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	<title>HwJournal.net &#187; Notebook &amp; Netbook</title>
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	<description>Webzine su Hardware, Gadget ed Elettronica di consumo</description>
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		<title>Asus 1015E: l’ultra-portatile con Ubuntu Linux</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 22:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Asus 1015E è un ultra-portatile non nuovissimo, e neanche tanto pubblicizzato, ma interessante, soprattutto perché di questo device, già disponibile con Windows 8, ora ne verrà lanciato un nuovo modello, dotato, però di Ubuntu Linux. Al momento il piccolo portatile Asus 1015E-DS03 (questo il nome completo del modello con Linux), non è disponibile in Europa, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’Asus 1015E è un ultra-portatile non nuovissimo, e neanche tanto pubblicizzato, ma interessante, soprattutto perché di questo device, già disponibile con <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a> 8, ora ne verrà lanciato un nuovo modello, dotato, però di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=ubuntu&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Ubuntu</a> Linux. </em></p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" width="0" height="0" border="0" /></p>
<p><span id="more-13894"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Al momento il piccolo portatile Asus 1015E-DS03</strong> (questo il nome completo del modello con Linux), non è disponibile in Europa, ma lo si può già preordinare in America. Il portatile utilizza un processore dual core <a href="http://www.hwjournal.net/?s=intel&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Intel</a> Celeron 847 con frequenza di lavoro di 1,1 GHz, dispone di 2 GB di memoria RAM e sfrutta un disco rigido da 320GB per la memorizzazione dei dati.</p>
<p><strong>L’Asus ha anche un display da 10,1 pollici con superfice non lucida</strong>, la dimensione classica per un Netbook, con risoluzione di 1.366 x 768 pixel, 1 porta USB 3.0, una porta HDMI, una porta Ethernet, la <a href="http://www.hwjournal.net/?s=wi-fi&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Wi-Fi</a> in standard N, la Webcam, il lettore SDHC e una batteria da 6 celle la cui autonomia dichiarata è di 7,5 ore. Il prezzo di questo portatile è pari a 215 dollari. Con questo prezzo il portatile rappresenta uno dei migliori acquisti nella fascia economica, anche se dubitiamo vivamente che al momento del suo arrivo in Europa sarà adottato un tasso di conversione di 1:1 tra il prezzo in dollari e quello in Euro.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13895" alt="Asus_1015e-DS03" src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/05/Asus_1015e-DS03.jpg" width="500" height="372" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Liliputing</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Android, Windows e Linux su un solo tablet!</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 23:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>
		<category><![CDATA[Tablet]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Ekoore Python S3 è un device particolarmente interessante perché non solo è un prodotto ibrido, capace di funzionare come tablet oppure come portatile se si aggiunge la docking station, ma anche perché permette di far coesistere assieme Windows, Ubuntu e Android. Dal punto di vista delle specifiche, l’Ekoore Python S3 dispone di uno schermo da ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’Ekoore Python S3 è un device particolarmente interessante perché non solo è un prodotto ibrido, capace di funzionare come tablet oppure come portatile se si aggiunge la docking station, ma anche perché permette di far coesistere assieme <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a>, <a href="http://www.hwjournal.net/?s=ubuntu&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Ubuntu</a> e <a href="http://www.hwjournal.net/?s=android&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Android</a>. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-13858"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Dal punto di vista delle specifiche, l’Ekoore Python S3 dispone di uno schermo da 11,6 pollici </strong>di dimensione, con una mediocre risoluzione di 1366 x 768 pixel. Di fascia bassa anche il processore utilizzato, un <a href="http://www.hwjournal.net/?s=intel&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Intel</a> Celeron 847 dual core con frequenza di lavoro di 1,1GHz. Il modello base viene venduto con 2GB di memoria RAM e 32GB di memoria di storage, espandibili però, rispettivamente, ad 8GB di RAM e 128GB di storage. Il tutto è racchiuso in un tablet dal peso di 980 grammi e dello spessore di soli 11 millimetri. </p>
<p><strong>La batteria compresa nel tablet offre un’autonomia di 7 ore</strong>, ma collegando la docking station potremo sfruttare anche la batteria integrata in essa, che offre altre 5 ore di autonomia. La docking station con la tastiera è opzionale e costa 140 euro. La configurazione di base dell’Ekoore Python S3 costa 599 euro, ma se si vuole anche il 3G, il GPS e una maggior quantità di RAM e memoria di storage, allora si sale, e anche di molto. Però il prezzo è parzialmente compensato dal fatto che questo è uno dei pochissimi, se non l’unico, tablet ad unire il triple-booting con la dock con tastiera.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/05/Ekoore_python.jpg" alt="Ekoore_python" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-13859" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Phone Arena</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Samsung venderà notebook con Android, ma non 5.0</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/samsung-vendera-notebook-con-android-ma-5-0-13853</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 23:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordate i primi tablet? Android all’epoca non era affatto ottimizzato per il nuovo form factor, e i produttori che lo adottarono furono costretti a scendere a diversi compromessi, mentre molte applicazioni non riuscivano a sfruttare il maggior spazio a disposizione. Adesso, però Samsung vuole far fare un nuovo salto di qualità ad Android e pare ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ricordate i primi tablet? <a href="http://www.hwjournal.net/?s=android&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Android</a> all’epoca non era affatto ottimizzato per il nuovo form factor, e i produttori che lo adottarono furono costretti a scendere a diversi compromessi, mentre molte applicazioni non riuscivano a sfruttare il maggior spazio a disposizione. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-13853"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Adesso, però <a href="http://www.hwjournal.net/?s=samsung&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Samsung</a> vuole far fare un nuovo salto di qualità </strong>ad Android e pare stia realizzando un portatile su quale intende utilizzare il sistema operativo di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=google&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Google</a> che sarà commercializzato prima ancora del rilascio ufficiale di Android 5.0, che a quanto pare sarà la prima versione di Android ad avere ottimizzazioni specifiche per i portatili.</p>
<p><strong>Il portatile di Samsung dovrebbe avere il display touch ed un prezzo attorno ai 200 dollari</strong>. Sarà realizzato sfruttando una versione di Android 4.2 opportunamente modificata dalla stessa Samsung per permettergli di sfruttare appieno le potenzialità della nuova piattaforma. Così Samsung sarà tra le primissime aziende a presentare un notebook Full-Android sul mercato, prima dell’arrivo di Android 5.0, che a quanto pare è stato ulteriormente posticipato.</p>
<p><strong>Il fatto che Samsung e altri produttori vogliano rilasciare dei notebook </strong>prima che sia pronto Android 5.0 potrebbe rivelarsi un boomerang per la reputazione di Android. È di questa opinione Mingchi Kuo, uno degli analisti di KGI Securities, che ricorda come avvenne esattamente la stessa cosa con i tablet, commercializzati prima che la versione di Android per tablet venisse completata e quindi pieni di compromessi che non fecero di certo una bella pubblicità per Android. Speriamo che almeno questi futuri notebook vengano aggiornati tempestivamente ad Android 5.0.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/05/Android-5_0.jpg" alt="Android-5_0" width="600" height="305" class="aligncenter size-full wp-image-13854" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Phone Arena</em><br />
<strong>Foto</strong>: <em>Deulink</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>HP 255: tra i sistemi operativi c’è Linux</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/hp-255-tra-sistemi-operativi-ce-linux-13842</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 22:40:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il suo nuovo notebook business HP 255, il produttore americano di computer prevede di utilizzare come sistema operativo non solo il classico Windows (in questo caso nella controversa versione 8), ma anche FreeDOS 2.0 e Ubuntu Linux. Certo, la news non è di quelle da far rimanere a bocca aperta, ma tuttavia c’è da ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per il suo nuovo notebook business HP 255, il produttore americano di computer prevede di utilizzare come sistema operativo non solo il classico <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a> (in questo caso nella controversa versione 8), ma anche FreeDOS 2.0 e <a href="http://www.hwjournal.net/?s=ubuntu&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Ubuntu</a> <a href="http://www.hwjournal.net/?s=linux&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Linux</a>. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-13842"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Certo, la news non è di quelle da far rimanere a bocca aperta</strong>, ma tuttavia c’è da dire che questo è il primo notebook HP ad essere venduto sul suolo europeo con Ubuntu preinstallato di fabbrica (su richiesta dell’utente, ovviamente). Prima di lui solo l’All-in-One Pavilion 20 poteva essere acquistato con l’identica scelta di sistema operativo.</p>
<p><strong>Il notebook è destinato ad un’utenza “professionale in movimento”</strong>, come recita il datasheet, e per questo il notebook dispone anche di sistemi per la protezione dei dati come l’HP 3D DriveGuard che però, sfortunatamente, funziona soltanto con Windows. Dando uno sguardo al datasheet originale, tra l’altro, si scopre che l’HP255 utilizzerà anche il chipset <a href="http://www.hwjournal.net/?s=amd&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">AMD</a> Kabini, che sembrava fosse dedicato esclusivamente ai device embedded e, altra chicca, tra gli altri troviamo anche quattro processori finora non pubblicizzati: i dual-core E12500 ed E23000 e i quad-core A45000 e A652000. Errore di stampa o anticipazione dei tempi?</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/05/hp225.jpg" alt="hp225" width="500" height="427" class="aligncenter size-full wp-image-13843" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>OMGUbuntu</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ubuntu 13.04 sul Chromebook Acer C7</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/ubuntu-13-04-sul-chromebook-acer-c7-13759</link>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 22:02:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[Stanco di usare solo Chrome OS sul tuo Chromebook? Ecco un metodo per provare la nuova release di Canonical accanto al sistema operativo firmato Google. Come ben sappiamo, l&#8217;Acer C7 è equipaggiato con Chrome OS. Ma se volessimo mettere alla prova il nuovo Ubuntu 13.04? Tutto è possibile. Scopriamo come fare. Anzitutto premiamo il pulsante ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Stanco di usare solo Chrome OS sul tuo Chromebook? Ecco un metodo per provare la nuova release di Canonical accanto al sistema operativo firmato <a href="http://www.hwjournal.net/?s=google&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Google</a>.<br />
