HwJournal.net http://www.hwjournal.net Webzine su Hardware, Gadget ed Elettronica di consumo Thu, 17 May 2012 22:02:07 +0000 en hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.3.2 Samsung al lavoro sul prossimo device Google Nexus http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/samsung-al-lavoro-sul-prossimo-device-google-nexus-10386 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/samsung-al-lavoro-sul-prossimo-device-google-nexus-10386#comments Thu, 17 May 2012 22:02:07 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10386 Pare ormai certo che Samsung e Google stanno lavorando per realizzare un nuovo dispositivo della serie Nexus. La sempre attiva community Android ha scavato un po’ in giro nelle repository Google e ha ritrovato informazioni che portano dritte verso questo nuovo Nexus…


Il device sarà prodotto da Samsung e avrà un nuovo processore, conosciuto come Exynos 5250
, un dual core Cortex-A15 con integrata una scheda grafica Mali T-604. Rispetto al processore Exynos 4210 presente all’interno del Galaxy S II, che aveva una frequenza di clock di 266MHz, questo nuovo chip è molto più veloce, come testimoniato dalla sua frequenza di clock pari a 544MHz.

Il fatto che il nuovo chip abbia una frequenza praticamente doppia rispetto al precedente dovrebbe essere una garanzia della sua velocità. Probabilmente, qualsiasi tipo di dispositivo Google e Samsung stiano preparando (non è difatti sicuro che si tratti di un tablet) sarà sicuramente destinato a far gola ai molti estimatori di Android e ad essere una seria minaccia per i prodotti Apple.

Secondo quando si è scoperto, pare che questo nuovo device abbia un display Super AMOLED con risoluzione di 1280 x 800 pixel e una fotocamera posteriore da 5 megapixel. Questo lascerebbe pensare che le due aziende stiano preparando un tablet, anche se rumors precedenti indicherebbero in Asus l’azienda destinata a collaborare con Google per la realizzazione del tablet. Ma se questo fosse vero, su cosa starebbe lavorando Samsung? Su un nuovo e potentissimo smartphone? Per scoprirne di più, non resta che attendere qualche nuova indiscrezione.

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Android è libero da Java grazie al progetto XobotOS http://www.hwjournal.net/articoli/android-e-libero-da-java-grazie-al-progetto-xobotos-10381 http://www.hwjournal.net/articoli/android-e-libero-da-java-grazie-al-progetto-xobotos-10381#comments Thu, 17 May 2012 22:01:40 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10381 Una società di nome Xamarin ha realizzato il porting del codice Java in Android utilizzando C# e creando così un sistema operativo completamente indipendente chiamato XobotOS.

C#, nato come progetto Microsoft oltre dieci anni fa e adesso diffusissimo nella scena della programmazione non-nativa in gran parte dell’ecosistema Windows, è molto vicino per spirito e struttura del linguaggio, a Java, cosa che ha reso il porting dall’uno all’altro un impegno tutto sommato ragionevole.

Per farlo in tempi ragionevoli e assicurarsi la possibilità di tenere XobotOS al passo con l’evoluzione di Android, l’azienda ha automatizzato il porting utilizzando una versione modificata del tool Java-to-C# Sharpen.
Così facendo, Xamarin ha di fatto eliminato la virtual machine Dalvik da Android, e questo potrebbe essere un vantaggio per Google nella battaglia legale contro Oracle proprio sull’impiego di Java nel suo sistema operativo. Al momento, però, è ancora troppo presto per sapere se la piattaforma XobotOS sarà in grado di rimanere immune da ricorsi legali, anche se Microsoft ha affermato che la community degli sviluppatori di software è libera di implementare le specifiche C#, questo non vuol dire che sia già disponibile una licenza “open source” per essa.

In ogni caso, quello che ci sentiamo di dire è che XobotOS servirà per fare una bella autopromozione di Xamarin, che già vende Mono for Android, un runtime che permette agli sviluppatori di utilizzare Visual Studio e scrivere codice Android in C# anziché in Java. Beghe legali a parte, Mono è una valida alternativa “high performance” a Dalvik, e magari, un giorno Google dovrà ringraziare quest’azienda per averle tolto le castagne dal fuoco.
Xamarin ha affermato che XobotOS è stato solo un “esperimento divertente” e non avrà un seguito in futuro, ma il codice è stato comunque postato su Github per chi volesse dargli un’occhiata.

XobotOS

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Il Pakistan distribuisce 125.000 PC con Ubuntu agli studenti http://www.hwjournal.net/desktop/il-pakistan-distribuisce-125-000-pc-con-ubuntu-agli-studenti-10376 http://www.hwjournal.net/desktop/il-pakistan-distribuisce-125-000-pc-con-ubuntu-agli-studenti-10376#comments Wed, 16 May 2012 22:07:26 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10376 Con One Laptop Per Child arrivano notizie positive circa la diffusione dell’informatica anche da paesi dai quali nessuno se l’aspettava. Ad esempio, il governo del Punjab, nel Pakistan, ha iniziato a distribuire gratuitamente 125.000 portatili basati su Ubuntu a matricole di scuole ed università.

Umar Saif, portavoce del Punjab Information Technology Board, ha affermato che il progetto è pensato per facilitare l’accesso a contenuti e strumenti educativi, aggiungendo che questo è il primo di una certa portata ad utilizzare software open source. Per Saif, supportare software opensource con un progetto che ha una simile diffusione e in un paese in cui l’utilizzo di software proprietario e piratato è dilagante è quantomeno lodevole. Grazie alla sua flessibilità e al costo zero, il software open source è lo standard de facto per scuole e università di tutto il mondo.

Anche se accolto dappertutto con favore, il progetto non ha tardato ad attirarsi anche le critiche degli immancabili detrattori. Alcuni studenti hanno riferito di aver visto in quest’operazione un tentativo del partito popolare pakistano di accattivarsi le simpatie dei giovani, e quindi i loro voti.

Altri hanno suggerito che il denaro investito in quest’iniziativa sarebbe stato meglio speso se i portatili fossero stati destinati a studenti delle scuole primarie, un po’ come suggerito dallo stesso Nicholas Negroponte (non in riferimento a quest’operazione, ma in generale), fondatore dell’OLPC, che all’Open Mobile Summit in San Francisco dello scorso novembre ebbe occasione di dire che “la formazione è la soluzione di lungo termine per tutti i problemi”. Ovviamente non crediamo che il governo del Punjab abbia intenzione di fare marcia indietro e destinare ad altri i 300.000 portatili che dovrebbero essere distribuiti nel corso del 2013.

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Il Mozilla Marketplace, per ora, non supporta Linux http://www.hwjournal.net/ufficio/il-mozilla-marketplace-non-supporta-linux-10370 http://www.hwjournal.net/ufficio/il-mozilla-marketplace-non-supporta-linux-10370#comments Wed, 16 May 2012 22:06:47 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10370 Durante lo scorso mese di marzo, Mozilla ha delineato i piani per integrare le Web App all’interno di Firefox per complementare il suo prossimo marketplace, ovvero l’app store realizzato per permettere l’installazione di applicazioni Web come fossero native su diverse piattaforme.

Questo nuovo Web Store è stato presentato garantendo fin dall’inizio la piena compatibilità per i sistemi operativi Windows e OS X, mentre, a sorpresa, manca la compatibilità con Linux, ovvero proprio con quella piattaforma sulla quale è basato l’intero progetto Boot 2 Gecko (B2G), per il quale è stato messo in piedi il marketplace. Un vero controsenso, anche se pare che questa non sia una banale dimenticanza, ma una necessità causata da alcuni bug che comprometterebbero il corretto funzionamento con Linux.

Oltretutto la cosa suona ancor più strana se si considera il fatto che proprio Firefox è il browser preferito dalla maggior parte delle distribuzioni Linux. Com’è facile immaginare, la community che si muove dietro il sistema operativo libero non ha preso bene questo tipo di comportamento. Nonostante i vertici di Mozilla abbiano espresso il loro desiderio di aggiungere anche il supporto per Linux, la community di contributori sta già lavorando su una patch che aggiunga la compatibilità per il desktop GNOME.

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Il tablet Google Nexus esiste: ci sono le prove nel codice http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/il-tablet-google-nexus-esiste-ci-sono-le-prove-nel-codice-10366 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/il-tablet-google-nexus-esiste-ci-sono-le-prove-nel-codice-10366#comments Tue, 15 May 2012 22:02:37 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10366 Negli ultimi giorni sono emerse ulteriori prove che Google sta lavorando alacremente assieme a Samsung per realizzare il prossimo tablet Android Nexus, ovvero il primo tablet prodotto da Google e dotato di Android 4 “Vanilla”.

Se gli ultimi indizi dovessero rivelarsi veri, allora probabilmente entro l’estate potremo vedere un nuovo tablet prodotto da Samsung e brandizzato con il marchio “Nexus”. Questo sarebbe il secondo creato dalla stretta collaborazione tra un grande produttore e Google; il primo, come ricorderete, fu il Motorola XOOM tablet, che allora fu il primo ad utilizzare Android 3.0 Honeycomb.

Questa nuova generazione di tablet Nexus è stata portata alla luce da alcuni indizi che svelano come nel codice sorgente di Android siano presenti istruzioni specifiche per i processori Samsung Exynos. Secondo le indiscrezioni attuali, il tablet Nexus dovrebbe adottare proprio un processore Samsung Exynos 5250 (dual core A15) e una GPU Mali T-604 con clock massimo fino a 533MHz il cui nome in codice è vithar.

Come confronto possiamo pensare al fatto che la GPU Mali 400 del Samsung Galaxy S II ha una frequenza di clock di soli 266mhz. Il Samsung Galaxy S III ha un processore Exynos 4412 e una GPU Mali 400 con frequenza di clock più elevata. Considerando che questa GPU pone il Samsung Galaxy S III al livello di un iPhone 4S, quella compresa nel tablet Nexus dovrebbe essere molto migliore.

Per quanto riguarda il display questo dovrebbe con buone probabilità essere un Super AMOLED con risoluzione di 1280 x 800 pixel. Sul retro sarà presente una fotocamera da 5 megapixel con sensore retroilluminato per avere una maggior qualità soprattutto in presenza di poca luce. Le specifiche sono sicuramente interessanti e pensiamo proprio che potremo avere qualche informazioni più precisa al prossimo Google I/O che si terrà quest’estate.

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L’FXI Cotton Candy presto in vendita, ma non in Italia http://www.hwjournal.net/desktop/lfxi-cotton-candy-presto-in-vendita-ma-non-in-italia-10362 http://www.hwjournal.net/desktop/lfxi-cotton-candy-presto-in-vendita-ma-non-in-italia-10362#comments Tue, 15 May 2012 22:01:06 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10362 Il Cotton Candy, quel piccolo computer grande quanto una chiavetta USB, e capace di utilizzare sia Android 4.0 Ice Cream Sandwich che Ubuntu sarà presto disponibile nei paesi scandinavi. E da noi? Tocca attendere ancora un po’…

FXI aveva inizialmente promesso di commercializzare il Cotton Candy a marzo, ma così non è stato e adesso la versione rinnovata che pare sia pronta ad approdare sul mercato pare sia stata fatta apposta dall’azienda per farsi perdonare del ritardo.

