Steve Jobs attacca Android: è un sistema frammentato!

Che Jobs fosse istrionico era noto. Che avesse una sottile vena polemica verso i concorrenti, non stupisce, ma che nel corso della conference call di presentazione dei risultati trimestrali di Apple il buon Steve spendesse cinque interi minuti a parlare (o sparlare?) di Android … beh, questo se lo aspettavano in pochi.


Jobs non le ha di certo mandate a dire ad Android e lo ha attaccato in quella che Google considera una delle sue caratteristiche di maggior pregio: l’essere opensource. Secondo Jobs la contrapposizione tra sistema aperto e sistema chiuso (iOS) non ha ragione d’esistere, anzi, è un modo per mascherare le reali differenze esistenti tra due mondi e due filosofie completamente differenti. Jobs dice una cosa incredibile: afferma che quando sente parlare di sistema aperto pensa a Windows, che è disponibile su diverse piattaforme, ma sempre con un’interfaccia comune, cosa che invece non accade con Android, che è un sistema frammentato in più versioni con interfaccia non sempre omogenea, tanto che molte applicazioni Android funzionano soltanto su versioni specifiche del sistema o su particolari tipi di smartphone.

Questa cosa invece non accade per le App su iOS, una piattaforma della quale esistono solo due versioni sulle quali testare le applicazioni: quella corrente e quella immediatamente precedente. A questo proposito, secondo Steve, la contrapposizione tra sistema aperto e chiuso serve solo a sviare l’attenzione da quello che è il reale problema, ovvero: cos’è meglio per gli utenti, la frammentazione o l’integrazione? Meglio un sistema che obbliga a testare le applicazioni sviluppate su più telefoni diversi o uno che invece ha bisogno di una singola piattaforma hardware di test?

Jobs non risparmia di certo un attacco frontale verso la presenza di più versioni di Android Market, che vengono definiti come “un pasticcio” per sviluppatori e utenti, mentre l’App Store è unico, ha tre volte più applicazioni e offre una soluzione “one-stop shopping” per tutte le piattaforme disponibili. Infine, Jobs ha fatto una previsione. Secondo lui, la prossima generazione di tablet Android avrà una quantità di applicazioni prossima allo zero. “Quasi tutti i tablet di prossima uscita saranno basati su Android, tuttavia anche la stessa Google raccomanda di non usare Froyo, ma di aspettare la prossima versione. I nostri potenziali competitor avranno serie difficoltà nell’avvicinarsi al prezzo di vendita dell’iPad. Quest’ultimo incorpora tutto ciò che abbiamo imparato circa il realizzare un prodotto dall’elevato valore. Ad esempio, abbiamo creato il nostro processore A4, il software, la batteria, il case, insomma: tutto. Questo ha fatto dell’iPad un incredibile prodotto offerto ad un gran prezzo. I nostri concorrenti offriranno meno di noi ad un prezzo più alto”.

Nello show durato più di cinque minuti, sembra proprio che Jobs abbia inteso contrapporre un sistema potenzialmente confusionario come Android con uno che invece è praticamente monolitico, ovvero il suo iOS. Ha inteso affermare ancora una volta la superiore cura nei dettagli e nella progettazione dei prodotti Apple rispetto agli altri, che non riescono ad offrire ancora adesso nulla di simile a quanto realizzato da Apple. Inoltre, ha voluto anche tirare una frecciatina all’altro rivale, ovvero RIM, citando due numeri su tutto il resto: 14,1 milioni di iPhone distribuiti contro 12,1 milioni di BlackBerry.

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