</em></p>
<p style="text-align: center"><img alt="" src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" width="0" height="0" border="0" /></p>
<p><span id="more-13759"></span></p>
<p>Come ben sappiamo, l&#8217;<a href="http://www.hwjournal.net/?s=acer&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Acer</a> C7 è equipaggiato con Chrome OS. Ma se volessimo mettere alla prova il nuovo <a href="http://www.hwjournal.net/?s=ubuntu&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Ubuntu</a> 13.04? Tutto è possibile. Scopriamo come fare.</p>
<p>Anzitutto premiamo il pulsante di refresh della pagina Web assieme a Esc e a quello di accensione: ciò per accedere alla modalità sviluppatore.</p>
<p>Fatto ciò, premiamo <em><strong>Ctrl+Alt+T</strong></em> per avviare il terminale e da qui digitiamo shell.</p>
<p>Avremo quindi bisogno dell&#8217;utility Crouton. Supponendo di averla già scaricata, digitiamo:</p>
<blockquote><p>sudo sh -e ~/Downloads/crouton -t unity -r raring</p></blockquote>
<p>Per avviare il processo di installazione di una versione nuda e cruda di Ubuntu 13.04. Al termine possiamo provvedere all&#8217;avvio dell&#8217;ambiente desktop Unity. Per farlo lanciamo:</p>
<blockquote><p>sudo startunity</p></blockquote>
<p>Nel caso in cui preferissimo KDE possiamo lanciare:</p>
<blockquote><p>sudo startkde</p></blockquote>
<p>Se vogliamo scoprire come installare altri software espandendo le funzionalità di Ubuntu sull&#8217;Acer C7, consultiamo <a href="http://blog.projectz.me/2013/04/28/ubuntu-13-04-raring-to-go-on-acer-c7-chromebook/" target="_blank">questa pagina</a>.</p>
<p><img class="size-full wp-image-13760 aligncenter" alt="Acer-C7" src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/05/Acer-C7.jpg" width="600" height="394" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Projectz</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il Chromebook distruggerà la concorrenza?</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/il-chromebook-distruggera-la-concorrenza-13743</link>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 22:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[I notebook equipaggiati con il sistema operativo di Google, Chrome OS, dividono a due il grande pubblico. C&#8217;è chi non ne può fare a meno e chi li reputa inutili. Scopriamo quali sono i punti di forza di questi dispositivi. Il Chromebook o lo si ama o lo si odia. E non stiamo parlando di ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>I notebook equipaggiati con il sistema operativo di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=google&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Google</a>, Chrome OS, dividono a due il grande pubblico. C&#8217;è chi non ne può fare a meno e chi li reputa inutili. Scopriamo quali sono i punti di forza di questi dispositivi.<br />
</em></p>
<p style="text-align: center"><img alt="" src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" width="0" height="0" border="0" /></p>
<p><span id="more-13743"></span></p>
<p>Il Chromebook o lo si ama o lo si odia. E non stiamo parlando di design o caratteristiche hardware, ma esclusivamente del suo sistema operativo, il Chrome OS. Già, perché girando qua e là in giro per il Web si leggono pareri molto contrastanti tra di loro.</p>
<p>C&#8217;è chi l&#8217;approva e chi invece continua a sostenere che un sistema operativo debba essere installato dall&#8217;utente e soprattutto debba essere completamente locale. Ma è forse la preinstallazione dell&#8217;OS ad essere la chiave di svolta? Questo nessuno può dirlo. Quel che è certo è che Google è riuscita a certificare il suo sistema operativo rendendolo commercialmente più appetibile.</p>
<p>A credere in Chrome OS sono anche gli sviluppatori del kernel <a href="http://www.hwjournal.net/?s=linux&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Linux</a>: basti pensare alla nuova release 3.9 che supporta appieno il sistema operativo di Big G.</p>
<p>Vuoi o non vuoi, Chrome OS ha i suoi vantaggi che potrebbero essere (anzi, sono) molto apprezzati dall&#8217;utente comune che trascorre il suo tempo di fronte al PC navigando, scaricando la posta elettronica o editando qualche documento di testo. I tempi di avvio di Chrome OS sono sbalorditivi: 3 secondi e tutto è già operativo. L&#8217;interfaccia è di una semplicità disarmante, e a confermarlo è anche Linus Torvalds, che come molti sapranno già, da un po&#8217; di tempo amoreggia con il Chromebook.</p>
<p>Ultimo ma non per questo meno importante fattore è il costo: un Chromebook è praticamente alla portata di tutti, contrariamente ad altre soluzioni disponibili nel mercato. E voi, cosa ne pensate di Chrome OS e dei Chromebook?</p>
<p><img class="size-full wp-image-13744 aligncenter" alt="chromebook" src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/05/chromebook.jpg" width="590" height="381" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Linux Advocates</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Chrome OS: una nuova tastiera virtuale</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/chrome-os-una-nuova-tastiera-virtuale-13731</link>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 22:04:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[Il display touchscreen del Chromebook Pixel acquista più senso con la nuova trovata degli sviluppatori di Chrome OS: in preparazione, infatti, una comoda tastiera su schermo. C&#8217;è chi ancora non riesce a trovare una giusta utilità ad uno schermo touchscreen installato su un notebook. Alcuni utenti, ad esempio, non riescono proprio a mandar giù la ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il display touchscreen del Chromebook Pixel acquista più senso con la nuova trovata degli sviluppatori di Chrome OS: in preparazione, infatti, una comoda tastiera su schermo.<br />
</em></p>
<p style="text-align: center"><img alt="" src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" width="0" height="0" border="0" /></p>
<p><span id="more-13731"></span></p>
<p>C&#8217;è chi ancora non riesce a trovare una giusta utilità ad uno schermo touchscreen installato su un notebook. Alcuni utenti, ad esempio, non riescono proprio a mandar giù la decisione di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=google&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Google</a> per il suo Chromebook Pixel che, come sappiamo, è equipaggiato di modulo touchscreen.</p>
<p>Ma oggi ecco arrivare una nuova funzionalità che testimonia quanto possa essere utile quel display sensibile al tocco. Gli sviluppatori di Chrome OS hanno infatti implementato una nuova tastiera virtuale su schermo.</p>
<p>Impressionante la somiglianza con le prime versioni della tastiera virtuale di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=android&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Android</a>. Ciononostante si tratta ancora di un lavoro in fase di sviluppo. Se vogliamo comunque dare un&#8217;occhiata a ciò che ci aspetta, diamo uno sguardo al video sottostante.</p>
<p><a href="http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/chrome-os-una-nuova-tastiera-virtuale-13731"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>The Verge</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Un motivo per passare a Linux? Windows 8!</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/articoli/motivo-passare-linux-windows-8-13736</link>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 22:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Chiudi le finestre, apri le porte&#8221;. Con questo messaggio la Free Software Foundation lancia la nuova campagna contro l&#8217;installazione di Windows 8. Scopriamone di più. Se vogliamo diventare parte attiva della campagna contro l&#8217;installazione di Windows 8, la Free Software Foundation ci ha agevolato il lavoro, realizzando un&#8217;infografica con la quale spiegare ad amici, parenti ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Chiudi le finestre, apri le porte&#8221;. Con questo messaggio la Free Software Foundation lancia la nuova campagna contro l&#8217;installazione di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a> 8. Scopriamone di più.<br />
</em></p>
<p style="text-align: center"><img alt="" src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" width="0" height="0" border="0" /></p>
<p><span id="more-13736"></span></p>
<p>Se vogliamo diventare parte attiva della campagna contro l&#8217;installazione di Windows 8, la <strong>Free Software Foundation</strong> ci ha agevolato il lavoro, realizzando un&#8217;infografica con la quale spiegare ad amici, parenti e colleghi i motivi per i quali Windows 8 è il male. Una sorta di guerra non violenta, oltre ad essere l&#8217;unica battaglia attuabile dagli utenti dal momento in cui tutti noi siamo pressoché impotenti rispetto agli accordi che legano <a href="http://www.hwjournal.net/?s=microsoft&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Microsoft</a> con tutti i produttori di hardware del mondo.</p>
<p>A pensare che Windows 8 sia un male sono non solo tutti gli utenti <a href="http://www.hwjournal.net/?s=linux&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Linux</a> ma anche molti fan della casa di Redmond. E la cosa è davvero preoccupante. Già, perché se a non digerire il nuovo OS di Microsoft fossero solo le fazioni opposte non ci sarebbe nulla di anomalo. Ma dopo l&#8217;aggiornamento da Windows 7 a Windows 8, molti utenti Microsoft hanno lamentato malfunzionamenti o comunque non si sono trovati a loro agio con il nuovo ambiente grafico.</p>
<p>E allora, cosa stai aspettando? Se anche tu non vuoi sentir parlare di Windows 8, unisciti alla campagna lanciata dalla Free Software Foundation! Invia quest&#8217;infografica a tutti i tuoi amici e magari fai provare loro una distro Linux.</p>
<p><img class="size-full wp-image-13737 aligncenter" alt="Windows8" src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/05/Windows8.png" width="600" height="1326" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>LinuxBSDos</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il notebook Intel da 200$ utilizzerà Android?</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/il-notebook-intel-da-200-utilizzera-android-13681</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 22:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>

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		<description><![CDATA[Di recente il CEO di Intel, Paul Otellini, ha detto che vede un futuro nel quale si potranno acquistare dei notebook ultrasottili basati su processore Intel Atom Bay Trail per 200 dollari o anche meno. E se questa visione includesse anche Android? Nonostante sia plausibile che prima o poi possano esser resi disponibili dei notebook ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Di recente il CEO di Intel, Paul Otellini, ha detto che vede un futuro nel quale si potranno acquistare dei notebook ultrasottili basati su processore Intel Atom Bay Trail per 200 dollari o anche meno. E se questa visione includesse anche <a href="http://www.hwjournal.net/?s=android&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Android</a>? </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-13681"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Nonostante sia plausibile che prima o poi possano esser resi disponibili dei notebook con <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a> 8 a questo prezzo</strong>, è altrettanto probabile che molti produttori di hardware possano rivolgersi verso altre piattaforme software che offrono costi di licenza inferiori, ad esempio Android.</p>