Il processore della nuova chiavetta-computer è un Cortex A9 con frequenza di clock di 1,2 GHz e la grafica è affidata ad un chip ARM Mali 400MP quad core. I sistemi operativi supportati sono sia Android 4.0 che Ubuntu Linux, assieme a client per la virtualizzazione per Windows, Linux e Mac.
Onboard è disponibile anche un gigabyte di memoria RAM, mentre per quanto riguarda la memoria di storage possono essere impiegate schede MicroSD fino alla capienza massima di 64GB. Lo stick è dotato da un lato di una porta HDMI capace di supportare la visualizzazione di immagini in formato FullHD a 1080p, dall’altro invece è presente una porta USB 2.0 e una micro-USB per la connessione di periferiche esterne.

Il Cotton Candy può essere preordinato in Scandinavia (FXI è un’azienda norvegese) per 199 euro. Le prime consegne sono previste per la fine del mese, mentre nel resto del mondo tocca probabilmente attendere fino alla fine dell’estate.

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L’FBI vuole una backdoor in Facebook, Skype e altri servizi http://www.hwjournal.net/articoli/lfbi-vuole-una-backdoor-in-facebook-skype-e-altri-servizi-10358 http://www.hwjournal.net/articoli/lfbi-vuole-una-backdoor-in-facebook-skype-e-altri-servizi-10358#comments Mon, 14 May 2012 22:02:25 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10358 Secondo quanto pubblicato da CNET, l’FBI sta cercando di convincere alcune grandi aziende Internet come Yahoo e Google a supportare una proposta di legge che vorrebbe forzarle ad inserire una backdoor su alcuni importanti software e servizi, per scopi di sorveglianza.

Il Bureau americano ha incontrato segretamente rappresentanti di queste aziende, oltre a Microsoft (proprietaria di Hotmail e Skype), Facebook e altri ancora per argomentare la loro proposta di legge secondo la quale i siti dei social network e VoIP, nonché i provider di servizi di instant messaging ed e-mail dovrebbero alterare i loro prodotti inserendo nel codice una backdoor che li renderebbe più semplici da intercettare e, di riflesso, controllabili.

L’FBI ha già denunciato al Congresso il problema del cosiddetto “Going Dark” , ovvero la difficoltà di effettuare un effettivo controllo tramite intercettazione sulle comunicazioni tra soggetti interessanti per le loro indagini in quanto le comunicazioni si stanno spostando dalla tradizionale telefonia ai servizi Internet.
Con il Communications Assistance for Law Enforcement Act, or CALEA, approvato nel 1994, I fornitori di servizi di telecomunicazioni devono rendere i propri sistemi intercettabili. La Federal Communications Commission nel 2004 estese CALEA anche ai fornitori di connessione a banda larga come provider e college, ma le aziende che operano sul Web non sono (ancora) interessati da questa legge.
Oltre alla richiesta avanzata dall’FBI, pare che anche la Federal Communications Commission stia valutando l’opportunità di estendere l’interpretazione di CALEA per coprire anche fornitori di prodotti VOIP come Skype e Xbox Live.
Questa non è la prima volta che l’FBI avanza proposte simili: lo fece già nel 2010 chiedendo l’inserimento di backdoor nei sistemi di comunicazione criptati. La proposta, però, non fu accolta.

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Ematic eGlide XL Pro: il tablet Android 4.0 da 220$ http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/ematic-eglide-xl-pro-il-tablet-android-4-0-da-220-10354 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/ematic-eglide-xl-pro-il-tablet-android-4-0-da-220-10354#comments Mon, 14 May 2012 22:01:18 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10354 Decisamente, Ematic non è una di quelle aziende che punta a differenziarsi rispetto alla concorrenza quando si tratta di design dei tablet proposti, ma in compenso si è specializzata nella realizzazione di prodotti in grado di stupire tutti per i prezzi bassi.

Uno dei prodotti che più di altri ha seguito la filosofia del prezzo basso è il Portable Media Player eSport Clip, un piccolo dispositivo multimediale che, pur avendo un display da 1,8 pollici con risoluzione QVGA, una fotocamera da 5 megapixel e 4 GB di memoria integrata, viene venduto su Amazon (ma in America, non in Italia) a soli 29,99 dollari.

Ematic, però, non si ferma certo al Media Player e ha appena presentato l’eGlide XL Pro2, un tablet dotato di Android 4.0. Questo nuovo prodotto, che per il momento viene venduto solo in America, ha un prezzo assolutamente aggressivo, pari a 219,99 dollari, nel quale sono compresi un display da 10 pollici, un processore da 1GHz e una GPU a 400MHz, 4GB di memoria di storage integrata (espandibile fino a 32GB tramite scheda di memoria MicroSD), e anche una connessione HDMI per collegare il dispositivo ad un televisore esterno.

Il tablet supporta la riproduzione di filmati a risoluzione Full HD 1080p, dispone anche di 1 GB di memoria RAM e non mancano un giroscopio a tre assi accoppiato ad un accelerometro che permette di gestire i movimenti del tablet in maniera precisa e completa sui tre assi. È presente anche una fotocamera anteriore, un voice recorder e la connessione Wi-Fi.
Purtroppo non è possibile accedere ai servizi Google, quali ad esempio, il market Google Play: Per compensare questa mancanza il tablet Ematic eGlide XL viene fornito con l’accesso al market alternativo realizzato dalla stessa Ematic, un assistente vocale e l’applicazione Kobo eReader.

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Matsunichi MarquisPad MP977: Android 4.0 a 249$ http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/matsunichi-marquispad-mp977-android-4-0-a-249-10350 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/matsunichi-marquispad-mp977-android-4-0-a-249-10350#comments Sun, 13 May 2012 22:03:25 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10350 Volete un suggerimento per un nuovo tablet? Se fossimo in America potremmo suggerirvi di dare uno sguardo al Matsunichi MarquisPad MP977, un device presentato allo scorso CES da un’azienda che all’epoca si chiamava Le Pan.

Il tablet ha un display da 9,7 pollici con risoluzione di 1024 x 768 pixel, processore dual core Texas Instruments OMAP 4430 con frequenza di lavoro di 1,2 GHz e l’ormai irrinunciabile Android 4.0.

Rispetto al Le Pan II presentato al CES la memoria di storage è stata dimezzata a soli 4GB, tra l’altro ottenuti unendo i 2 GB della memoria integrata e i 2GB disponibili sulla scheda MicroSD in dotazione. La batteria non fornisce un’autonomia particolarmente interessante, visto che si ferma a sole cinque ore di funzionamento. Nonostante ciò, il prezzo, pari a 249 dollari, e la data d’uscita (maggio) pongono questo tablet in diretta competizione con il meno veloce, ma più capiente, Samsung Galaxy Tab 2 7.0.

Ma questo non sarà il solo tablet che Matsunichi intende proporre sul mercato americano: nei prossimi mesi sono previsti anche le uscite dell’MP1010, un tablet con display da 10,1 pollici, risoluzione di 1024×768 pixel, un veloce processore da 1,5GHz e 10 GB di memoria di storage (anche in questo caso sommando memoria interna e scheda MicroSD). Questo tablet sarà probabilmente presentato tra giugno e agosto. Dopo questo sarà presentato anche l’MP979, che avrà un processore più veloce e più memoria di storage, ma un display leggermente più piccolo, ovvero da 9,7 pollici, che sarà presentato tra agosto e settembre.

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L’iPad può eseguire applicazioni Unix http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/lipad-puo-eseguire-applicazioni-unix-10346 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/lipad-puo-eseguire-applicazioni-unix-10346#comments Sun, 13 May 2012 22:02:25 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10346 Siete tra i sostenitori della tesi secondo cui l’iPad è soltanto un giocattolo tecnologico? Probabilmente sarete destinati a ricredervi, perché uno strumento appena apparso in rete permetterebbe di eseguire applicazioni Unix sul tablet Apple.

Questo strumento, realizzato da OpenText e chiamato Exceed onDemand, permette di accedere ad applicazioni Unix in maniera sicura come se l’iPad agisse come un terminale Unix.

La tecnologia sfrutta il protocollo Thin X, con OpenText che assicura che la velocità sarà elevata su qualunque tipo di connessione. Cosa ancora più interessante, pare che sia possibile passare senza problemi dalle sessioni attive sul computer a quelle mobile, aumentando così in modo esponenziale le possibilità di lavoro e la flessibilità grazie alla possibilità per gli impiegati di un’azienda di poter utilizzare di volta in volta il device che meglio risponde alle loro esigenze. Inoltre, Exceed on Demand dispone di uno strumento di amministrazione central che permette di uniformare la governance e le policies di sicurezza tra tutti i device connessi.


Ma non è questo il solo prodotto rilasciato da Open Text, che di recente aveva rilasciato anche Tempo, un sistema di classe enterprise simile a Dropbox o Google Drive, grazie al quale è possibile condividere in modo sicuro documenti tra device mobile e computer desktop o portatili. Ancora, OpenText Travel Receipt Management for SAP Solutions supporta la gestione di ricevute da dispositive mobile, e questo significa che una volta catturate con l’iPad queste possono poi essere gestite dal SAP senza problemi.

Naturalmente, OpenText non è l’unica soluzione nel campo della ristorazione su iPad. L’anno scorso anche VMWare ha presentato una sua soluzione e, man mano che dispositivi come questa acquistano sempre più rilevanza sul mercato, si assiste alla nascita di soluzioni nuove per l’accesso a software enterprise tramite device mobile. Insomma, non sono proprio dei semplici “giocattoli”…

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Vivaldi Tablet: avrà 8 GB di memoria di storage http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/vivaldi-tablet-avra-8-gb-di-memoria-di-storage-10339 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/vivaldi-tablet-avra-8-gb-di-memoria-di-storage-10339#comments Sun, 13 May 2012 22:01:04 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10339 Aaron Seigo, ideatore del tablet Vivaldi, il primo “powered by KDE”, ha annunciato di aver deciso di raddoppiare la memoria di storage interna del Vivaldi portandola ad 8GB, dopo aver già raddoppiato la memoria RAM, portata ad 1GB.

Chi si lamentava dei continui ritardi del Vivaldi, ha di che essere felice, visto che l’attesa sarà ripagata da un device decisamente più performante offerto allo stesso prezzo di quello inizialmente prenotato.

Aaron ha detto che “Questo è sicuramente un “punto di non ritorno” per il progetto, ed è molto, molto soddisfacente averlo raggiunto. Abbiamo solo qualche ultimo ritocco da fare per quanto riguarda la parte software, ma stiamo per ultimare tutto, inviare le prime email e dare il via alle vendite”.

Make•Play•Live, il sito ufficiale per il tablet Vivaldi ha già siglato diverse lettere d’intenti con alcune aziende nello sforzo di creare una rete di partner. Questo permetterà all’azienda di offrire servizi e supporti per quanto riguarda il Vivaldi e le applicazioni ad esso correlati. Senza una appropriata rete di partner questi sforzi non sarebbero possibili.

