I server Linux sempre più diffusi nelle imprese

Una recente indagine, la Linux Adoption Trends 2012, realizzata grazie alla collaborazione di 428 professionisti IT in forza in organizzazioni con almeno 500 milioni di dollari di fatturato e 500 dipendenti mostra numeri interessanti per Linux.


Disponibile per il download sul sito della Linux Foundation, nella ricerca 8 intervistati su 10 dichiarano di aver aumentato il numero di server Linux presenti nella propria azienda negli ultimi 12 mesi e prevedono di aggiungerne altri entro il prossimo anno. Lo stesso numero di intervistati ha dichiarato che prevede di aggiungere ulteriori server Linux nei prossimi cinque anni, un vero successo rispetto al 21,7% che invece prevede di aumentare il numero di server Windows. Quando si tratta di della gestione di database di grandi dimensioni, inoltre, il 72% degli intervistati sceglie Linux come piattaforma, mentre solo il 35,9% prevede di utilizzare Windows.

Rispetto all’analoga indagine effettuata nel 2010 il numero di problemi tecnici è diminuito del 40% e adesso più di due terzi degli intervistati considerano Linux come un sistema operativo più sicuro rispetto alle alternative. Ma cosa spinge gli utenti aziendali ad adottare Linux? Il 70% degli intervistati menziona il Total Cost of Ownership come il motivo più rilevante e il 68,6% cita le caratteristiche di Linux e la sua superiorità tecnica. Quasi il 64% degli utenti di Linux enterprise cita la sicurezza come motivo per l’adozione.

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Grandi database, cloud computing e virtualizzazione svolgono un ruolo importante nell’adozione di Linux nelle aziende. Il 61% delle aziende cita le applicazioni cloud-based come motivo per l’adozione e ben il 66% utilizza Linux come piattaforma principale, in aumento del 4,7% rispetto allo scorso anno. Inoltre, il 72% delle aziende prevede di avere un quarto o più dei loro server virtualizzati entro la fine dell’anno e più del 46% prevede di avere la metà o più delle loro piattaforme virtualizzate entro lo stesso lasso di tempo. Il rapporto mostra anche una crescente partecipazione nella comunità Linux. È forse il tempo della “primavera Linux”?

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