<p><strong><a href="http://www.hwjournal.net/?s=microsoft&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Microsoft</a> richiede un costo di licenza per ciascun device sul quale viene installato Windows</strong>. Invece, nonostante vi siano comunque delle royalties da pagare anche per utilizzare Android su un tablet o uno smartphone, <a href="http://www.hwjournal.net/?s=google&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Google</a> lo offre ai produttori in forma assolutamente gratuita, cosa che rende i device che lo utilizzano meno costosi rispetto a quelli che usano Windows 8.</p>
<p><strong>Alcuni anni fa, i produttori di computer adottarono un approccio simile </strong>per tagliare i costi dei netbook. All’epoca si penso di utilizzare distribuzioni Linux come Xandros, Linpus Linux Light e OpenSUSE. A questa mossa Microsoft rispose offrendo una versione low-cost di Windows XP e, successivamente, Windows 7 Starter, relegando di fatto Linux ad essere un eccezione e non la regola sui Netbook.</p>
<p><strong>Un notebook con Android, invece, potrebbe avere una posizione molto più forte rispetto ad un netbook con Linux.</strong> Esistono milioni di smartphone e tablet con Android, cosa che lo ha reso un sistema operativo ormai ben conosciuto da moltissime persone, inoltre, per l’utente comune, la sua curva di apprendimento è decisamente più favorevole rispetto a quella di Linux e sono disponibili centinaia di migliaia di applicazioni per esso. Tutto questo potrebbe far propendere Intel ad affidarsi proprio ad Android per abbassare i costi dei notebook. Ovviamente ciò non toglie che Microsoft possa reagire ad una tale provocazione come ha fatto anni fa con i Netbook, ovvero abbassando il prezzo delle licenze di Windows pur di non perdere quote di mercato e, soprattutto, profitti!</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/04/bay-trail.jpg" alt="bay-trail" width="450" height="360" class="aligncenter size-full wp-image-13682" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Liliputing</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Notebook e tablet a basso costo nei progetti di Intel</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-tablet-basso-costo-nei-progetti-di-intel-13653</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 22:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[Processori]]></category>
		<category><![CDATA[Tablet]]></category>

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		<description><![CDATA[PC portatili touchscreen equipaggiati con Windows 8 e tablet nei quali batte il cuore di Android. Tutti a basso costo. Tutti con una CPU Intel. Il peso della crisi si sente nel nostro Belpaese e non solo. Ed è forse anche per questo che Intel ha deciso di puntare su una nuova generazione di portatili ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>PC portatili touchscreen equipaggiati con <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a> 8 e tablet nei quali batte il cuore di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=android&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Android</a>. Tutti a basso costo. Tutti con una CPU <a href="http://www.hwjournal.net/?s=intel&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Intel</a>.<br />
</em></p>
<p style="text-align: center"><img alt="" src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" width="0" height="0" border="0" /></p>
<p><span id="more-13653"></span></p>
<p>Il peso della crisi si sente nel nostro Belpaese e non solo. Ed è forse anche per questo che Intel ha deciso di puntare su una nuova generazione di portatili e tablet acquistabili a prezzi decisamente accessibili. È proprio la tecnologia meno costosa che riesce a ottenere grandi numeri in termini di vendite e Intel sembra averlo capito. Dopotutto, portafogli a parte, molti utenti non hanno la necessità di raggiungere grandi performance: una gran fetta del mercato è dominata da utenti che utilizzano il proprio notebook o tablet esclusivamente per navigare o scaricare messaggi di posta elettronica.</p>
<p>E a proposito di tablet, questi ultimi, se equipaggiati con i nuovi processori targati Intel potrebbero avere un costo finale che si aggira attorno ai 200 dollari (stando all&#8217;ottima fonte CNET), prezzo alla portata di quasi tutte le tasche. Non ci resta che attendere ulteriori sviluppi e soprattutto conferme da parte di Intel.</p>
<p><img class="size-full wp-image-13654 aligncenter" alt="Intel-Z2580" src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/04/Intel-Z2580.jpg" width="600" height="336" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>TechRadar</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Dell XPS 13 Developer Edition con Ubuntu ‘just work’…</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/il-dell-xps-13-developer-edition-just-work-13629</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 22:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>

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		<description><![CDATA[Come funziona il Dell XPS 13 Developer Edition, la versione con Linux dell’ultrabook Dell dedicato agli sviluppatori? Ce lo siamo chiesti più volte, e la risposta che abbiamo avuto, effettuando un po’ di ricerche online, è stata: “funziona”… “It just works”, è il commento di Lee Hutchinson, uno dei collaboratori del sito Ars Technica, dopo ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Come funziona il Dell XPS 13 Developer Edition, la versione con <a href="http://www.hwjournal.net/?s=linux&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Linux</a> dell’ultrabook Dell dedicato agli sviluppatori? Ce lo siamo chiesti più volte, e la risposta che abbiamo avuto, effettuando un po’ di ricerche online, è stata: “funziona”… </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-13629"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>“It just works”, è il commento di Lee Hutchinson,</strong> uno dei collaboratori del sito Ars Technica, dopo aver provato a lungo e a fondo il Dell XPS 13 Developer Edition. Ma scopriamone di più su cosa lo ha convinto e su cosa lo ha lasciato perplesso. </p>
<p><strong>Nei commenti finali, Hutchinson afferma che durante tutto l’arco di tempo per il quale ha utilizzato il Dell</strong> al posto del suo usuale sistema (un MacBook) non ha dovuto modificare assolutamente nulla del proprio workflow. Il supporto di Dell è eccellente e le piccole realtà che propongono prodotti simili non possono essere paragonate al gigante americano dei computer, che offre assistenza 24/7 e la sostituzione del prodotto difettoso entro il prossimo giorno lavorativo. </p>
<p><strong>Nessun problema neanche con gli strumenti installati da Dell,</strong> che si rivelano realmente utili per lo sviluppatore, nonostante siano ancora in versione non definitiva, così come appare ottimo il display Full HD da 13,3 pollici, che presenta un angolo di visione davvero ampio. Peccato che il display sia anche davvero molto riflettente, tanto da potercisi tranquillamente specchiare dento. Pessima idea! Qualche perplessità sulla tastiera, con tasti un po’ troppo morbidi da premere, ma in compenso retroilluminati. </p>
<p><strong>Per il resto nulla da eccepire.</strong> Non si amo di fronte ad un supercomputer, ma sicuramente ad un notebook che fa quello che ci si aspetta che faccia, e lo fa anche bene, cosa non trascurabile, soprattutto considerando il fatto che non sempre i portatili si sono dimostrati amichevoli con <a href="http://www.hwjournal.net/?s=ubuntu&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Ubuntu</a> e altre distribuzioni Linux. Ecco, a proposito di altre distribuzioni, se volete eliminare Ubuntu a favore di qualche altra potete anche farlo, ma tenetevi pronti a dover lavorare un po’ sull’installazione e sulla configurazione per far funzionare tutto correttamente. Se volete leggere l’intera recensione <a href="http://arstechnica.com/gadgets/2013/04/it-just-works-dell-xps-13-developer-edition-linux-ultrabook-review/" target="_blank">cliccate qui</a>. </p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/04/Dell_XPS_13.jpg" alt="Dell_XPS_13" width="600" height="399" class="aligncenter size-full wp-image-13630" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Ars technica</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L’Ultrabook Acer Aspire S3 si veste di Linux</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/lultrabook-acer-aspire-s3-si-veste-di-linux-13537</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Apr 2013 22:01:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Acer Aspire S3 è stato uno dei primi e dei più sottili Ultrabook ad essere stati presentati nel 2011, cosa che lo rende un po’ datato ormai. Nonostante tutto l’S3 è ancora in grado di sorprendere, visto che in Ungheria ora è disponibile con disco tradizione, non SSD, e Linux al posto di Windows. Non ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’Acer Aspire S3 è stato uno dei primi e dei più sottili Ultrabook ad essere stati presentati nel 2011, cosa che lo rende un po’ datato ormai. Nonostante tutto l’S3 è ancora in grado di sorprendere, visto che in Ungheria ora è disponibile con disco tradizione, non SSD, e <a href="http://www.hwjournal.net/?s=linux&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Linux</a> al posto di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a>. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-13537"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Non è chiaro se questo modello sarà venduto anche al di fuori del territorio dell’Ungheria</strong>, dove è disponibile con un processore <a href="http://www.hwjournal.net/?s=intel&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Intel</a> Core i3-2375, 4GB di memoria RAM un disco rigido da 500 GB e Linux a 159.901 fiorini ungheresi, pari a circa 535 euro.</p>
<p><strong>Il notebook ha un display da 13,3 pollici con risoluzione di 1.366 x 768 pixel,</strong> connessione <a href="http://www.hwjournal.net/?s=wi-fi&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Wi-Fi</a>, Bluetooth, 2 porte USB 3.0, una HDMI e una batteria che pare sia in grado di tenere questo portatile in vita per 5 ore. Nella parte più sottile l’S3 misura solo 13.1 millimetri e pesa 1,33 Kg. Tecnicamente questo sistema non è un ultrabook, visto che non ha un disco SSD, ma è sicuramente uno tra i più leggeri e sottili portatili con Linux.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/04/Acer_S3.jpg" alt="Acer_S3" width="437" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-13538" />12</p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Liliputing</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Google svelerà i primi Androidbook in estate?</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/google-svelera-primi-androidbook-estate-13490</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Apr 2013 22:02:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo alcune indiscrezioni trapelate in questi ultimi tempi, pare proprio che Google si stia preparando a sferrare un deciso attacco frontale ad aziende operanti in un settore considerato finora non esattamente strategico. Stiamo parlando del mercato dei computer, che nonostante la generale riduzione dei sistemi desktop continua a vedere cifre interessanti muoversi attorno ai sistemi ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Secondo alcune indiscrezioni trapelate in questi ultimi tempi, pare proprio che <a href="http://www.hwjournal.net/?s=google&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Google</a> si stia preparando a sferrare un deciso attacco frontale ad aziende operanti in un settore considerato finora non esattamente strategico. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-13490"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Stiamo parlando del mercato dei computer, </strong>che nonostante la generale riduzione dei sistemi desktop continua a vedere cifre interessanti muoversi attorno ai sistemi portatili. Google proprio ad esso si sta interessando, e la cosa potrebbe non piacere a molti, ma in particolare a <a href="http://www.hwjournal.net/?s=microsoft&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Microsoft</a>, che con <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a> 8 non ha avuto il successo sperato.</p>