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Calxeda fa girare Ubuntu 12.04 su un cluster ARM quad core http://www.hwjournal.net/networking/calxeda-fa-girare-ubuntu-12-04-su-un-cluster-arm-quad-core-10334 http://www.hwjournal.net/networking/calxeda-fa-girare-ubuntu-12-04-su-un-cluster-arm-quad-core-10334#comments Thu, 10 May 2012 22:02:21 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10334 Il chip designer Calxeda ha detto di essere riuscita ad effettuare una dimostrazione di Ubuntu 12.04 in esecuzione su un server Energycore ARM. Il cluster è basato su chip quad core con 4 MB di cache collegati tramite le loro interconnessioni.

Caldexa ha unito assieme uno chassis 2U in grado di ospitare 48 nodi quad core che, tutti assieme, consumano meno di 300W con 24 dischi SATA che forniscono il necessario supporto per il data storage.

Nella dimostrazione di Calxeda è stata utilizzata una installazione standard di Ubuntu 12.04, sulla quale è stato eseguito Apache, Mysql e PHP (LAMP) stack, ovvero i programmi sui quali Calxeda ha realizzato il proprio sito. L’azienda ha affermato di aver fatto girare anche altri framework, come Ruby on Rails e Openstack Nova. Sempre secondo quanto affermato da Calxeda, Ubuntu 12.04 non ha bisogno di molto lavoro per poter essere adattato all’esecuzione su processori ARM; Karl Freund, Vicepresidente marketing ha affermato che “Letteralmente, funziona tutto. Il codice non ha bisogno di modifiche. Dev’essere solo caricato e avviato”.

Canonical è già stato scelto come fornitore di sistemi Linux da HP per il server del futuro Progetto Moonshot. Freund ha detto che HP in futuro venderà server basati su chip Calxeda Energycore a partire dal prossimo autunno, e con l’alleanza tra Canonical, HP e Calxeda, pare chiaro che in futuro potremmo sicuramente veder crescere la quota di mercato dei server ARM basati su Linux.

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KDE Plasma Netbook: il desktop veloce e personalizzabile http://www.hwjournal.net/notebook-netbook/kde-plasma-netbook-il-desktop-veloce-e-personalizzabile-10330 http://www.hwjournal.net/notebook-netbook/kde-plasma-netbook-il-desktop-veloce-e-personalizzabile-10330#comments Thu, 10 May 2012 22:01:08 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10330 Con Unity, Cinnamon e Gnome 3 che stanno raccogliendo tutta l’attenzione degli utenti, è facile che altri interessanti progetti open source possano passare inosservati o quasi. È proprio questo il caso di KDE Plasma Netbook interface…

Nonostante il nome, l’interfaccia alternativa KDE non è limitata all’utilizzo sui soli netbook, nonostante sia stata effettivamente pensata per device con piccoli schermi. Questa interfaccia alternativa è disponibile da un po’, ma finora ben pochi ne hanno parlato. Vediamo di farlo noi adesso.

Partiamo con il dire che KDE Plasma Netbook è sorprendentemente veloce. Anche quando la si installa su un vecchio netbook l’interfaccia risponde bene alle sollecitazioni dell’utente e può quindi essere utilizzata tranquillamente. Ancora meglio, offre molte opzioni per la personalizzazione dell’ambiente operativo. KDE Plasma Netbook sostituisce il desktop regolare con delle “pagine” di differenti tipi.

Di default l’interfaccia è costituita da due pagine: Search and Launch e Page One. La prima offre un facile accesso a tutte le applicazioni installate, la seconda usa un layout da rivista che può essere riempito con i propri widget favoriti. Ovviamente è possibile aggiungere altre pagine in modo semplice e intuitivo.
Il sistema offre altri due layout di pagina: Folder View, che mostra il contenuto di una cartella specifica e Desktop, che funziona come un classico desktop. Le pagine possono essere utilizzare dall’utente come si preferisce, offrendo così il massimo della flessibilità per chi desidera personalizzare il proprio computer.

KDE 4 rende semplice lo switch tra l’interfaccia netbook e quella classica da desktop, così potremo utilizzare la nuova interfaccia quando si utilizza il notebook in mobilità, ad esempio, per poi passare a quella desktop quando, a casa, lo si college ad un più ampio monitor esterno.
Tutto ciò fa di KDE Plasma Netbook un’ottima alternative al normale ambiente desktop, per cui se volete personalizzare il vostro netbook o notebook, lasciatevi pure tentare: non ve ne pentirete.

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HP lancia gli economici ProBook serie B ed S http://www.hwjournal.net/notebook-netbook/hp-lancia-gli-economici-probook-serie-b-ed-s-10325 http://www.hwjournal.net/notebook-netbook/hp-lancia-gli-economici-probook-serie-b-ed-s-10325#comments Wed, 09 May 2012 22:02:23 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10325 Tra le molte line di prodotti HP, una delle più economiche è quella dei ProBook serie b ed s. Queste due famiglie di prodotti dispongono di schermi che vanno dai 14 ai 17,3 pollici e sono venduti a prezzi davvero convenienti.

La serie B è quella più conservativa. La versione da 14 pollici è disponibile in due modelli: il ProBook 6470b e il ProBook 6475b. La differenza tra i due è rappresentata dal processore: il 6470b ha un Intel Core Sandy Bridge, mentre il 6475b ha un AMD dual o quad core con scheda grafica Radeon HD 7000G (il modello con CPU Intel ha una Radeon HD 7570M opzionale). La RAM massima supportata è di 16GB ed è possibile sia avere un disco rigido normale, sia un SSD, mentre la risoluzione del display varia tra i 1366×768 e i 1600×900 pixel.

Il 6570b è sostanzialmente identico al 6470b, la differenza è nel display, che in questo caso è da 15,6 pollici. Tutti i modelli dispongono di due porte USB 3.0, una porta combinata USB 2.0/SATA, l’ExpressCard, uno slot per schede di memoria SD, il dock optional e una seconda batteria, oltre ad un masterizzatore Blu-ray, anch’esso opzionale. Per quanto riguarda il sistema operativo, oltre a Windows 7 sono disponibile anche FreeDOS e SuSE Linux.

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I ProBook serie S sono modelli più flessibili rispetto a quelli della serie B. I 4440s e 4441s hanno un display da 14 pollici, il 4540s e il 4545s da 15, mentre il 4740s da 17. Tutti i display hanno una risoluzione di 1366×768 pixel, tranne quello del 4740s, che invece ha una risoluzione di 1600×900 pixel. Tutti i modelli dispongono di processore Intel Ivy Bridge, tranne il 4545s che è basato su CPU AMD. In opzione è possibile avere una scheda video Radeon HD 7650M (con 1 o 2GB di RAM video), fino a 8GB di RAM e un lettore di schede di memoria. Viste le loro dimensioni, i modelli con display da 15 e 17 pollici hanno il tastierino numerico separato. Tutti, infine, hanno due porte USB 3.0 e una HDMI 1.4. Comune con la serie B la scelta di sistemi operativi. HP non ha ancora annunciato ufficialmente la data di commercializzazione e i prezzi dei vari modelli.

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CyanogenMod 9 ora anche per il Galaxy Tab 2 (7.0) http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/cyanogenmod-9-ora-anche-per-il-galaxy-tab-2-7-0-10320 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/cyanogenmod-9-ora-anche-per-il-galaxy-tab-2-7-0-10320#comments Wed, 09 May 2012 22:01:33 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10320 Il Samsung Galaxy Tab 2 (7.0) è in vendita da poche settimane e da ancor meno sono state diffuse le informazioni necessarie a rootare questo dispositivo. Mancava una ROM alternativa da poter installare su di esso. Mancava, per l’appunto, visto che adesso è disponibile…

Xoomdev, uno sviluppatore indipendente, ha difatti effettuato il porting della CyanogenMod 9 sul tablet Samsung. La sua versione della ROM può essere scaricata cliccando qui.

Un vantaggio del Galaxy Tab 2 (7.0) rispetto ai concorrenti diretti (i tablet economici) è rappresentato dal fatto che questo tablet integra già l’accesso allo store Google Play. Molti suoi concorrenti, come ad esempio l’Amazon Kindle Fire o il Barnes & Noble NOOK Tablet, sono invece basati su versioni personalizzate di Android che non hanno accesso al download diretto delle applicazioni presenti sullo store Google Play, a meno che non li si rooti prima.

Anche il Galaxy Tab 2 ha la sua bella versione personalizzata di Android, che presenta l’interfaccia TouchWiz realizzata dalla stessa Samsung che però non è del tutto esente da qualche difettuccio. Ad esempio non capiamo perché inserire un pulsante per catturare le schermate del tablet nella toolbar accanto al pulsante che richiama le applicazioni recenti quando la cattura dello schermo può essere fatta anche schiacciando assieme i tasti power e volume giù.

Comunque, con la CyanogenMod finalmente disponibile anche per questo tablet potrete dimenticarvi dei piccoli difetti della TouchWiz. C’è comunque da tener presente che questa versione della CyanogenMod non è una versione non ufficiale e dev’essere considerata come un work in progress. Il Bluetooth non funziona correttamente, alcune applicazioni non sono disponibili nel Google Play Store e l’input audio non è supportato. In ogni caso, se non volete attendere che sia resa disponibile una versione ufficiale, potete anche provarla.

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Canonical: Ubuntu arriverà sul 5% dei computer http://www.hwjournal.net/articoli/canonical-ubuntu-arrivera-sul-5-dei-computer-10311 http://www.hwjournal.net/articoli/canonical-ubuntu-arrivera-sul-5-dei-computer-10311#comments Tue, 08 May 2012 22:02:37 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10311 Chris Kenyon, vicepresidente alle vendite e business development di Canonical, ha parlato alla Ubuntu 12.10 Developer Summit circa Canonical e i suoi rapporti con EOM e EDM. Durante il suo intervento Kenyon ha anche snocciolato alcuni interessanti numeri sull’adozione di Ubuntu.

L’Ubuntu Developer Summit for Ubuntu 12.10 che si è tenuto ad Oakland, in California, ha visto diversi relatori alternarsi sul palco. Uno di questi è stato Chris Kenyon, che ha tenuto un interessante intervento nel quale ha delineato il presente e una parte del futuro di Ubuntu.

Vediamone alcuni punti salienti:

- Lo scorso anno sono stati venduti tra gli otto e i dieci milioni di dispositivi con Ubuntu.
- Quest’anno Canonical aprirà la sua prima sede a Pechino
- Lo scorso anno Ubuntu è stato adottato su dispositivi il cui valore complessivo è di 7,5 miliardi di dollari.
- Il prossimo anno questa cifra potrebbe raddoppiare grazie al fatto che, secondo Kenyon, ben 18 milioni di computer venduti avranno Ubuntu. Se la previsione verrà rispettata, il 5% dei computer di tutto il mondo sarebbe venduto con Ubuntu preinstallato.
- In più di 200 store Dell presenti in Cina si possono trovare prodotti con Ubuntu e personale qualificato in grado di fornire assistenza su Ubuntu Linux.
- Ubuntu continua ad andare molto bene sul mercato dei server.

