuntu, si è concesso ad una lunga sessione di Q&A su IRC per rispondere alle domande delle community Ubuntu circa alcuni temi scottanti del momento. Nell’ora dedicata alla community si è detto molto: ecco un sunto delle domande più interessanti.
![]()
A proposito dell’Ubuntu TV, argomento centrale di molte discussioni, e di Ubuntu for Android, Mark è stato piuttosto evasivo: quando gli è stato chiesto se presto avremmo avuto la possibilità di vedere qualche device ufficiale la sua risposta è stata solo “forse”.
Ovviamente, molto del successo della Ubuntu TV dipenderà dai servizi offerti a corredo, per cui è stato chiesto anche se sarà disponibile Netflix. La risposta di Mark è stata molto diplomatica “questo non è il momento per gli annunci”, quindi niente di ufficiale, però Mark ha anche detto che Netflix è praticamente presente dappertutto, lasciando intendere che probabilmente sarà anche su Ubuntu TV.
Per quanto riguarda il mondo mobile, l’impressione di molti è che Ubuntu abbia perso il primo treno, quello che portava direttamente al successo (vedi Android). A Mark è stato chiesto cosa succederà ora ad Ubuntu per quanto riguarda i tablet e il mercato mobile in generale, e se Canonical stesse collaborando con altri team come, ad esempio, quello di MeeGo. Qui la risposta è stata stringata, ma completa. Non ci sono novità al riguardo, neanche per MeeGo, per il quale ci sono persone “eccellenti” che contribuiscono. Per quanto riguarda Ubuntu Mobile, invece, al momento secondo Mark è difficile dire se e quali saranno i partner tecnologici di questo progetto, quindi chi effettivamente avrà il compito di fornire l’hardware, tuttavia c’è molto interesse attorno ad Ubuntu for mobile.
Uno dei partecipanti alla chat ha chiesto a Mark se il bug numero 1 di Ubuntu, ovvero il fatto che la quota di mercato di Microsoft fosse predominante rispetto ad Ubuntu, possa essere ancora considerato un bug critico (la domanda è ovviamente ironica). Lui ha risposto che ora che esistono anche iOS e Android le cose sono molto più bilanciate di prima (la domanda fa riferimento alla situazione del mercato nel 2004), per cui questo bug può considerarsi risolto.
Sul futuro di Dash, Mark ha detto che non esiste una roadmap fissa delle innovazioni da introdurre nel framework di ricerca, ma tutti possono sentirsi liberi di contribuire con le proprie proposte. Per quanto riguarda HUD, ovvero l’Head-Up Display che potrebbe sostituire l’attuale sistema di menu, questo sarà reso disponibile in seguito, quando si riterrà che gli attuali menu non saranno più utili o necessari. Anche in questo caso non c’è nulla di definitivo al momento, ma questo è “un divertente topic per i brainstorming”, per cui la gente può tranquillamente sperimentare con i programmi Python per creare mock up o suggerire design alla unity.

Alla domanda “come mai nell’installazione di default di Ubuntu non è presente una shell Gnome?” , Mark ha risposto affermando che secondo i test effettuati con gli utenti Unity fornisce una miglior esperienza shell desktop per utenti singoli. Anche questa scelta, secondo Mark, è stata presa facendosi la solita domanda, ovvero “cosa funziona meglio per gli utenti”? È proprio questa domanda che permette ad Ubuntu di essere riconosciuto come il sistema operativo che ha reso l’open source usabile per milioni di utenti. I “super tecnologici” possono provare una qualunque altra distribuzione open source come Gentoo, Fedora, Debian o Suse. Per Mark sono tutte buone e non c’è bisogno di discutere su quale sia la migliore. Nella realizzazione di Ubuntu Canonical si è sempre concentrata su due punti fondamentali: avere un buon pacchetto di software nell’installazione di default e fornire un archivio aperto di software con una buona governance nella quale differenti communities possano collaborare. Questo, sostanzialmente è quello che Mark afferma di aver sempre voluto fare con Ubuntu.
La sessione di chat è stata ricca di interessanti domande: per leggerla interamente potete cliccare qui.