<p><strong>Secondo le indiscrezioni trapelate,</strong> Google starebbe approntando una linea di notebook basati su <a href="http://www.hwjournal.net/?s=android&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Android</a>. Questo “Androidbooks” potrebbero essere presentati ufficialmente nel corso dell’estate, più o meno tra giugno e luglio. Questa novità potrebbe rivitalizzare un mercato piuttosto anemico come quello dei computer? Dopotutto Android è diventato velocemente il sistema operativo più utilizzato su smartphone e tablet, e quindi molti si troverebbero come a casa propria ad utilizzare anche un portatile basato sullo stesso sistema operativo. Chissà che l’avvicendamento al vertice in Google tra Sundar Pichai e Andy Rubin non sia stato propedeutico proprio a questa mossa.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/04/chromebook.jpg" alt="chromebook" width="590" height="227" class="aligncenter size-full wp-image-13491" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>:<em> Hot Hardware</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Windows RT: è un fallimento?</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/windows-rt-e-fallimento-13475</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Apr 2013 22:01:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>
		<category><![CDATA[Tablet]]></category>

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		<description><![CDATA[Microsoft ha investito tempo e uomini per effettuare il porting di Windows sui device basati su architettura ARM e x86. Il risultato è stato il lancio, avvenuto nel 2012, di Windows 8 e Windows RT, una versione “ridotta” del sistema operativo, specifica per tablet e altri device con chip ARM. Peccato che Windows RT non ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.hwjournal.net/?s=microsoft&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Microsoft</a> ha investito tempo e uomini per effettuare il porting di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a> sui device basati su architettura ARM e x86. Il risultato è stato il lancio, avvenuto nel 2012, di Windows 8 e Windows RT, una versione “ridotta” del sistema operativo, specifica per tablet e altri device con chip ARM. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-13475"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Peccato che Windows RT non stia vendendo benissimo</strong>. Ma come considerare adesso questo prodotto? Uno sbaglio di Microsoft, o una promessa per il future? Acer, Asus, Dell, Lenovo e altri produttori hanno lanciato dei device con Windows RT, e “casualmente” tutti hanno abbassato i loro prezzi nel corso dell’ultimo mese.</p>
<p><strong>Perché questo taglio nei prezzi? Due le possibili ragioni:</strong> scarse vendite o necessità di dar via prodotti che saranno presto sostituiti da nuovi modelli. Windows RT, comunque, ha lo stesso look and feel di Windows 8, con lo Start Screen al posto del menu Start, le app pensate per i device Touch, il Windows Store e la versione mobile di Office e altre applicazioni classiche della versione desktop di Windows.</p>
<p><strong>Molte applicazioni Windows, però, non funzionano sui tablet con Windows RT</strong> perché devono essere ricompilate per aggiungere il supporto ai chip ARM. Oltretutto è possibile installare nuove applicazioni solo scegliendo tra quelle presenti sul Windows Store e i tablet con Windows RT non possono utilizzare Linux, Chrome, <a href="http://www.hwjournal.net/?s=android&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Android</a> o qualunque altro sistema operativo per via delle restrizioni imposte al boot. C’è infine da considerare che i tablet con Windows RT costano più o meno quanto device simili, ma con Windows 8, che offre praticamente la stessa durata della batteria, ma permette di utilizzare qualunque applicazione Windows desktop.</p>
<p><strong>Con i nuovi processori <a href="http://www.hwjournal.net/?s=intel&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Intel</a> Atom, che consumano più o meno quanto i corrispondenti chip ARM</strong> e hanno prestazioni simili, appare chiaro che non sia più una priorità per Microsoft (e per chiunque altro) preferire un device ARM con Windows RT, ad un device Intel X86 con Windows 8. A meno che i device con Windows RT non abbassino notevolmente il loro prezzo o migliorino ulteriormente prestazioni e autonomia, cosa che potrebbe benissimo succedere con i prossimi chip. Al momento, però, ci sono fin troppi dubbi sulla reale utilità di Windows RT. Chissà che non sia davvero un errore di Microsoft…</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/04/WindowsRT_1.jpg" alt="WindowsRT_1" width="500" height="345" class="aligncenter size-full wp-image-13476" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Liliputing</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ecco perché Torvalds ama il Chromebook Pixel</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/articoli/ecco-perche-torvalds-ama-il-chromebook-pixel-13454</link>
		<comments>http://www.hwjournal.net/articoli/ecco-perche-torvalds-ama-il-chromebook-pixel-13454#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 22:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.hwjournal.net/?p=13454</guid>
		<description><![CDATA[Il creatore di Linux, ovvero Linus Torvalds, è un grande estimatore del Pixel, il più costoso dei Chromebook, la cui versione Wi-Fi-only costa 1.299 dollari. Sapete perché? Perché per Torvalds &#8220;è tutta questione di schermo&#8221;. A Torvalds, praticamente, non importa nulla del sistema operativo utilizzato, oppure della velocità con cui vengono eseguite le applicazioni, o ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il creatore di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=linux&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Linux</a>, ovvero Linus Torvalds, è un grande estimatore del Pixel, il più costoso dei Chromebook, la cui versione <a href="http://www.hwjournal.net/?s=wi-fi&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Wi-Fi</a>-only costa 1.299 dollari. Sapete perché? Perché per Torvalds &#8220;è tutta questione di schermo&#8221;.</em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-13454"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>A Torvalds, praticamente, non importa nulla del sistema operativo utilizzato</strong>, oppure della velocità con cui vengono eseguite le applicazioni, o della qualità di queste: l’elemento che ha fatto innamorare Torvalds del Chromebook Pixel è il display. Lo ha spiegato lui stesso, dicendo che tutto sommato il resto del portatile è soltanto “adeguato”.</p>
<p><strong>Il Chromebook Pixel, nello specifico, utilizza un processore <a href="http://www.hwjournal.net/?s=intel&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Intel</a> Core i5 da 1,8GHz</strong>, 4 GB di memoria RAM e un SSD da 32 GB come dispositivo di storage locale, oltre ad un Terabyte di spazio di memorizzazione online su <a href="http://www.hwjournal.net/?s=google&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Google</a> Drive (incluso nel prezzo del Chromebook per tre anni, poi a pagamento). </p>
<p><strong>Per il resto, la dotazione del Pixel comprende il Wi-Fi 802.11 a/b/g/n</strong>, una webcam HD, un paio di porte USB 2.0, un card reader per SD e MMC e una connessione DisplayPort. Il display, che tanto piace a Torvalds, ha una diagonale di 12,85 pollici e una risoluzione di 2.560 x 1.700 pixel, con una densità pari a 239 pixel per pollici, addirittura migliore del Retina display del MacBook Pro di Apple.</p>
<p><strong>Nelle immagini che seguono, postate dallo stesso Torvalds</strong>, si può capire il perché lui ami questo display. In pratica, secondo Torvalds la resa del testo sul display del Pixel è eccezionale: i caratteri, anche quelli più piccoli, rimangono assolutamente leggibili, per cui, ad esempio, può visualizzare contemporaneamente 50 e-mail (ovviamente le sole intestazioni) senza perdere in leggibilità. Delle due foto, la prima mostra come apparirebbe il testo su un pannello 1080p (è del testo scalato utilizzando l’interpolazione cubica di Gimp; il risultato reale potrebbe differire), mentre il secondo è un esempio reale di una cattura schermo sul Pixel di Torvalds. Solo per questo, almeno secondo Torvalds vale la pena sborsare il prezzo necessario ad acquistare questo portatile.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/04/screenshot-Pixel.jpg" alt="screenshot-Pixel" width="600" height="579" class="aligncenter size-full wp-image-13455" /><br />
<img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/04/screenshot-Pixel-2.jpg" alt="screenshot-Pixel-2" width="600" height="233" class="aligncenter size-full wp-image-13456" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>ZD Net</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>MIgliora la diffusione dei Chromebook</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/migliora-la-diffusione-dei-chromebook-13355</link>
		<comments>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/migliora-la-diffusione-dei-chromebook-13355#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 23:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[I Chromebook crescono, e con essi cresce anche il numero di Paesi del Mondo nei quali sono disponibili. Google ha annunciato che Acer, HP e Samsung inizieranno ad offrire I propri Chromebook anche in Paesi nei quali finora non erano disponibili, come Australia, Canada, Francia, Germania, Irlanda e Olanda. Nonostante il prezzo possa variare tra ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>I Chromebook crescono, e con essi cresce anche il numero di Paesi del Mondo nei quali sono disponibili. <a href="http://www.hwjournal.net/?s=google&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Google</a> ha annunciato che <a href="http://www.hwjournal.net/?s=acer&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Acer</a>, HP e <a href="http://www.hwjournal.net/?s=samsung&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Samsung</a> inizieranno ad offrire I propri Chromebook anche in Paesi nei quali finora non erano disponibili, come Australia, Canada, Francia, Germania, Irlanda e Olanda.</em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-13355"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Nonostante il prezzo possa variare tra un paese e l’altro</strong>, le caratteristiche di base rimangono invariate: un Chromebook è pensato per essere avviato velocemente, soprattutto se lo si lascia in stand-by, e per essere online non appena si apre lo schermo, visto che il sistema operativo è, sostanzialmente, disegnato attorno ad un browser Web.</p>
<p><strong>Molte delle applicazioni disponibili sui Chromebook sono delle web app,</strong> e nonostante alcuni modelli abbiano dischi rigidi di dimensioni ragguardevoli, molti Chromebook utilizzano dei piccolo SSD e sfruttano il Cloud storage per memorizzare i dati. In effetti, acquistando un Chromebook, Google offre 100GB di free Cloud storage su Google Drive per 2 anni, un bel salto in avanti rispetto ai 5GB offerti a chi non ha acquistato un Chromebook.</p>
<p><strong>Anche se i Chromebook hanno delle evidenti limitazioni,</strong> sono ottimi per coloro che spendono la maggior parte del loro tempo online, soprattutto se si utilizza questo portatile come computer secondario. Da non sottovalutare, inoltre, il fatto che in molti sono riusciti anche ad installare <a href="http://www.hwjournal.net/?s=ubuntu&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Ubuntu</a> e altri sistemi operativi sui Chromebook, un’opzione da tenere in considerazione se proprio non riuscite a staccarvi dal vostro attuale sistema operativo.</p>