Chris

Dopo questi dati, ecco un paio di note necessarie: lo scorso Maggio all’UDS di Budapest Mark Shuttleworth affermò di voler raggiungere i 200 milioni di utenti Ubuntu entro quattro anni (ovvero entro il 2015); per raggiungere quest’obiettivo non basterà raddoppiare le vendite di computer con Ubuntu, ma ci vorrà ben altro. Ad esempio si dovrà sfruttare al meglio la possibilità di utilizzare Ubuntu su dispositivi come televisori e smartphone.

Kenyon non ha commentato le cifre relative ai computer venduti con Ubuntu, per cui non sappiamo se faceva riferimento agli utenti che acquistano un nuovo computer o agli attuali utenti di Ubuntu. Il conteggio effettuato dagli OEM/OMD non comprende tutti coloro che installano personalmente Ubuntu sul proprio sistema. Inoltre, secondo gli OEM, una “percentuale significativa” di coloro che acquistano un sistema con Ubuntu lo utilizza solo per poi installarvi Windows pirata, soprattutto sui mercati asiatici, dove i clienti preferiscono i computer con Linux a causa del loro basso costo di vendita. E voi, cosa ne pensate di questi numeri?

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Dell Sputnik: notebook con Ubuntu per sviluppatori http://www.hwjournal.net/notebook-netbook/dell-sputnik-notebook-con-ubuntu-per-sviluppatori-10307 http://www.hwjournal.net/notebook-netbook/dell-sputnik-notebook-con-ubuntu-per-sviluppatori-10307#comments Tue, 08 May 2012 22:01:02 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10307 Dell ha lanciato il Progetto Sputnik, un portatile “sperimentale” con Ubuntu Linux, una serie di utility preinstallate e una futura repository ancora non disponibile, dedicato agli sviluppatori Web che si sono lasciati tentare da OS X, ma non hanno poi gradito le molte restrizioni imposte da Apple.

Barton George, direttore di Dell Web Vertical, ha svelato questo nuovo progetto sul suo blog, mentre Mark Shuttleworth, il fondatore di Canonical, ha mostrato il portatile Dell XPS13 con Ubuntu 12.04 all’Ubuntu Developers Summit tenutosi martedì nella città di Oakland.

La scelta di Ubuntu è stata fatta sia perché questo è uno dei più diffusi sistemi operativi open su desktop, sia perché Canonical collabora con Dell su questo progetto. Oltre al sistema e ai corretti driver preinstallati, questo sistema ha la particolarità di poter far scaricare dalla repository github (appena disponibile) dei “profili” per sviluppatori. Il primo sarà specifico per Android, Ruby e JavaScript.

Molte distribuzioni Linux dispongono dello stack LAMP scaricabile per poter iniziare a programmare, ma quello che Dell intende fare con questa nuova linea di portatili è fornire un modo semplice di cercare e trovare il corretto stack software da github, così da aiutare anche coloro che non hanno familiarità con lo sviluppo in un particolare ambiente di doversi inventare ogni volta l’acqua calda. È interessante notare come Dell non abbia al momento disponibili prodotti del genere anche per Windows, anche se questo potrebbe in seguito cambiare, come affermato da un portavoce Dell.

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La Wii U utilizzerà Android? http://www.hwjournal.net/home-entertainment/la-wii-u-utilizzera-android-10297 http://www.hwjournal.net/home-entertainment/la-wii-u-utilizzera-android-10297#comments Mon, 07 May 2012 22:05:01 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10297 Sarà, ma a noi pare che molte aziende, quando si accorgono che un loro prodotto non funziona come dovrebbe sul mercato, per dargli un pizzico di pepe in più iniziano a far trapelare notizie che lo vorrebbero pronto a convertirsi ad Android. È successo per RIM, Sony, Nintendo…

Di recente sono comparsi molti rumors che vorrebbero RIM pronta a convertirsi ad Android, rendendo le proprie applicazioni disponibili anche per questo sistema operativo o addirittura cedendo assets al maggior produttore Android. Altri rumors hanno interessato Sony e la sua Playstation e adesso tocca a Nintendo e alla Wii U, che secondo alcuni potrebbe essere basata proprio su Android.

Questa voce, apparsa per la prima volta sul sito Nintendo Town, sta assumendo sempre più rilevanza, anche se non esiste alcuna conferma ufficiale o quantomeno provenienti da ambienti vicini a Nintendo, che possa far pensare che la Wii U possa utilizzare Android. Però, a ben pensarci…

È vero che smartphone e tablet hanno comportato una riduzione del mercato delle console, ed è altrettanto vero che Sony, uno dei principali concorrenti di Nintendo, ha da tempo effettuato un importante passo verso il mercato del mobile gaming portando molti suoi giochi e il marchio Playstation sugli smartphone della casa nipponica dotati di Android.

Perché, dunque, Nintendo non dovrebbe poter pensare di entrare anche lei in questo settore? In effetti, la Wii U non è una vera console portatile, anche se il controller Wii U somiglia moltissimo ad un tablet, quindi se mai questa mossa dovesse essere fatta, probabilmente non sarà questa la console scelta dai fan di Mario e dei suoi tubi. In ogni caso seguiremo l’andamento di questi rumors per informarvi tempestivamente dei loro sviluppi.

Wii-U

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Ubuntu: un’ora di domande a Mark Shuttleworth http://www.hwjournal.net/articoli/unora-di-domande-a-mark-shuttleworth-10301 http://www.hwjournal.net/articoli/unora-di-domande-a-mark-shuttleworth-10301#comments Mon, 07 May 2012 22:02:07 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10301 Mark Shuttleworth, il fondatore di Ubuntu, si è concesso ad una lunga sessione di Q&A su IRC per rispondere alle domande delle community Ubuntu circa alcuni temi scottanti del momento. Nell’ora dedicata alla community si è detto molto: ecco un sunto delle domande più interessanti.

A proposito dell’Ubuntu TV, argomento centrale di molte discussioni, e di Ubuntu for Android, Mark è stato piuttosto evasivo: quando gli è stato chiesto se presto avremmo avuto la possibilità di vedere qualche device ufficiale la sua risposta è stata solo “forse”.

Ovviamente, molto del successo della Ubuntu TV dipenderà dai servizi offerti a corredo, per cui è stato chiesto anche se sarà disponibile Netflix. La risposta di Mark è stata molto diplomatica “questo non è il momento per gli annunci”, quindi niente di ufficiale, però Mark ha anche detto che Netflix è praticamente presente dappertutto, lasciando intendere che probabilmente sarà anche su Ubuntu TV.

Per quanto riguarda il mondo mobile, l’impressione di molti è che Ubuntu abbia perso il primo treno, quello che portava direttamente al successo (vedi Android). A Mark è stato chiesto cosa succederà ora ad Ubuntu per quanto riguarda i tablet e il mercato mobile in generale, e se Canonical stesse collaborando con altri team come, ad esempio, quello di MeeGo. Qui la risposta è stata stringata, ma completa. Non ci sono novità al riguardo, neanche per MeeGo, per il quale ci sono persone “eccellenti” che contribuiscono. Per quanto riguarda Ubuntu Mobile, invece, al momento secondo Mark è difficile dire se e quali saranno i partner tecnologici di questo progetto, quindi chi effettivamente avrà il compito di fornire l’hardware, tuttavia c’è molto interesse attorno ad Ubuntu for mobile.

Uno dei partecipanti alla chat ha chiesto a Mark se il bug numero 1 di Ubuntu, ovvero il fatto che la quota di mercato di Microsoft fosse predominante rispetto ad Ubuntu, possa essere ancora considerato un bug critico (la domanda è ovviamente ironica). Lui ha risposto che ora che esistono anche iOS e Android le cose sono molto più bilanciate di prima (la domanda fa riferimento alla situazione del mercato nel 2004), per cui questo bug può considerarsi risolto.

Sul futuro di Dash, Mark ha detto che non esiste una roadmap fissa delle innovazioni da introdurre nel framework di ricerca, ma tutti possono sentirsi liberi di contribuire con le proprie proposte. Per quanto riguarda HUD, ovvero l’Head-Up Display che potrebbe sostituire l’attuale sistema di menu, questo sarà reso disponibile in seguito, quando si riterrà che gli attuali menu non saranno più utili o necessari. Anche in questo caso non c’è nulla di definitivo al momento, ma questo è “un divertente topic per i brainstorming”, per cui la gente può tranquillamente sperimentare con i programmi Python per creare mock up o suggerire design alla unity.

MarkShuttleworth

Alla domanda “come mai nell’installazione di default di Ubuntu non è presente una shell Gnome?” , Mark ha risposto affermando che secondo i test effettuati con gli utenti Unity fornisce una miglior esperienza shell desktop per utenti singoli. Anche questa scelta, secondo Mark, è stata presa facendosi la solita domanda, ovvero “cosa funziona meglio per gli utenti”? È proprio questa domanda che permette ad Ubuntu di essere riconosciuto come il sistema operativo che ha reso l’open source usabile per milioni di utenti. I “super tecnologici” possono provare una qualunque altra distribuzione open source come Gentoo, Fedora, Debian o Suse. Per Mark sono tutte buone e non c’è bisogno di discutere su quale sia la migliore. Nella realizzazione di Ubuntu Canonical si è sempre concentrata su due punti fondamentali: avere un buon pacchetto di software nell’installazione di default e fornire un archivio aperto di software con una buona governance nella quale differenti communities possano collaborare. Questo, sostanzialmente è quello che Mark afferma di aver sempre voluto fare con Ubuntu.
La sessione di chat è stata ricca di interessanti domande: per leggerla interamente potete cliccare qui.

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Ecco XobotOS il velocissimo porting C# di Android http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/ecco-xobotos-il-velocissimo-porting-c-di-android-10289 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/ecco-xobotos-il-velocissimo-porting-c-di-android-10289#comments Sun, 06 May 2012 23:07:24 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10289 Non sarebbe estremamente ironico se gli sviluppatori Android risolvessero i problemi di licenza con Microsoft utilizzando C#? Oppure se Google mettesse a tacere la controversia con Oracle, sempre con l’aiuto di Microsoft? Leggete pure il resto…

Sapete, quello che ci stiamo chiedendo in questi giorni è come mai Xamarin, l’implementer open source di .NET, abbia realizzato un porting di Android su Microsoft C# con il suo progetto XobotOS.

Nonostante questo non sia altro che un esperimento e nonostante sia lontanissimo dal risolvere i problemi legali di Google, il team ha mostrato che le parti di Android realizzate in C# hanno meno limitazioni di codifica rispetto a quelle realizzate in Java. Oltretutto la versione c# di Android permette agli smartphone di avere una miglior autonomia della batteria e accesso diretto alla grafica.
Inoltre, Xamarin ha constatato anche un “massiccio” aumento della velocità sul suo HTC Flyer e sull’Acer Iconia utilizzati per le prove quando si utilizza la porta side-project. Ovviamente, tutto ciò che abbiamo detto non significa necessariamente che Google stia pensando di sostituire Java, ma sicuramente quanto mostrato da quest’esperimento sarà oggetto di riflessione da parte dell’azienda di Mountain View e potrebbe rivelarsi una mossa vincente per cercare di ripianare qualche problema di licenza.

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Il futuro di Bada potrebbe essere in pericolo http://www.hwjournal.net/articoli/il-futuro-di-bada-potrebbe-essere-in-pericolo-10285 http://www.hwjournal.net/articoli/il-futuro-di-bada-potrebbe-essere-in-pericolo-10285#comments Sun, 06 May 2012 23:05:55 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10285 Eldar Murtazin, noto analista russo più volte autore di interessanti (e spesso precise) analisi sul mondo dei device mobile, ha lanciato un allarme: Bada, il sistema operativo creato da Samsung, rischia un lento declino e il successivo oblio, sovrastato dalla predominanza di Android sul mercato mondiale.

Samsung si è profondamente focalizzata su Android con una serie di device che sta offrendo ottime performance di vendita; tuttavia, nonostante questo, l’azienda ha garantito il supporto per Bada per tutto il 2012, stanziando per questo sistema operativo una fetta del suo budget.

Questo farebbe pensare che le parole di Murtazin possano essere interpretate come un allarme ingiustificato, tuttavia le logiche di mercato suggeriscono tutt’altro. Uno stop allo sviluppo di Bada potrebbe diventare, nei prossimi anni, possibile, se non probabile. Prima di tutto occorre considerare che Android sta erodendo importanti quote di mercato ai feature phone, e Bada, nonostante sia un sistema operativo per smartphone, è pericolosamente vicino ad essere una piattaforma per feature phone, non tanto per il numero e la qualità delle funzioni offerte, quanto soprattutto per la ridotta disponibilità di applicazioni, soprattutto se paragonato ad Android o iOS. Oltretutto, esteticamente il Samsung Wave sembra essere il logico successore del Samsung Jet, che altri non era se non un feature phone.

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Samsung ha investito molto per cercare di risollevare le sorti di questa piattaforma e coinvolgere gli sviluppatori, riuscendoci solo in parte. Il market Bada è disponibile in 123 mercati, con una decisa concentrazione verso i paesi in via di sviluppo, ma mentre la prima serie di Samsung Wave ha avuto un buon successo, i modelli successivi sono stati via via meno profittevoli.
Confrontando, con le dovute distinzioni, le cose, viene da paragonare Bada a Symbian. Addirittura Bada potrebbe essere parzialmente sostituito da Tizen, il sistema operativo realizzato da Samsung in collaborazione con Intel, o essere fuso con esso, anche se quello che appare effettivamente più probabile è che Bada venga lentamente sostituito da Android o dall’emergente Windows Phone, magari trasferendo alcune interessanti idee e funzioni presenti in esso all’interno di Samsung, un’operazione tutt’altro che impossibile o difficile.
Ovviamente tutto ciò è basato sull’intuizione di un analista e poco altro, ma non pensate anche voi che possa essere un discorso pericolosamente vicino al vero?

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Samsung rilascia il codice sorgente dei Galaxy Tab 2 7.0/10.1 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/samsung-rilascia-il-codice-sorgente-dei-galaxy-tab-2-7-010-1-10280 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/samsung-rilascia-il-codice-sorgente-dei-galaxy-tab-2-7-010-1-10280#comments Sun, 06 May 2012 23:04:12 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10280 Grandi novità in arrivo da Samsung, e stavolta non si tratta del Samsung Galaxy S III o di un altro smartphone, né tantomeno di un tablet, almeno non in senso stretto, anche se la news in effetti qualcosa centra con i tablet…

Il gigante coreano ha rilasciato il codice sorgente delle ROM dei Samsung Galaxy Tab 2, sia nella versione da sette, sia in quella da dieci pollici, offrendo così a tutti i modder la chiave per entrare nel paradiso delle ROM modificate.

Il passo è decisamente interessante e permette a tutti coloro che amano dilettarsi in questa che per alcuni è una vera e propria arte di poter modificare a piacimento (avendo ovviamente le competenze tecniche) l’interfaccia e le funzioni proprie dei due tablet. I modelli esatti per i quali sono stati rilasciati i sorgenti sono i Samsung GT-P3100, GT-P3110, GT-P3113, GT-P5100, GT-P5110 e GT-P5113.
Se siete i possessori di uno di questi tablet e avete un minimo di pratica, potrete ora divertirvi a personalizzarli come preferite, proprio come fanno quei gran smanettoni di Xda-Developers!

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E-Fun lancia un tablet con Android 4 da 130 dollari http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/e-fun-lancia-un-tablet-con-android-4-da-130-dollari-10273 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/e-fun-lancia-un-tablet-con-android-4-da-130-dollari-10273#comments Thu, 03 May 2012 22:02:07 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10273 Siete alla ricerca di un regalo tecnologico per la festa della mamma che non sia troppo impegnativo? Beh, potreste provare ad acquistare un tablet E Fun, in particolare il recentemente annunciato Next 7S, un prodotto poco costoso, ma purtroppo al momento presentato solo sul mercato americano.

L’E Fun Next 7S costa solo 129,99 dollari, proponendosi così come uno dei meno costosi device sul mercato. A questo prezzo ci si può portare a casa un tablet con display da 7 pollici con risoluzione di 800 x 480 pixel, processore single core da 1GHz (del quale non sappiamo esattamente quale sia il produttore e il modello), memoria di storage interna di 4GB ulteriormente espandibile tramite scheda di memoria microSD e sistema operativo Android 4.0.3.

Utile la presenza di una porta di connessione in standard micro USB 2.0, che può essere utilizzata anche per il collegamento del tablet al computer e il trasferimento dei dati dall’uno all’altro.Sfortunatamente il Next 7S, che tutto sommato non ha affatto un hardware da buttar via, non offre alcun supporto ufficiale per Google Play, il marketplace Android, per cui se volete scaricare qualche applicazione da utilizzare dovrete per forza di cose affidarvi a qualche app store alternativo.

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Il tablet per giocare Wikipad si rinnova prima del lancio http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/il-tablet-per-giocare-wikipad-si-rinnova-prima-del-lancio-10268 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/il-tablet-per-giocare-wikipad-si-rinnova-prima-del-lancio-10268#comments Thu, 03 May 2012 22:01:50 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10268 Non è stato ancora rilasciato, ma già il suo produttore sta apportandovi cambiamenti per aggiungere nuove funzioni. Stiamo parlando del tablet per giocare con Android 4 Wikipad, un prodotto che dovrebbe essere rilasciato tra circa sei mesi, ma sulla cui data effettiva di presentazione nulla ancora si conosce.

Quando il tablet arriverà (se mai riuscirà a rispettare la scadenza, a questo punto) , avrà pieno accesso alla piattaforma di game streaming Gaikai, così l’utente potrà iniziare a giocare immediatamente dopo averlo tolto dal cellophane.

La lunga attesa per poterlo finalmente vedere in commercio ha portato il suo ideatore a realizzare un pesante restyling. Il Wikipad, che originariamente avrebbe dovuto avere un display da 8,1 pollici, avrà invece un display da 10,1 pollici, mentre all’interno del case, che sul comunicato stampa è descritto come “ultra sottile”, troveremo un processore quad core del quale per adesso non abbiamo alcuna notizia su chi possa essere il produttore e sulle altre caratteristiche tecniche. Sarà inoltre presente anche una opzione per aggiungere la connettività 3G al tablet.

Per quanto riguarda il resto delle caratteristiche, queste ricalcheranno quanto annunciato durante lo scorso CES, ovvero sarà presente un sistema di controlli simile a dei tradizionali gamepad su entrambi i lati del tablet, così come sarà presente una videocamera anteriore e una posteriore, il supporto per la riproduzione di video a 1080p e 8GB di spazio di memorizzazione integrata sui quali poter archiviare i vostri giochi, e che possono eventualmente essere ulteriormente espansi utilizzando una scheda di memoria microSD.

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Uno studio spiega perché Linux non ha successo http://www.hwjournal.net/notebook-netbook/uno-studio-spiega-perche-linux-non-ha-successo-10261 http://www.hwjournal.net/notebook-netbook/uno-studio-spiega-perche-linux-non-ha-successo-10261#comments Wed, 02 May 2012 22:02:11 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10261 La Portuguese Open Source Business Association (ESOP) ha pubblicato un white paper nel quale cerca di spiegare a quali problemi vanno incontro i produttori di portatili quando cercano di commercializzare un nuovo prodotto con Linux preinstallato.

Il report, il cui titolo è “Laptop retail oligopoly: the unnoticed digital divide”, analizza il mercato dei portatili con l’aiuto della teoria dei giochi e conclude che è “legato ad una configurazione che non è efficiente”, e soprattutto non lavora a vantaggio degli utenti.

In un’altra pubblicazione realizzata a gennaio, l’organizzazione ha dettagliato i fallimentari risultati di vendita di un bundle di software open source che includeva Linux e che era preinstallato su portatili venduti sul mercato portoghese. È stato proprio questo fallimento che ha portato quest’organizzazione a realizzare il secondo studio.

Secondo l’ESOP, la configurazione del canale retail per i portatili impone un vero e proprio firewall difficile da superare per le nuove aziende che vogliono proporre prodotti innovativi. Questo a causa di una “sproporzionata importanza del brand e del marketing tra i rivenditori, che possono impedire ai fornitori di consegnare i prodotti migliori al prezzo più basso”.

Secondo questo white paper, in un differente mercato, Linux sarebbe la scelta naturale per i produttori, in questo, invece, deve sottostare a regole di mercato che non favoriscono la libera concorrenza.
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Le conclusioni contenute nell’analisi dell’ESOP sono che mentre non vi sono segnali di collusione o di evidenti comportamenti anticoncorrenziali sul mercato, le forze in gioco alla fine tendono ad agire come una barriera per i prodotti innovativi. La configurazione del mercato sembra precludere il successo ai produttori che sono interessati ad introdurre questi prodotti, perché solitamente sono realizzati da aziende che non hanno un brand forte. Visto che questo non favorisce in alcun modo gli utenti, l’ESOP si propone di valutare l’attuale situazione legale del mercato Europeo e modificarla “dal punto di vista dei consumatori e dei fornitori, visto che il comportamento di un piccolo numero di catene di distribuzioni dominanti non è significativamente diverso da un singolo distributore”.
Il white paper propone anche un raffronto tra il mercato mobile e quello dei portatili, osservando come nel primo Android sia riuscito a diventare il leader proprio perché essendo questo un mercato ancora nuovo e giovane, le logiche dei mercati più vecchi non si sono ancora radicate in esso.

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A Linus Torvalds Chrome OS piace più di Gnome 3 Shell? http://www.hwjournal.net/notebook-netbook/a-linus-torvalds-chrome-os-piace-piu-di-gnome-3-shell-10257 http://www.hwjournal.net/notebook-netbook/a-linus-torvalds-chrome-os-piace-piu-di-gnome-3-shell-10257#comments Wed, 02 May 2012 22:01:30 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10257 Linus Torvalds, il padre di Linux, ha elogiato i Chromebook perché sono riusciti a diventare più usabili di Gnome 3 Shell. L’affermazione non è casuale: Linus ha un Chromebook in cucina che viene utilizzato come calendario familiare e per ottenere occasionalmente informazioni dal Web o sulle mappe.

Linus è rimasto “impressionato” dall’aggiornamento che ha portato su ChromeOS l’Aura Windows Manager. A proposito di quest’ultimo, Linus dice “non l’ho utilizzato molto, ma come desktop non è mica male. Potrei nominare desktop peggiori”.