<p><strong>Su Chrome OS, inoltre, la sicurezza è tenuta in grande considerazione</strong>: gli aggiornamenti vengono scaricati e installati automaticamente e visto che non è possibile installare con semplicità applicazioni sviluppate da terzi, è altrettanto difficile installare accidentalmente un malware. Insomma, un altro buon motivo per considerare l’acquisto di uno di questi poco costosi notebook “always online”.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/03/chromebook.jpg" alt="chromebook" width="560" height="361" class="aligncenter size-full wp-image-13356" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Liliputing</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Android-x86 4.2: Jelly Bean gira su notebook e desktop</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/android-x86-4-2-jelly-bean-gira-su-notebook-desktop-13184</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Mar 2013 23:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>

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		<description><![CDATA[Android-x86 è un porting non ufficiale di Android su sistemi con processore x86. Per intenderci, quei processori utilizzati da centinaia di milioni di computer con chip Intel o AMD al loro interno. Il bello di questo porting? Che funziona benone… Il team degli sviluppatori di Android-x86 ha rilasciato una nuova build del progetto basata su ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.hwjournal.net/?s=android&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Android</a>-x86 è un porting non ufficiale di Android su sistemi con processore x86. Per intenderci, quei processori utilizzati da centinaia di milioni di computer con chip Intel o AMD al loro interno. Il bello di questo porting? Che funziona benone…</em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-13184"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Il team degli sviluppatori di Android-x86 ha rilasciato una nuova build del progetto</strong> basata su Android 4.2 <a href="http://www.hwjournal.net/?s=jelly+bean&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Jelly Bean</a>, e nonostante questa abbia ancora bisogno di qualche limatina quà e là, permette comunque di utilizzare Android sul proprio computer e anche di installare e utilizzare diverse applicazioni Android.</p>
<p><strong>Android-x86 4.2 utilizza il kernel Linux 3.8</strong>, supporta l’accelerazione hardware per la grafica utilizzando i chip grafici Intel e AMD, e supporta anche il multitouch, ovviamente se avete un <a href="http://www.hwjournal.net/?s=monitor&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">monitor</a> touch supportato, oltre al Wi-Fi e ad altro hardware di uso comune. Peccato che non siano ancora supportati il Bluetooth, la sospensione e diverse applicazioni disponibili nell’app Store di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=google&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Google</a> non funzionino su device con processore x86.</p>
<p><strong>Altre applicazioni funzionano, ma con risultati imprevedibili</strong>. Ad esempio, Google Play Movies funziona perfettamente, mentre Il browser web Dolphin ruota automaticamente lo schermo in modalità portrait (e non è bello su un notebook) e richiede l’installazione di un’altra applicazione per ruotare nuovamente lo schermo nella posizione corretta. Comunque, il modo miglior per provare Android-X86 è quello di installarlo su una chiavetta USB utilizzando il <a href="http://www.linuxliveusb.com/" target="_blank">LinuxLive USB Creator tool</a> per rendere avviabile il tutto.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/03/pixeldroid.jpg" alt="pixeldroid" width="519" height="450" class="aligncenter size-full wp-image-13185" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Liliputing</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Google Pixel, il Chromebook multi-OS da 1.200 euro</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/google-pixel-il-chromebook-multi-os-da-1-200-euro-13112</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Feb 2013 23:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[Eh, sì: eccolo qui il nuovo Chromebook Pixel, il primo Chromebook ad avere un display da 12,85 pollici con una risoluzione straordinaria: 2.560 x 1.700 pixel. Ma non solo: il Pixel ha anche un processore Intel Core i5 e un’autonomia dichiarata pari a cinque ore. Il nuovo Pixel sarà inizialmente disponibile sui mercati di Regno ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Eh, sì: eccolo qui il nuovo Chromebook Pixel, il primo Chromebook ad avere un display da 12,85 pollici con una risoluzione straordinaria: 2.560 x 1.700 pixel. Ma non solo: il Pixel ha anche un processore Intel Core i5 e un’autonomia dichiarata pari a cinque ore. </em></p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" width="0" height="0" border="0" /></p>
<p><span id="more-13112"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Il nuovo Pixel sarà inizialmente disponibile sui mercati di Regno Unito e USA a partire da 1.200 euro</strong>, un prezzo incredibilmente elevato per un Chromebook, giustificabile, però, con la dotazione hardware di elevato livello e con il display che grazie all’altissima risoluzione ha una densità di pixel pari a 239 PPI.</p>
<p><strong>In ogni caso, il display utilizzato sul Pixel non solo ha una elevata risoluzione</strong>, ma per evitare danneggiamenti accidentali dispone anche di copertura con Gorilla Glass ed è touch capacitivo, così da poter gestire menu e quant’altro tramite tocco piuttosto che non tramite touchpad. Per quanto riguarda le altre caratteristiche tecniche, il Chromebook Pixel dispone di un processore Intel Core i5 da 1,8 GHz, 4 GB di memoria RAM e utilizza un SSD da 32 oppure da 64 GB per la memorizzazione locale dei dati.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda la dotazione di porte e connettori</strong>, sul Pixel troviamo 2 porte USB 2.0, una mini DisplayPort, un lettore di schede di memoria SD, una Webcam, la connessione di rete <a href="http://www.hwjournal.net/?s=wi-fi&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Wi-Fi</a> 802.11n, il Bluetooth 3.0 e, sui modelli venduti in Usa da Verizon, anche la connessione LTE. Il tutto in un elegante chassis con un peso complessivo di soli 1,5 Kg e dimensioni pari a 297,7 x 224,6 x 16,2 millimetri.</p>
<p><strong>Il Chromebook sarà disponibile sia in versione solo Wi-Fi, sia con connessione LTE</strong> (versione che in Europa arriverà non prima di aprile) ad un sovrapprezzo di circa 150 euro. Con l’acquisto del Pixie, <a href="http://www.hwjournal.net/?s=google&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Google</a> offre anche 1 TB di spazio di archiviazione su Google Drive per tre anni e Quick Office, oltre alla possibilità di scaricare le circa 2.000 applicazioni realizzate per questa piattaforma e disponibili sul Google Web Store.</p>
<p><strong>Con il Pixie Google scende in campo per la prima volta nel settore dei Chromebook</strong> con il proprio marchio, dopo essersi affidata finora esclusivamente ai prodotti realizzati da produttori come Acer, Lenovo, <a href="http://www.hwjournal.net/?s=samsung&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Samsung</a> e HP. La scelta è stata fatta probabilmente per provare a spingere un po’ di più questo tipo di prodotti sul mercato.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13113" alt="chromebookpixellinux" src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/02/chromebookpixellinux1.jpg" width="484" height="363" /></p>
<p><strong>Particolarmente interessante per gli utenti avanzati </strong>il fatto che il Pixie potrà utilizzare anche altri sistemi operativi, oltre a Chromium OS. In pratica, il BIOS del Chromebook è particolare, e questo impedisce normalmente di utilizzare altri sistemi. Secondo Bill Richardson, uno dei progettisti Google, il firmware di Chrome OS consiste normalmente di tre distinte immagini del BIOS. Una di esse è di sola lettura, mentre altre due, chiamate RW A e RW B sono abilitate anche in scrittura. Il BIOS in sola lettura è quello che viene avviato quando si accende il portatile, questo controlla che una delle due immagini (RW A e B) sia correttamente firmata da Google, e quindi la esegue. Se non ne trova nessuna si entra in modalità Recovery.</p>
<p><strong>Nel Pixie c’è un ulteriore slot dedicato ad una immagine non firmata</strong> che presumibilmente serve per gli sviluppatori e dev’essere abilitato espressamente dall’utente. II ogni caso, Google ha inserito in questo slot del Pixel una copia del SeaBIOS, rendendo relativamente semplice avviare un altro sistema operativo sul portatile. Se volete ulteriori informazioni su come avviare un altro sistema operativo su questo portatile, <a href="http://www.chromestory.com/2013/02/how-to-install-linuxmint-on-your-chromebook-pixel/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+ChromeStory+%28Chrome+Story%29O" target="_blank">cliccate qui</a>.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/google-pixel-il-chromebook-multi-os-da-1-200-euro-13112"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
</p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>TGDaily / <a href="http://www.hwjournal.net/?s=android&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Android</a> Central</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dell aggiorna l’XPS 13 Developer Edition</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/dell-aggiorna-lxps-13-developer-edition-13072</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 23:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[Dell ha annunciato di aver aggiornato la configurazione del portatile conosciuto come “Project Sputnik”, l’Ultrabook XPS 13 Developer Edition sul quale è installato Ubuntu. Inoltre, per la prima volta, il portatile, ora chiamato “Sputnik 2” sarà disponibile anche in Europa. Secondo quanto dichiarato da Barton George, Web vertical director Dell, nonché ideatore di Project Sputnik, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dell ha annunciato di aver aggiornato la configurazione del portatile conosciuto come “Project Sputnik”, l’Ultrabook XPS 13 Developer Edition sul quale è installato <a href="http://www.hwjournal.net/?s=ubuntu&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Ubuntu</a>. Inoltre, per la prima volta, il portatile, ora chiamato “Sputnik 2” sarà disponibile anche in Europa. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-13072"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Secondo quanto dichiarato da Barton George, Web vertical director Dell</strong>, nonché ideatore di Project Sputnik, il Dell XPS 13 Developer Edition, o Sputnik 2, adesso ha un display Full HD, un processore <a href="http://www.hwjournal.net/?s=intel&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Intel</a> Core i7 di terza generazione, 8 GB di memoria RAM, una scheda grafica integrata Intel HD4000 e un SSD da 256GB. Per quanto riguarda le connessioni troviamo il <a href="http://www.hwjournal.net/?s=wi-fi&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Wi-Fi</a> 802.11n, l’USB 3.0 e una porta mini DisplayMate.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda il sistema operativo utilizzato</strong>, sull’XPS 13 troviamo Ubuntu 12.04 LTS e due progetti della community ancora in beta: Profile tool e Cloud launcher.  Il Profile tool è pensato per fornire accesso alla libreria di profili creati dalla community su github, mentre il Cloud launcher permette di creare dei “microcloud” sul proprio portatile.</p>