Linus ha poi sottolineato il problema che si sta creando con desktop come Gnome e il loro approccio “UI smartphone”. ChromeOS permette un’elevata personalizzazione delle azioni eseguibili con il mouse, come ad esempio il semplice lancio di un’applicazione; cose che Gnome ha eliminato perché considerate “troppo confusionarie”. È presente anche un dock a scomparsa alla base del desktop: tutte cose che Linus ha trovato “rivoluzionarie”.

Un Chromebook è un ottimo device se si ha bisogno di utilizzare solo un browser, ma un cosiddetto Power User potrebbe non essere altrettanto d’accordo e sicuramente troverebbe diverse mancanze. Anche Linus è della stessa opinione “Se avesse una finestra terminale e si potesse installare un ambiente di sviluppo su di esso (e se non fosse così lento) potrebbe essere davvero utilizzabile come portatile”.

Linus

Linus apprezza il “tradizionale” e più “utilizzabile” approccio avuto da Google con i Chromebook “Devo dire che sembra migliorare l’experience anche nella modalità non-laptop. Avviando il calendario come una finestra piuttosto che non come un altro tab del browser, ovvero utilizzandolo come unica applicazione attiva, questo occupa tutto lo schermo, senza pulsanti del browser, eccetera”. A quanto pare, secondo Linus il nuovo Aura pare funzionare bene sia quando si comporta come un tradizionale window manager, sia quando si è in presenza di una singola applicazione che prende l’intero schermo. Come ha affermato lui, “forse tutto questo “browser come un’app” può funzionare davvero”.

Clicca qui per vedere il video incorporato.

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Rootato anche il Samsung Galaxy Tab 2 (7.0) http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/rootato-anche-il-samsung-galaxy-tab-2-7-0-10250 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/rootato-anche-il-samsung-galaxy-tab-2-7-0-10250#comments Tue, 01 May 2012 22:03:15 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10250 Il Samsung Galaxy Tab 2 (7.0) è un tablet con display da 7 pollici, processore dual core, sistema operativo Android 4.0 e un prezzo alla portata di tutte le tasche. Questo lo pone in diretta concorrenza con molti tablet di fattura decisamente inferiore, ma con una marcia in più.

Rispetto a diversi suoi concorrenti il Samsung Galaxy Tab non han bisogno di artifici per utilizzare Google Play, ma volendo da oggi è possibile comunque cimentarsi nel root di questo piccolo tablet.

Nycbjr, un utente del forum RootzWiki ha difatti rilasciato alcuni tool di base che permettono il root del Galaxy Tab 2 da 7 pollici. In effetti questi strumenti e lo stesso metodo per effettuare il root non sono esattamente “user friendly”e alla portata di tutti: per la realizzazione del root è richiesto difatti il download e l’utilizzo del tool Heimdall per il flash del firmware. In alternativa è possibile scaricare e installare la ClockWorkMod Recovery sul Galaxy Tab 2 (7.0) e flashare il tablet tramite un file zip per guadagnare l’accesso al sistema come root. Anche in questo caso c’è da ingegnarsi un pochino, ma il lavoro da fare è più semplice rispetto al metodo con il tool Heimdall.

Al momento, purtroppo, non è disponibile alcun tools per il root “one click” del tablet. In ogni caso, ci sono comunque testimonianze di diversi utenti del Web che affermano di essere riusciti a rootare senza problemi il tablet Samsung utilizzando il metodo di nycbjr. Quest’operazione permette di aver accesso a file e impostazioni altrimenti protetti dal sistema. Ad esempio dopo il root è possibile utilizzare applicazioni come Titanium Backup, che permette di effettuare il backup e il restore di dati e applicazioni contenute sul tablet, oppure Root Explorer, che permette di navigare nell’intero file system del device.

Non c’è bisogno di ricordare, inoltre, che l’operazione di rooting, è il primo passo verso il paradiso delle ROM personalizzate, ad esempio quelle realizzate da CyanogenMod, MIUI o AOKP. In ogni caso, anche chi non vuole avventurarsi sui sentieri tortuosi di quest’operazione di root potrà godere appieno delle gioie di Android 4.0, che su questo piccolo tablet Samsung funziona piuttosto bene, molto più che non in molti altri device della stessa fascia di prezzo.

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KegDroid: il dispenser per birra gestito da Android http://www.hwjournal.net/articoli/kegdroid-il-dispenser-per-birra-gestito-da-android-10245 http://www.hwjournal.net/articoli/kegdroid-il-dispenser-per-birra-gestito-da-android-10245#comments Tue, 01 May 2012 22:02:56 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10245 Siamo abituati a vedere Google imbarcarsi in mille avventure tecnologiche e progetti di ogni tipo, dai servizi Web ai device mobile, dai wearable computer ai veicoli che guidano da soli… ma avreste mai pensato di vederla anche impegnata nel settore alimentare?

Ovviamente non stiamo parlando della reinvenzione di Google come proprietario di ristoranti o fast food alla McDonalds, ad esempio, oppure come azienda che lancia qualche chewing gum o cose del genere: tutt’altro.

Un “googler” di nome Paul Cariff ha realizzato un dispenser di birra chiamato KegDroid, o “Betsy”, come l’ha affettuosamente soprannominato. Il KegDroid è sostanzialmente, come abbiamo detto, un dispenser per birra realizzato attorno ad un tablet Motorola Xoom con Android 4.0 Ice Cream Sandwich. L’attivazione del dispenser richiede una sorta di autenticazione che viene rilasciata tramite l’utilizzo di un apposito badge che altro non è se non una card con chip NFC. Il tutto, in pratica, è una felice combinazione di Android, NFC e… birra!

Dubitiamo fortemente che di questo KegDroid si possa mai acquistare, né nei negozi né tantomeno online, ma siamo sicuri che questa è un’invenzione che molti di voi potrebbero apprezzare con la giusta dose di ironia, magari in casa piuttosto che al bar o al pub. Nel frattempo guardate il video sottostante per vedere il KegDroid in azione.

Clicca qui per vedere il video incorporato.

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Il tablet KDE Vivaldi avrà 1GB di RAM e sarà presto pronto http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/il-tablet-kde-vivaldi-avra-1gb-di-ram-e-sara-presto-pronto-10241 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/il-tablet-kde-vivaldi-avra-1gb-di-ram-e-sara-presto-pronto-10241#comments Tue, 01 May 2012 22:01:36 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10241 Il tanto atteso tablet Vivaldi con KDE Plasma è stato aggiornato e invece dei 512 MB di memoria inizialmente previsti avrà ben 1GB di RAM. Coloro che avessero già preordinato il tablet con 512MB di memoria possono star tranquilli: riceveranno la versione da 1GB allo stesso prezzo.

L’aggiornamento della memoria permette di ottenere un significativo incremento nelle prestazioni del tablet, soprattutto quando si eseguono più applicazioni, una situazione nella quale è vitale avere molta memoria a disposizione.

Il Vivaldi è un vero computer completo nelle nostre mani, tanto che è possibile utilizzare qualsiasi applicazione disponibile per piattaforma Linux, comprese applicazioni di grande diffusione come LibreOffice e GIMP, solo per citarne due tra e più note.

Al momento paiono esserci ancora alcuni piccoli ritardi nella consegna dei tablet, probabilmente anche a causa dell’upgrade voluto dal produttore, ma comunque chi lo ha ordinato può dormire tra sette guanciali: il tablet arriverà presto. Aaron Seigo, il creatore del Vivaldi nonché capo del progetto KDE, ha detto che dopo un altro lungo colloquio telefonico per la definizione di ulteriori dettagli con i partner ai quali è stata affidata la realizzazione del Vivaldi pare proprio che si sia giunti al termine della telenovela. Seigo sarebbe difatti pronto a firmare l’ordine di acquisto entro la prossima settimana, così da avere le prime forniture di Vivaldi pronte in tempi rapidi.

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Google voleva vendere 10 milioni di tablet Android nel 2011 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/google-voleva-vendere-10-milioni-di-tablet-android-nel-2011-10237 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/google-voleva-vendere-10-milioni-di-tablet-android-nel-2011-10237#comments Thu, 26 Apr 2012 22:02:59 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10237 Secondo una presentazione tenuta da Andy Rubin nel luglio del 2010, Google si aspetta di vendere qualcosa come 10 milioni di tablet Android nel 2012, occupando con i suoi prodotti un terzo del mercato dei tablet.

Questi numeri paiono essere piuttosto alti, soprattutto se si considera il fatto che Google e Motorola non hanno ancora commercializzato il tablet Xoom, che al momento attuale si trova ancora allo stato di prototipo con il nome in codice di Stingray. Va comunque notato come nelle stesse slide Google utilizzi una previsione di Morgan Stanley secondo la quale il mercato dei tablet del 2012 varrebbe 46 milioni di unità, con Apple che domina il mercato con 67 milioni di iPad venduti finora.

Google, tra l’altro, pensava che il mercato dei tablet Android avrebbe contribuito per 110 milioni di dollari nelle entrate provenienti dalle ricerche sul Web nel 2011 e per 220 milioni nel 2012: due obiettivi che rischiano di saltare visto che i tablet Android non hanno di certo avuto quel successo sperato.

Queste informazioni sono emerse nel corso della causa tra Google e Oracle come parte delle stesse slide che mostravano le probabili entrate di Android, evidenziando un eccessivo ottimismo da parte di Google sul fatto che le proprie iniziative avessero successo.
Le slide hanno svelato anche alcuni vecchi design di interfacce utenti, esempi che poi sarebbero stati trasformati in Android 3.0 Honeycomb. Anche se i widget e le icone erano molto più in stile cartoon rispetto a quanto poi si è realizzato, questi costituiscono le basi del progetto “Holo”, il tema utilizzato in Android 4.0.

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Ecco il primo smartphone Intel con Atom Medfield http://www.hwjournal.net/articoli/ecco-il-primo-smartphone-intel-con-atom-medfield-10233 http://www.hwjournal.net/articoli/ecco-il-primo-smartphone-intel-con-atom-medfield-10233#comments Thu, 26 Apr 2012 22:01:31 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10233 La prima volta di Intel nel mercato degli smartphone è datata 2005: è da allora che Intel ci prova, ma il successo non arriva. Adesso, con i nuovi processori Atom Medfield pensati per il mercato mobile, arriva un altro smartphone Intel: si tratta dell’X900 Xolo prodotto dall’indiana Lava.

Il telefono è disponibile soltanto in India e costa poco meno di 317 euro. Le specifiche sono quelle tipiche di un device di fascia media: display da 4 pollici con risoluzione di 1024×600 pixel, fotocamera posteriore da 8 megapixel e possibilità di registrare a 1080p e 30fps, fotocamera anteriore da 1,3 megapixel e memoria di storage da 16 GB.

Il sistema operativo utilizzato è Android 2.3.7, con l’aggiornamento alla versione 4 previsto più avanti nel corso dell’anno. L’unica cosa che distingue nettamente questo smartphone dai suoi concorrenti è il processore: è un Atom Z2460 single core da 1,6 GHz con hyperthread e architettura x86 a 64 bit, al quale è stato associato un processore grafico PowerVR SGX 540 da 400MHz e 1 GB di memoria RAM. Chi lo ha già provato ne parla come di un classico smartphone di fascia media Android, con l’unica particolarità di avere un sacco di controlli per la fotocamera.