<p><strong>A proposito dei software a corredo</strong>, Barton George ha ammesso che Dell si è concentrata molto di più sull’effettiva disponibilità del prodotto piuttosto che non sui tool e software a corredo, ma adesso intende rimediare all’errore passato, promettendo che presto sia il Profile Tool che il Cloud Launcher saranno aggiornati in modo consistente.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/02/dell_xps13_sputnik_ubuntu.jpg" alt="dell_xps13_sputnik_ubuntu" width="570" height="387" class="aligncenter size-full wp-image-13073" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>ZDNet</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>HP lancia ufficialmente il Chromebook Pavilion 14</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/hp-lancia-ufficialmente-il-chromebook-pavilion-14-12942</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 23:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[Hewlett-Packard ha lanciato il suo primo Chromebook, il Pavilion 14, unendosi così al gruppo che già comprende Acer, Samsung e Lenovo. E a questo punto, qualcuno si chiederà: non è che all’ombra di Windows 8 stia accelerando i tempi la rivoluzione Chromebook? Il fatto che anche HP abbia lanciato un Chromebook con una tempistica così ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Hewlett-Packard ha lanciato il suo primo Chromebook, il Pavilion 14, unendosi così al gruppo che già comprende Acer, <a href="http://www.hwjournal.net/?s=samsung&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Samsung</a> e Lenovo. E a questo punto, qualcuno si chiederà: non è che all’ombra di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a> 8 stia accelerando i tempi la rivoluzione Chromebook? </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-12942"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Il fatto che anche HP abbia lanciato un Chromebook</strong> con una tempistica così ristretta rispetto al debutto di Windows 8 mostra come gran parte dell’industria dei PC sia profondamente cambiata rispetto agli anni d’oro di Windows 95. </p>
<p><strong>Nella metà degli anni ’90 i produttori di computer</strong> raramente introducevano un PC che non fosse con Windows sul mercato, soprattutto nell’anno in cui debuttava una nuova versione del sistema operativo <a href="http://www.hwjournal.net/?s=microsoft&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Microsoft</a>. E adesso invece…</p>
<p><strong>Certo, i Chromebook non hanno numeri da conquista del Mondo</strong>, però a quanto pare si sono conquistati una loro nicchia di mercato, a differenza dei notebook con Linux, che invece paiono essere in netto declino, soprattutto ultimamente. I Chromebook sembrano aver catturato l’interesse degli utenti web-centrici, soprattutto di coloro che già hanno una discrete familiarità con i servizi offerti da <a href="http://www.hwjournal.net/?s=google&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Google</a> Docs e Google Apps. Il Chromebook HP, che costa 329,99 dollari, è spesso poco meno di due centimetri e mezzo e utilizza un processore Intel Celeron, è un prodotto destinato sia ai clienti consumer che a quelli business.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/02/HP-Pavilion-14-Chromebook.jpg" alt="HP-Pavilion-14-Chromebook" width="600" height="401" class="aligncenter size-full wp-image-12943" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>The Var guy</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L’Ultrabook Dell XPS 13 ora con Linux in Full HD</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/lultrabook-dell-xps-13-ora-con-linux-full-hd-12936</link>
		<comments>http://www.hwjournal.net/desktop/lultrabook-dell-xps-13-ora-con-linux-full-hd-12936#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 23:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.hwjournal.net/?p=12936</guid>
		<description><![CDATA[Come promesso, Dell ha reso disponibile per l’acquisto un monitor Full HD da 1.920 x 1.080 pixel per il suo Ultrabook XPS 13. La cosa interessante è che il nuovo pannello Full HD può essere richiesto sia sulla versione standard dell’Ultrabook, sia sulla Developer Edition con Ubuntu 12.04. Nonostante il prezzo non sia certo da ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Come promesso, Dell ha reso disponibile per l’acquisto un <a href="http://www.hwjournal.net/?s=monitor&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">monitor</a> Full HD da 1.920 x 1.080 pixel per il suo Ultrabook XPS 13. La cosa interessante è che il nuovo pannello Full HD può essere richiesto sia sulla versione standard dell’Ultrabook, sia sulla Developer Edition con <a href="http://www.hwjournal.net/?s=ubuntu&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Ubuntu</a> 12.04. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-12936"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Nonostante il prezzo non sia certo da saldi di fine stagione</strong>, è giustificato dall’ottimo display ad elevata risoluzione. Questo Ultrabook, come di consueto per i prodotti Dell, può essere personalizzato aggiungendo memoria (lo si può avere con un massimo di 8GB di RAM), oppure optando per l’SSD da 256 al posto del disco rigido classico. E se il prezzo non vi fa paura, potete averlo anche con un processore Core i7 Ivy Bridge. </p>
<p><strong>In ogni caso, il nuovo monitor, con le sue 350 cd/mq</strong>, regala anche una maggior luminosità rispetto ai precedenti pannelli utilizzati e un angolo di visione di ben 178°, davvero eccellente. L’Ultrabook misura 31,2 x 20,6 x 1,8 centimetri e pesa solo 1,36Kg. Sullo chassis troviamo 2 porte USB 3.0, una mini DisplayPort, le prese per la cuffia, il <a href="http://www.hwjournal.net/?s=wi-fi&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Wi-Fi</a>, il Bluetooth e una fotocamera da 1,3 megapixel. La batteria utilizzata ha una capacità di 47Whr.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/02/dell-13-1080.jpg" alt="dell-13-1080" width="456" height="283" class="aligncenter size-full wp-image-12937" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Liliputing</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Google migliora il supporto Linux per i Chromebook</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/google-migliora-il-supporto-linux-chromebook-12917</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2013 23:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google ha realizzato e pubblicato un patch-set, disponibile da venerdì scorso, con il quale abilita il supporto mainline per il kernel Linux per buona parte dei dispositivi presenti sui moderni notebook con Chrome OS. Benson Leung, un software engineer di Google, ha pubblicato quattro ulteriori “chromeos_laptop” patch per migliorare il supporto incluso nel Kernel Linux ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.hwjournal.net/?s=google&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Google</a> ha realizzato e pubblicato un patch-set, disponibile da venerdì scorso, con il quale abilita il supporto mainline per il kernel <a href="http://www.hwjournal.net/?s=linux&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Linux</a> per buona parte dei dispositivi presenti sui moderni notebook con Chrome OS. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-12917"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Benson Leung, un software engineer di Google</strong>, ha pubblicato quattro ulteriori “chromeos_laptop” patch per migliorare il supporto incluso nel Kernel Linux per l’hardware presente nei notebook con Chrome OS.<br />
Il lavoro pubblicato comprende il supporto per il trackpad Cypress APA Smbus presente sull’<a href="http://www.hwjournal.net/?s=acer&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Acer</a> C7, il sensore di luminosità ambientale Taos tsl2563 presente sull’Acer AC700, il sensore di luminosità ambientale Taos tsl2583 presente sui Chromebook <a href="http://www.hwjournal.net/?s=samsung&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Samsung</a> Serie 5, e infine, il sensore di luminosità Taos tsl2563 presente sul Chromebook Cr-48.<br />
Le patch possono per il kernel Linux essere trovate cliccando <a href="http://lkml.indiana.edu/hypermail/linux/kernel/1302.0/00628.html" target="_blank">su questo link</a> e presumibilmente verranno anche aggiunte al kernel Linux 3.9.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/02/Chromebook.jpg" alt="Chromebook" width="600" height="489" class="aligncenter size-full wp-image-12918" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Phoronix</em><br />
<strong>Foto</strong>: <em>Webmasterhatz</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Acer: Chromebook è buono, Windows 8 no!</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/acer-chromebook-e-buono-windows-8-no-12870</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2013 23:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presidente di Acer, Jim Wong, non crede che Windows 8 possa avere successo in futuro. Per questo invece punta le sue carte su Chrome OS, che a suo dire potrebbe giocare un ruolo da protagonista per il futuro di Acer. Secondo Wong le vendite in USA di Chromebook come l’ultraportatile C7 potrebbero rappresentare il ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il presidente di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=acer&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Acer</a>, Jim Wong, non crede che <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a> 8 possa avere successo in futuro. Per questo invece punta le sue carte su Chrome OS, che a suo dire potrebbe giocare un ruolo da protagonista per il futuro di Acer. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-12870"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Secondo Wong le vendite in USA di Chromebook</strong> come l’ultraportatile C7 potrebbero rappresentare il 5-10% delle intere vendite Acer., compensando così la debole domanda di sistemi con Windows 8. </p>
<p><strong>Acer ha perso il 28% nell’ultimo trimestre del 2012</strong> rispetto al corrispondente trimestre dello scorso anno, e la colpa, secondo Wong, è tutta di Windows 8, perché “il mercato non è tornato a crescere dopo il suo lancio”, e questo, sempre secondo il presidente di Acer “è un modo semplice per giudicare se è un prodotto di successo o meno”.</p>
<p><strong>Quello che ha particolarmente impressionato il capo di Acer</strong> sono invece gli ottimi risultati ottenuti da Chrome OS, nonostante <a href="http://www.hwjournal.net/?s=google&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Google</a> abbia adottato una strategia low profile per quanto riguarda le promozioni su di esse. L’attenzione raccolta da parte degli utenti viene comunque descritta come “incoraggiante” da parte di Wong.</p>
<p><strong>Probabilmente il basso prezzo dei Chromebook ha avuto il suo peso</strong> nel determinare il successo del prodotto. Questo basso prezzo è stato ottenuto anche grazie a Google, che ha reso disponibile la licenza di Chrome OS gratuitamente per gli OEM, mentre <a href="http://www.hwjournal.net/?s=microsoft&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Microsoft</a> fa comunque pagare le licenze di Windows. L’Acer C7, ad esempio, in Usa costa solo 199 dollari proprio grazie a questo tipo di strategia.</p>
<p><strong>Acer adesso intende estendere la propria gamma di prodotti con Chrome OS</strong>, soprattutto nei mercati dei paesi in via di sviluppo, dove i prodotti low cost hanno un ottimo impatto. Sfortunatamente per Microsoft, questa non è la stessa strategia che Acer intende adottare per Windows RT, la versione di Windows specifica per i tablet e i notebook basati su processore ARM. L’azienda sta difatti ancora valutando il da farsi per essa. Nel frattempo, Acer spera di triplicare le vendite di smartphone nel 2013, raggiungendo 1,5 milioni di unità vendute nel mondo grazie a device realizzati specificatamente per operatori telefonici selezionati e non per il mercato “libero”.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/01/acer_c7_chromebook.jpg" alt="acer_c7_chromebook" width="580" height="434" class="aligncenter size-full wp-image-12871" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>SlashGear</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il portatile più venduto su Amazon utilizza Linux!</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/il-portatile-piu-venduto-su-amazon-utilizza-linux-12609</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 23:02:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo quanto affermato dallo stesso Ballmer, le vendite di Windows 8 non sono state all’altezza delle aspettative. Non sappiamo se il colpevole sia l’hardware, il sistema operativo, il fatto che si stiano vendendo camionate di tablet e smartphone o cos’altro: la realtà è questa. In ogni caso, chiediamoci cosa possa aver funzionato in questo periodo, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Secondo quanto affermato dallo stesso Ballmer, le vendite di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a> 8 non sono state all’altezza delle aspettative. Non sappiamo se il colpevole sia l’hardware, il sistema operativo, il fatto che si stiano vendendo camionate di tablet e smartphone o cos’altro: la realtà è questa. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-12609"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>In ogni caso, chiediamoci cosa possa aver funzionato in questo periodo</strong>, visto che le vendite di computer e portatili con Windows 8 sono state così deludenti. Una risposta, seppure parziale, visto che viene da un solo attore del mercato, può darcela <a href="http://www.hwjournal.net/?s=amazon&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Amazon</a> USA, secondo la quale il portatile che si è venduto di più durante l’ultimo periodo dell’anno è stato… un computer con Linux. </p>