Le prestazioni dell’Intel Atom sono notevoli, soprattutto con JavaScript, e discrete sono anche le prestazioni grafiche, mentre la durata della batteria è nella media. Il funzionamento è quello di un classico smartphone con processore ARM, a parte qualche occasionale episodio di incompatibilità con le applicazioni, dovute al software che trasla le applicazioni ARM native in formato x86, che a volte non riesce a tradurre correttamente qualche applicazione.

Per la prima volta, però, uno smartphone “Intel powered” pare essere un credibile antagonista di altri smartphone della stessa fascia di mercato: costa il giusto, offre quanto ci si attende e non ha particolari svantaggi legati all’architettura x86 del processore.
I precedenti tentativi di Intel di creare un processore per smartphone, invece, non hanno avuto lo stesso successo: Moorestown, è stato ignorato perché troppo grande e complesso (richiedeva ben 5 chip per il funzionamento). Medfield invece ha un maggior livello di integrazione, utilizza meno chip (2 o 3 rispetto ai 5 di Moorestown) e non consuma troppo.

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Ovviamente, Medfield ha ancora della strada da fare prima di poter primeggiare sui processori ARM, ma considerando che è il primo tentativo serio di Intel in questo settore, il fatto che sia meno efficiente dal punto di vista del consumo e meno veloce rispetto al più prestazionale degli A9 non deve preoccupare. Il prossimo anno, con Silvermont e l’arrivo dei 22 nm le cose potrebbero migliorare ancora, e per l’anno dopo ancora è atteso Airmont, realizzato a 14 nm con anni di anticipo rispetto ad ARM: tutti cambiamenti che porteranno minori consumi e presumibilmente la possibilità di ottimizzare ulteriormente le prestazioni.

Nel corso di quest’anno, tra l’altro, Intel dovrebbe rilasciare il fratello maggiore dello Z2460, ovvero l’Atom Z2480 dual core, che avrà anche una GPU migliorata, la SGX544MP2. Il nuovo processore sarà destinato al mercato dei tablet e dovrebbe essere molto competitivo con I corrispondenti processori ARM. Inoltre, diversamente da Windows RT, disponibile solo per processori ARM, Windows 8 su processore Atom potrà eseguire anche le normali applicazioni desktop, rendendolo ancora più appetibile per milioni di potenziali utenti. Non resta che attendere per scoprire come reagirà il mercato a queste novità.

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Samsung conferma l’upgrade list per Android 4.0 ICS http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/samsung-conferma-lupgrade-list-per-android-4-0-ics-10229 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/samsung-conferma-lupgrade-list-per-android-4-0-ics-10229#comments Wed, 25 Apr 2012 22:03:07 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10229 Molti di voi stanno aspettando on impazienza che arrivi l’aggiornamento ad Android 4.0 Ice Cream Sandwich per il proprio device Samsung. Ebbene, state sereni: Samsung ha appena postato un elenco con tutti i device che riceveranno l’aggiornamento.

L’elenco dei prodotti da aggiornare è stato rilasciato in USA e contempla modelli distribuiti da AT&T e Verizon, ma è facile prevedere che gli stessi device saranno aggiornati anche nel nostro Paese (almeno quelli disponibili).

In particolare, in base a quanto contenuto in questa lista, possiamo dire che l’aggiornamento ad Android 4 arriverà senza dubbio per i possessori di Samsung Galaxy S II, S II Skyrocket, Galaxy Note, Glide, Nexus S e per coloro che hanno acquistato un Galaxy Tab da 8,9 pollici.

Sono inoltre presenti i tablet distribuiti da Verizon, ovvero il Galaxy Tab 7.7 e la versione più grande, il 10.1 e non mancano le versioni Wi-Fi only del Galaxy Tab 7.0 Plus, del Galaxy Tab 8.9 e del Galaxy Tab 10.1. Gli utenti di Sprint, altro provider USA, vedranno anche il Galaxy S II Epic 4G Touch aggiornato ad Android 4.

Gli utenti americani di T-Mobile, invece, rimarranno ancora per un po’ nel dubbio, visto che, secondo quanto affermato da Samsung, “Siamo a stretto contatto con T-Mobile per assicurare che i device ammissibili siano aggiornati ad Android 4.0 Ice Cream Sandwich nei prossimi mesi e forniremo aggiornamenti su questo non appena avremo ulteriori dettagli da condividere”. In effetti non è stata fornita alcuna data per l’aggiornamento, ma si è tenuto a specificare solo che Samsung sta dialogando con T-Mobile affinché sia possibile fornire Android 4.0 nel più breve tempo possibile.

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Chrome for Android presto in versione definitiva http://www.hwjournal.net/articoli/chrome-for-android-presto-in-versione-definitiva-10225 http://www.hwjournal.net/articoli/chrome-for-android-presto-in-versione-definitiva-10225#comments Wed, 25 Apr 2012 22:02:52 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10225 Google è piuttosto nota per le lunghe fasi di beta dei suoi prodotti: Gmail è da sempre in beta, Music lo è stato per sei mesi e Navigation ha guidato i propri utenti per 50 miliardi di chilometri senza mai uscire dalla fase di beta. Lo stesso destino non avrà Chrome for Android, almeno secondo quanto affermato da Sunday Pichai, VicePresidente Senior di Chrome for Google.

In una intervista rilasciata a Cnet circa i recenti aggiornamenti di Chrome for Android, Pichai ha detto: “Abbiamo lanciato la beta 2 correggendo alcune cose. Al momento ci stiamo concentrando sulla qualità dei bug e sulla stabilità. Stiamo provandolo, tracciandolo e cercando di renderlo molto stabile. È questione di settimane”.

Questa è un’ottima notizia: il browser Chrome è stato aggiornato a rotta di collo fin dalla sua nascita pochi anni fa. Che Chrome for Android sita ora prendendo un analogo ritmo di innovazione dimostra che il team di Chrome è seriamente intenzionato a migliorare il mondo della navigazione mobile sul lungo periodo. Il problema di Chrome for Android, ovvero il fatto di essere disponibile solo sui dispositivi Android 4.0 e superiori, sarà risolto col passare del tempo con il rilascio di nuovi dispositivi e l’aggiornamento degli altri (per quanto possibile).

Chrome-for-Android

Speriamo che anche Chrome for Windows Phone possa arrivare presto, assieme alla versione con interfaccia Metro per Windows 8. Ci piacerebbe vedere Chrome anche su iOS, ma a quanto pare le limitazioni imposte da Apple sui browser per dispositivi mobile potrebbero non permettersi a Chrome di differenziarsi come invece può fare su altri sistemi operativi mobile.

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Trent’anni fa nasceva lo ZX Spectrum http://www.hwjournal.net/home-entertainment/trentanni-fa-nasceva-lo-zx-spectrum-10219 http://www.hwjournal.net/home-entertainment/trentanni-fa-nasceva-lo-zx-spectrum-10219#comments Wed, 25 Apr 2012 22:01:17 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10219 Si è appena celebrato il trentesimo anniversario della nascita dello ZX Spectrum, uno dei più popolari ed economici home computer mai prodotti. Per capire la sua importanza basti pensare che può essere considerato l’equivalente UK del Commodore 64 made in USA.

Con il suo piccolo processore Zilog Z80A ad 8 bit, il chip grafico capace di gestire l’incredibile risoluzione di 32 colonne per 24 righe (256 x 192 pixel) con 15 colori e i suoi 16 o 48KB di memoria RAM, contribuì a diffondere la passione per l’informatica e la programmazione non solo nel Regno Unito, ma anche in molti altri paesi, tra cui l’Italia.

Il suo creatore, Sinclair, desiderava un home computer che potesse essere il più economico possibile, per cui piuttosto che assemblarlo con componenti già esistenti, molti vennero prodotti ex novo con in mente l’obiettivo della massima economia possibile.

Così la scheda madre fu tenuta il più possibile piccola e densa di componenti, cosa che permise al produttore di avere un ingombro esterno di soli 23 x 14 x 3 cm, molto meno dei 40 x 21 x 7cm del Commodore 64 e dei 40 x 35 x 8cm del BBC Micro, i suoi concorrenti diretti dell’epoca. Anche la tastiera era particolare: aveva il disegno ad isola e consisteva in soli quattro o cinque parti distinte. Il case in plastica contribuiva a tenere basso il peso, che fu limitato a soli 550 grammi: molto meno degli 1,8Kg del Commodore 64 e del suo case metallico e dei 3,7Kg del BBC Micro.

ZX_Spectrum

In pratica, lo ZX Spectrum all’epoca era un passo avanti rispetto ai suoi concorrenti, almeno dal punto di vista dell’ingegnerizzazione dei componenti e questo gli permise di vendere ben cinque milioni di unità: una cifra sicuramente non trascurabile, soprattutto se si considera che allora in Inghilterra erano censite circa 30 milioni di abitazioni e che, come si saprà in seguito, Clive Sinclair, il proprietario della Sinclair Research, che ricevette il cavalierato per “servizi all’industria britannica” non usa il computer e preferisce, ancora oggi, il telefono all’email.

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Philips lancia la sua linea di tablet con Android 4.0 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/philips-lancia-la-sua-linea-di-tablet-con-android-4-0-10215 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/philips-lancia-la-sua-linea-di-tablet-con-android-4-0-10215#comments Mon, 23 Apr 2012 22:02:40 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10215 Philips si sta preparando a lanciare una nuova linea di tablet con display da 7 pollici e sistema operative Android 4.0. Nonostante Philips arrivi dopo gli altri in questo mercato, la strada che ha scelto di seguire ha sicuramente degli spunti interessanti, soprattutto in quanto a CPU usate…

Pare infatti che i nuovi tablet non useranno tutti i soliti processori ARM o i nuovi Intel Atom, ma avranno anche processori MIPS. La mossa arriva in un momento in cui la stessa Google inizia ad interessarsi ai processori MIPS e progetta di introdurre nelle prossime versioni del suo sistema operativo mobile un miglior supporto per questa piattaforma.

In effetti, uno dei primi device ad essere commercializzato con Android 4.0 è stato proprio un tablet dotato di processore MIPS a basso consumo, l’Ainol Novo 7. I nuovi tablet prodotti da Philips non saranno però disponibili sul nostro mercato, almeno non a breve termine, visto che saranno inizialmente lanciati sul solo mercato cinese. Dando però uno sguardo alle specifiche di alcuni dei tablet previsti per il 2012 da Philips, sembra che nel corso di quest’anno dovremo attenderci prodotti con display dalla risoluzione di 1.024 x 600 oppure 800 x 480 pixel, supporto per un gran numero di codec, compresi MP4, H.264 e WMV, e un’autonomia compresa tra le 4 e le 5 ore.

Philips

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Archos progetta un tablet Android per giocare http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/archos-progetta-un-tablet-android-per-giocare-10207 http://www.hwjournal.net/tablet-ereader/archos-progetta-un-tablet-android-per-giocare-10207#comments Mon, 23 Apr 2012 22:01:10 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10207 Archos sta preparando un nuovo tablet Android pensato soprattutto per i giochi. Lo ha affermato il CEO dell’azienda in una intervista recentemente rilasciata al The New Ecomiste, dicendo anche che, nella sua visione del futuro, le console da videogiochi sono destinate a lasciare il posto ai tablet.