<p><strong>Per la precisione si tratta del Chromebook <a href="http://www.hwjournal.net/?s=samsung&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Samsung</a>, un portatile dotato di processore ARM e sistema operativo <a href="http://www.hwjournal.net/?s=google&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Google</a>.</strong> La cosa vi ha impressionati? A dir la verità anche noi siamo rimasti un po’ basiti dall’apprenderla, ma anche in questo caso i numeri non mentono. A questo punto chiediamoci anche: perché questo Chromebook ha avuto così tanto successo? </p>
<p><strong>Beh, prima di tutto va detto che è economico</strong>: Amazon lo vende a 317 dollari, ma il suo prezzo di listino è addirittura di 249 dollari. L’aumento nel prezzo pare sia dovuto al fatto che, tutto sommato, anche a 317 dollari, questo è il portatile più economico presente nella top 20 dei portatili su Amazon, quindi il rivenditore sta semplicemente cercando di approfittare della sua popolarità per guadagnarci qualcosa in più.</p>
<p><strong>Poi c’è da dire che chiunque sappia utilizzare un browser Web</strong>, sa utilizzare anche un Chromebook, la cui interfaccia è, per l’appunto, praticamente uguale a quella del browser Web Chrome. Certo, qualcuno obietterà che alla base di tutto troviamo Linux, che non è un sistema operativo considerato tra i più user-friendly, ma a chi serve sapere questa cosa se poi, praticamente, non lo utilizzerà mai?</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2013/01/samsung_chromebook.jpg" alt="samsung_chromebook" width="600" height="407" class="aligncenter size-full wp-image-12610" /></p>
<p><strong>Inoltre, nonostante sia estremamente legato al Cloud</strong>, il Chromebook Samsung (e anche gli altri Chromebook) può tranquillamente essere utilizzato offline per editare documenti senza essere connessi a Google Docs/Google Drive. Infine, pare che in molti stiano realizzando che i Chromebook funzionano benissimo per le operazioni di tutti i giorni, ovvero per navigare, scrivere qualche documento, tenere un’agenda degli appuntamenti e così via. </p>
<p><strong>Se spendete il 90% del vostro tempo lavorando sul Web</strong> e utilizzate delle web app o dei servizi online, quasi certamente vi trovereste perfettamente a vostro agio anche con uno di questi economici Chromebook. Voi cosa ne pensate?</p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>ZDNet</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nel 2013 avremo il primo Chromebook touch di Google</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/nel-2013-avremo-il-primo-chromebook-touch-di-google-12420</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2012 23:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il China Times, un quotidiano molto diffuso nel paese del Sol Levante, ha dato notizia del presunto interessamento di Google alla realizzazione di un proprio Chromebook, che dovrebbe poi essere commercializzato nel primo trimestre del 2013. Per la produzione effettiva Google avrebbe contattato i produttori Taiwanesi Compal Electronics e Wintek, ai quali avrebbe già sottoposto ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il China Times, un quotidiano molto diffuso nel paese del Sol Levante, ha dato notizia del presunto interessamento di Google alla realizzazione di un proprio Chromebook, che dovrebbe poi essere commercializzato nel primo trimestre del 2013. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-12420"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Per la produzione effettiva</strong> Google avrebbe contattato i produttori Taiwanesi Compal Electronics e Wintek, ai quali avrebbe già sottoposto il proprio progetto di Chromebook con display touch da 12,85 pollici. </p>
<p><strong>Al momento sono presenti sul mercato già diversi Chromebook a basso costo</strong> realizzati da Acer e <a href="http://www.hwjournal.net/?s=samsung&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Samsung</a>, ma il fatto che Google voglia introdurre anche lo schermo touch è sicuramente interessante e potrebbe contribuire a portare al successo questo prodotto. </p>
<p><strong>Un Chromebook touch sarebbe visto da molti come una sorta di estensione della gamma Nexus</strong>, e più che altro sarebbe un tentativo per fronteggiare più efficacemente l’introduzione sul mercato del <a href="http://www.hwjournal.net/?s=microsoft&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Microsoft</a> Surface e degli altri portatili basati su <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a> 8 e dotati di display touch.</p>
<p><strong>In ogni caso, l’aggiunta del solo touch potrebbe non essere sufficiente a rivitalizzare le vendite dei Chromebook</strong>. Il discorso sarebbe invece sostanzialmente diverso se a questo si aggiungesse anche un prezzo di vendita estremamente concorrenziale. D’altronde, Google ha dimostrato già di poter portare sul mercato prodotti di fascia alta a prezzi bassi, come fatto per i Nexus 4, 7 e 10. Se Google sfruttasse in modo più capillare e completo il suo store online, potrebbe sicuramente ridurre i prezzi e rendere i propri prodotti attraenti per un numero ancora più elevato di consumatori. Pensaci, Google…</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2012/12/google-Chromebook.jpg" alt="google-Chromebook" width="600" height="338" class="aligncenter size-full wp-image-12421" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em><a href="http://www.hwjournal.net/?s=android&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Android</a> Central</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Pronti i Dell Ultrabook XPS 13 con Ubuntu Linux</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/dell-pronta-lanciare-gli-ultrabook-xps-13-con-ubuntu-12371</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2012 23:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla scorsa estate Dell ha avviato un programma beta per realizzare Ultrabook con Ubuntu. Adesso il manager del progetto Sputnik ha detto che Dell è pronta per far debuttare i primi prodotti reali basati su questo esperimento. Il Dell XPS 13 è stato l’Ultrabook utilizzato durante tutto questo periodo di test. È un notebook con ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dalla scorsa estate Dell ha avviato un programma beta per realizzare Ultrabook con <a href="http://www.hwjournal.net/?s=ubuntu&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Ubuntu</a>. Adesso il manager del progetto Sputnik ha detto che Dell è pronta per far debuttare i primi prodotti reali basati su questo esperimento. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-12371"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Il Dell XPS 13 è stato l’Ultrabook utilizzato</strong> durante tutto questo periodo di test. È un notebook con display da 13,3 pollici con risoluzione di 1.366 x 768 pixel, un processore <a href="http://www.hwjournal.net/?s=intel&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Intel</a> Sandy Bridge, disco SSD e un prezzo d’attacco di circa 950 dollari (con <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a>).</p>
<p><strong>Per Project Sputnik il sistema è stato dotato di Ubuntu 12.04 LTE</strong> e il tutto è stato tarato in base alle esigenze degli sviluppatori che lavorano in ambiente <a href="http://www.hwjournal.net/?s=linux&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Linux</a>. Ovviamente non è affatto complicato acquistare un portatile con Windows e poi installare Ubuntu su di esso, ma un PC con Ubuntu preinstallato dal produttore minimizza le possibilità che si possano verificare errori dovuti ad incompatibilità hardware. Speriamo che Dell offra comunque un valido supporto anche per chi acquista un prodotto con Ubuntu.</p>
<p><strong>Probabilmente, il sistema che sarà utilizzato sarà ancora un XPS 13</strong>, che tra l’altro è uno degli Ultrabook di punta di Dell, ma sarebbe anche interessante poter vedere anche altri prodotti offerti con lo stesso sistema operativo. Al momento, comunque, non sono state diffuse informazioni relative al lancio effettivo e ai prezzi dei prodotti derivanti dal progetto Sputnik.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2012/11/dell-xps-13.jpg" alt="dell-xps-13" width="498" height="253" class="aligncenter size-full wp-image-12372" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Liliputing</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Splashtop per Linux: prestazioni 10x rispetto a VNC</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/splashtop-linux-prestazioni-10x-rispetto-vnc-12367</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2012 23:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando Splashtop nacque, circa cinque anni fa, aveva ben altre aspirazioni, che non essere soltanto un interessante sistema Linux embedded all’interno di chip installati su schede madri per computer. Nel corso del tempo questo sistema divenne anche un sistema operativo vero e proprio, perdendo però buona parte del suo appeal. Adesso, però, Splashtop ritorna con ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quando Splashtop nacque, circa cinque anni fa, aveva ben altre aspirazioni, che non essere soltanto un interessante sistema <a href="http://www.hwjournal.net/?s=linux&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Linux</a> embedded all’interno di chip installati su schede madri per computer. Nel corso del tempo questo sistema divenne anche un sistema operativo vero e proprio, perdendo però buona parte del suo appeal. Adesso, però, Splashtop ritorna con qualcosa di completamente diverso. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-12367"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Dopo una breve esperienza su MeeGo</strong>, fu rilasciato Splashtop Remote, un programma simile a VNC con il quale è possibile accedere a computer con sistema operativo <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a> oppure OS X anche da dispositivi iOS e <a href="http://www.hwjournal.net/?s=android&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Android</a>. Con il passare del tempo quest’applicazione, prima secondaria, divenne il vero centro d’interesse della società. </p>
<p><strong>Adesso l’applicazione Splashtop remote </strong>è stata portata anche su Linux. Ad una prima analisi questa sembra essere un’altra delle tante applicazioni di remote desktop, tuttavia le feature offerte sembrano essere decisamente interessanti. Splashtop, difatti, afferma che la sua applicazione è 10 volte più veloce di VNC. Secondo l’azienda, l’efficienza del protocollo, gli algoritmi e l’ottimizzazione adottate permettono a Splashtop di ottenere una latenza 10 volte inferiore rispetto a VNC, uno dei leader nel settore. </p>