Ovviamente questo non significa che tutti i giochi del futuro saranno gestibili tramite touchscreen, ma semplicemente che molti preferiranno utilizzare un tablet piuttosto che non una console.

I primi tablet Archos a permettere il collegamento ad una TV tramite HDMI per la fruizione di contenuti su uno schermo ad alta definizione furono gli ormai obsoleti Archos Gen8, ma già allora era possibile utilizzare il tablet su un grande schermo, proprio come si fa con una console.

Con la recente introduzione da parte di Google del supporto per i controller bluetooth, tra cui quelli della PlayStation e della Xbox, è facile pensare ad un futuro nel quale sarà possibile collegare il tablet al TV, aggiungere il proprio controller preferito e poi utilizzare il proprio videogioco preferito senza problemi su grande schermo.

Alcuni dei migliori giochi per Android e iOS hanno già adesso una grafica simile a quella dei giochi da console, e con l’introduzione di chip multi core con grafica ad alte prestazioni il numero di questi giochi è destinato ad aumentare sempre più. Dopotutto, le console come PlayStation 3, Xbox 360 e Nintendo Wii sono tutti device piuttosto vecchi rispetto ai tablet e agli smartphone.

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Sfortunatamente al proposito di questo nuovo progetto non sono stati rivelati ulteriori dettagli da Archos. Di recente abbiamo visto altri prodotti dedicati ai giochi, come il tablet Sony con particolare enfasi per i giochi e il supporto per i titoli classici PlayStation One, oppure come alcuni tablet cinesi con controller integrato per i giochi, ma di solito Archos tende a realizzare prodotti di buona qualità a prezzi inferiori alla media. Oltre a questo, Archos ha recentemente svelato che intende realizzare una nuova linea di tablet di fascia media ed una linea premium derivata dai tablet Gen10.

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Il Raspberry Pi aiuterà i giovani a trovare lavoro http://www.hwjournal.net/articoli/il-raspberry-pi-aiutera-i-giovani-a-trovare-lavoro-10190 http://www.hwjournal.net/articoli/il-raspberry-pi-aiutera-i-giovani-a-trovare-lavoro-10190#comments Sun, 22 Apr 2012 22:04:30 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10190 Brian Green, amministratore delegato della SUSE UK & Ireland, uno dei grandi nomi dell’industria open source, ha dato la sua approvazione al Raspberry Pi, giudicandolo in grado di fornire alla generazione dei giovani studenti attuali l’opportunità di esplorare il mondo della programmazione.

Green ha detto che l’arrivo di questa novità è provvidenziale, visto che in Inghilterra c’è una diffusa preoccupazione relativamente alla mancanza di skill IT nella scuola, una cosa che potrebbe avere un serio impatto sull’industria tecnologica inglese di domani.

Secondo Green “Il rallentamento dell’economia ha costretto le aziende a cercare un modo per tagliare i costi senza intaccare le performance, due cose che il software open source e Linux possono offrire”.

Per trasferire i propri sistemi su tecnologia Linux e trarre vantaggio dalla comunità degli sviluppatori le aziende hanno bisogno di professionisti preparati sul mondo Linux, che capiscano il mercato ed abbiano esperienza del kernel e delle applicazioni. Secondo Green, l’85% di 2.000 recruiters intervistati avrebbe detto che è difficile assumere professionisti Linux qualificati, e un ulteriore 47% da detto che si attendono un aumento delle aziende che sono alla ricerca proprio di personale qualificato con esperienza nel mondo Linux.

Nonostante il Raspberry Pi non sia una panacea per tutti i problemi dell’industria IT, e in particolare per questo appena detto, secondo Green questo mini computer potrà comunque contribuire a far sì che le generazioni future possano trarre vantaggio a tutto ciò che la community open source ha da offrire. Per la precisione, Green ha affermato che il Raspberry Pi permette alle nuove generazioni di sviluppare competenze in grado non solo di fornire un piacere personale, ma in futuro anche un posto lavorativo importante nel panorama IT. Insomma, pare proprio che si sia riusciti ad unire l’utile e il dilettevole!

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Android e Ubuntu sullo stesso PC da 70 dollari http://www.hwjournal.net/desktop/android-e-ubuntu-sullo-stesso-pc-da-70-dollari-10182 http://www.hwjournal.net/desktop/android-e-ubuntu-sullo-stesso-pc-da-70-dollari-10182#comments Sun, 22 Apr 2012 22:03:17 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10182 Nel corso dell’ultimo anno abbiamo assistito a grandi manifestazioni di entusiasmo per i piccoli ed economici computer apparsi sul mercato. Tra questi pensiamo sicuramente al Cotton Candy e al Raspberry Pi, prodotti che purtroppo hanno il difetto si essere difficilmente reperibili in Italia.

In realtà non dobbiamo certo meravigliarci più di tanto per questa popolarità: prodotti del genere sono una sorta di rivoluzione nel mondo dell’informatica per il modo con il quale sono in grado di rendere la tecnologia accessibile anche a chi, con i costi di un normale computer, non potrebbe permettersela, e anche perché diminuiscono drasticamente i costi relativi alla sperimentazione e all’innovazione per tutti.

Disponibile attualmente per meno di 70 dollari, il Mele A1000, l’ultimo arrivato in questa piccola schiera di mini computer economici, è un device basato su architettura ARM che può utilizzare senza problemi Android, ma che, a quanto pare, può essere configurato anche per utilizzare Ubuntu Linux.

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Il Mele 1000 dispone di un chip Allwinner A10 basato su core ARM, per la precisione su un ARM Cortex A8 da 1,2 GHz, affiancato da una GPU MALI400MP compatibile con le OpenGL ES 2.0. Il chip A10 dispone anche di hardware progettato per accelerare la riproduzione di video e di un controller con le NAND Flash, capace di gestire l’accesso concorrente e diretto a otto vie alla memoria.

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L’unità viene rilasciata con il sistema operativo Android 2.3 e viene considerata come un media device per lo streaming video o per eseguire applicazioni Android in TV. L’espandibilità è assicurata da uno slot per schede di memoria SD e da una porta USB, oltre che da una external SATA. Per il collegamento alla rete locale è presente anche una porta Ethernet. La possibilità di eseguire Ubuntu installandolo su una scheda di memoria SD, come mostrato nel video sottostante, rende questo piccolo prodotto ancora più interessante.

Clicca qui per vedere il video incorporato.

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Linus Torvalds vince il Millennium Technology Prize, il nobel tecnologico http://www.hwjournal.net/articoli/linus-torvalds-vince-il-millennium-technology-prize-nobel-tecnologico-10177 http://www.hwjournal.net/articoli/linus-torvalds-vince-il-millennium-technology-prize-nobel-tecnologico-10177#comments Sun, 22 Apr 2012 22:02:45 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10177 Il creatore di Linux, ovvero Linus Torvalds, ha vinto il prestigioso Millennium Technology Prize. La Technology Academy of Finland ha designato l’innovatore del free software come vincitore del premio, che viene assegnato ogni due anni.

Torvalds dividerà il premio con il dottor Shinya Yamanaka, suo amico e ricercatore nel campo delle staminali: entrambi i candidati parteciperanno ad una cerimonia che si terrà nel mese di luglio, nel corso della quale si divideranno un un assegno di 1 milione di euro.

Grazie alla sua vittoria, Torvalds si unisce di fatto alla lunga lista di pionieri dell’information technology, che comprende già ricercatori e ingegneri che sono stati insigniti dello stesso riconoscimento. Tra i precedenti vincitori troviamo Tim Berners-Lee, che ha creato la tecnologia degli ipertesti, alla base del Web, e Shuji Nakamura, il ricercatore che ha creato i LED azzurri, verdi e bianchi, nonché il laser blu.

Il direttore della Technology Academy of Finland, dottor Ainomaija Haarla, ha dichiarato: “Abbiamo avuto molte nomination sulle quali abbiamo dovuto deliberare, ma alla fine abbiamo ristretto la scelta a questi due candidati, che hanno avuto un impatto significativo nel campo del computing e della ricerca sulle cellule staminali”.

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Conosciuto in tutto il mondo come il creatore di Linux, Torvalds iniziò a lavorare sul suo kernel opensource e Unix-like nell’ormai lontano 1991, quando era ancora uno studente dell’università di Helsinki. Lo scorso anno Torvalds ha rilasciato Linux 3.3, la prima versione del sistema operativo che contiene anche parti del progetto Android.

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Ubuntu 12.04 LTS certificato per i server ProLiant http://www.hwjournal.net/desktop/ubuntu-12-04-lts-certificato-per-i-server-proliant-10172 http://www.hwjournal.net/desktop/ubuntu-12-04-lts-certificato-per-i-server-proliant-10172#comments Sun, 22 Apr 2012 22:01:11 +0000 Redazione TPN http://www.hwjournal.net/?p=10172 Mark Shuttleworth all’OpenStack Conference ha annunciato che grazie anche alla crescente richiesta degli utenti, Ubuntu 12.04 LTS ha ricevuto un importante riconoscimento da parte di HP: la certificazione per l’utilizzo sui sistemi ProLiant.

Certo che ottenere la certificazione di HP aiuta non poco Canonical a sostenere la tesi secondo cui questa non è solo una distribuzione consumer, ma è ottima anche se utilizzata lato server per le infrastrutture cloud computing.

Tecnicamente, quest’approvazione permette agli utenti che volessero utilizzare Ubuntu 12.04 LTS su un server ProLiant di ricevere assistenza hardware in garanzia direttamente da HP, in altre parole, l’installazione di questa versione di Ubuntu non farà decadere la garanzia hardware, mentre per quanto riguarda la parte software l’assistenza continuerà ad essere fornita da Canonical. E se state pensando che HP voglia realizzare un ProLiant con Ubuntu preinstallato scordatevelo. Non è previsto.

HP-Ubuntu

In effetti, nonostante in HP non voglia ammetterlo, questa “concessione” fatta ad Ubuntu porta vantaggi ad entrambi, e non solo a Canonical. Negli ultimi tempi, infatti, la popolarità di HP va scemando, mentre Ubuntu è sulla cresta dell’onda, con Unity, un po’ anche con la Ubuntu TV e non dimentichiamo di certo il progetto Ubuntu for Android, che promette di offrire all’utente la user experience di un prodotto desktop e di uno mobile riunite nello stesso device.
Inoltre, Canonical ha recentemente rilasciato tre ottimi strumenti per il Cloud Computing richiesti a gran voce dagli utenti che lavorano con Ubuntu Server: MAAS, AWSOME e JuJu. Detto ciò, chi trae maggiore beneficio da quest’accordo? Certamente Canonical ha i suoi vantaggi, ma anche HP con questa mossa ha molto da guadagnare, addirittura più di Canonical, considerando che così facendo può cercare di avvicinare alle proprie piattaforme hardware quegli utenti in cerca di sistemi in grado di abbattere i costi ed evitare la pesantezza di Windows Server.

UbuntuServer

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