<p><strong>Splashtop, inoltre, dichiara anche una efficienza 15 volte superiore</strong> nel frame rate dei video. Tra le altre feature, Splashtop dispone di criptazione AES a 256-bit, dello &#8220;Splashtop Bridging Cloud&#8221; che semplifica la connessione tra ogni tipo di reti (tra firewalls, proxy, eccetera), della self-optimizing e del supporto multi-device. Nonostante il software realizzato da Splashtop sia proprietario, la stessa Linux Foundation lo sta promuovendo. Per adesso Splashtop sarà disponibile esclusivamente sulle versioni a 32 e 64 bit di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=ubuntu&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Ubuntu</a>, la distribuzione utilizzata dalla maggior parte dei clienti dell’azienda.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2012/11/slashtop.jpg" alt="slashtop" width="600" height="281" class="aligncenter size-full wp-image-12368" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Phoronix</em><br />
<strong>Foto</strong>: <em>desinformado</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Google prepara un Chromebook con display touch?</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/google-prepara-chromebook-con-display-touch-12332</link>
		<comments>http://www.hwjournal.net/desktop/google-prepara-chromebook-con-display-touch-12332#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 23:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>

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		<description><![CDATA[A quanto pare i portatili con Windows 8 non saranno gli unici a disporre di un display touch. A preparare un computer portatile con questo tipo di display dovrebbe essere proprio Google, che stavolta non si affiderebbe ad altri per la sua realizzazione, ma farebbe tutto in casa. A riportare la notizia è China Times, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>A quanto pare i portatili con <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a> 8 non saranno gli unici a disporre di un display touch. A preparare un computer portatile con questo tipo di display dovrebbe essere proprio <a href="http://www.hwjournal.net/?s=google&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Google</a>, che stavolta non si affiderebbe ad altri per la sua realizzazione, ma farebbe tutto in casa. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-12332"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>A riportare la notizia è China Times</strong>, secondo cui Google sta preparando un Chromebook. Fino ad adesso Google si era limitata a commercializzare con il proprio marchio Chromebook realizzati, di volta in volta, da <a href="http://www.hwjournal.net/?s=samsung&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Samsung</a> oppure Acer e altri produttori. Il prezzo medio di questi portatili dotati del sistema operativo alternativo sviluppato dalla stessa Google sono compresi tra i 200 e i 550 dollari, però se la stessa Google entrerà in campo questi prezzi potrebbero anche variare.</p>
<p><strong>In effetti Google starebbe collaborando con il produttore taiwanese Compal</strong> per produrre direttamente un Chromebook che sarebbe una sorta di “device puro” progettato e realizzato da Google dalla testa ai piedi. Questo, ovviamente, permetterebbe a Google di avere un maggior controllo sull’hardware, sul prezzo e sul design del Chromebook. La cosa interessante è che secondo il report, il Chromebook realizzato da Google dovrebbe avere un display touch, cosa che ha un suo senso, se si considera che il browser Chrome, costituente fondamentale di Chromium, può essere tranquillamente eseguito su sistemi operativi touch come <a href="http://www.hwjournal.net/?s=android&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Android</a>, oltre che su Windows, OS X, Linux e Chrome OS. Il report non aggiunge altri dettagli sulle specifiche hardware del Chromebook, ma siamo sicuri che se Google deciderà effettivamente di scendere in campo lo farà con un dispositivo di alto livello, proprio come fatto per i device di fascia Nexus nel settore degli Smartphone.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2012/11/chromebooks.jpg" alt="chromebooks" width="590" height="267" class="aligncenter size-full wp-image-12333" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Liliputing</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>System76 lancia un portatile Linux per giocare</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/system76-lancia-portatile-linux-giocare-12243</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2012 23:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
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		<description><![CDATA[System 76, un produttore di sistemi che si è fatto un discreto nome tra gli appassionati di Linux, ha appena presentato il portatile Bonobo Extreme. E quando questi qui dicono “Extreme” intendono veramente dire “Extreme”! Il CEO e fondatore di System76, Carl Richell, ha presentato il Bonobo Extreme definendolo il “più veloce portatile con Ubuntu”, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>System 76, un produttore di sistemi che si è fatto un discreto nome tra gli appassionati di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=linux&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Linux</a>, ha appena presentato il portatile Bonobo Extreme. E quando questi qui dicono “Extreme” intendono veramente dire “Extreme”! </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-12243"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Il CEO e fondatore di System76, Carl Richell</strong>, ha presentato il Bonobo Extreme definendolo il “più veloce portatile con <a href="http://www.hwjournal.net/?s=ubuntu&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Ubuntu</a>”, citando l’imminente arrivo di Steam per Linux come giustificativo per il lancio di un nuovo “benchmark per le prestazioni con i videogiochi”. </p>
<p><strong>Il portatile dispone di un display da ben 17,3 pollici</strong> con risoluzione Full HD, mentre il processore base è un <a href="http://www.hwjournal.net/?s=intel&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Intel</a> i7 con frequenza di clock di 2,6Ghz, che l’utente può scegliere di sostituire aggiungendo 530 dollari al prezzo di listino con un più potente Intel core i7-3940XM Extreme con frequenza di clock di 3GHz.</p>
<p><strong>Quello che però lo qualifica di diritto come notebook per videogiochi</strong> è la presenza di una scheda grafica dedicata. Il modello base utilizza una NVIDIA GeForce GTX 670MX con 3GB di memoria video di tipo DDR5 e 960 core CUDA. Se, però, volete davvero esagerare, allora è possibile optare per l’upgrade alla GeForce GTX 680M, che utilizza ben 4GB di memoria video di tipo DDR5 e 1344 core CUDA. Il tutto per la modica cifra di altri 134 dollari.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2012/11/bonobo-extreme.jpg" alt="bonobo-extreme" width="600" height="339" class="aligncenter size-full wp-image-12244" /></p>
<p><strong>La tastiera è retroilluminata e dispone di un touchpad piuttosto ampio</strong> e di poggia polsi rivestiti in gomma morbida per aumentare il confort durante l’utilizzo del portatile. Ma visto che in tutte le cose c’è un pro e un contro, ecco arrivare anche il “contro” di questo portatile: il peso. I suoi 3,9 Kg si fanno sentire tutti, tanto che portarlo in borsa con sé non è esattamente semplice. Se la cosa non vi interessa, allora apprezzerete senz’altro la notevole potenza che il System 76 offre.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda il resto delle specifiche</strong>, il notebook dispone di 8GB di memoria RAM di tipo DDR3, di un disco rigido da 500GB con velocità di rotazione di 7200 RPM e di un unità DVD. La batteria è da 8 celle e sul case sono disponibili anche 5 porte USB, di cui alcune USB 3.0 e altre 2.0, un lettore di schede di memoria e le porte HDMI e Display Port. Il portatile è già disponibile ad un prezzo base di 1.499 dollari.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2012/11/bonobo-extreme-keyboard.jpg" alt="bonobo-extreme-keyboard" width="600" height="339" class="aligncenter size-full wp-image-12245" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>OMG! Ubuntu!</em><br />
<strong>Foto</strong>: <em>GeekHowTo</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Torvalds vuole portatili con risoluzione più elevata</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/torvalds-vuole-portatili-con-risoluzione-piu-elevata-12027</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 23:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La recente tendenza dei produttori di tablet ad aumentare la risoluzione dei display, che trova sfogo nell’iPad 3 (2.048&#215;1.152 pixel) e nel Google Nexus 10 (2.560×1.600 pixel), non trova analogie con quanto accade nel mercato dei notebook, dove la maggior parte dei display non va oltre i 1.366&#215;768 Pixel. Al proposito, ecco cosa ne pensa ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>La recente tendenza dei produttori di tablet ad aumentare la risoluzione dei display, che trova sfogo nell’<a href="http://www.hwjournal.net/?s=ipad+3&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">iPad 3</a> (2.048&#215;1.152 pixel) e nel <a href="http://www.hwjournal.net/?s=google&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Google</a> <a href="http://www.hwjournal.net/?s=nexus+10&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Nexus 10</a> (2.560×1.600 pixel), non trova analogie con quanto accade nel mercato dei notebook, dove la maggior parte dei display non va oltre i 1.366&#215;768 Pixel. Al proposito, ecco cosa ne pensa Torvalds…</em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-12027"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Il creatore di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=linux&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Linux</a>, Linus Torvalds,</strong> parlando su Google+ della risoluzione dei display dei notebook si è lamentato del fatto che nonostante tablet da 399 dollari (il Nexus 10) abbiano display da 2.560&#215;1.600 pixel, i portatili sono rimasti indietro a 10 anni fa, anzi, a volte sono addirittura regrediti.  Per Linus la risoluzione di 1.366&#215;768 pixel è roba “del secolo scorso”, soprattutto adesso che anche molti smartphone hanno display con risoluzione superiore.</p>
<p><strong>In realtà Torvalds non è critico più di tanto con i produttori</strong> di notebook con display WXGA, quanto con i giornalisti di settore, colpevoli, secondo lui, di osteggiare l’aumento della risoluzione con la presunta minor leggibilità dei caratteri e delle icone: “Il prossimo giornalista  che mi chiederà se voglio dei font così piccoli, gli darò la caccia[]. Io voglio pixel a sufficienza per avere font di elevata qualità e, sì, voglio font piccoli. Ad “alta risoluzione” in realtà non corrisponde a “piccoli font” come alcuni esperti di tecnologia sembrano pensare costantemente”. Questo è il pensiero di Torvalds, e voi cosa ne pensate?</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2012/11/linus_torvalds.jpg" alt="linus_torvalds" width="600" height="920" class="aligncenter size-full wp-image-12028" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>MaximumPC</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Arndale, la piattaforma di sviluppo Android 4.1 firmata Samsung</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/articoli/arndale-la-piattaforma-di-sviluppo-android-4-1-firmata-samsung-11961</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Oct 2012 23:03:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CPU dual core da 1.7 GHz, 2 GB di memoria RAM e Android 4.1: questi i punti di forza della nuova scheda di Samsung dedicata agli sviluppatori, e non solo. Qualche anno fa, Arduino ha dato il via alle danze. Più in avanti, il Raspberry Pi ha espanso i confini delle schede di sviluppo. Ed ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>CPU dual core da 1.7 GHz, 2 GB di memoria RAM e <a href="http://www.hwjournal.net/?s=android+4.1&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Android 4.1</a>: questi i punti di forza della nuova scheda di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=samsung&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Samsung</a> dedicata agli sviluppatori, e non solo.<br />
</em></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" alt="" width="0" height="0" border="0" /></p>
<p><span id="more-11961"></span>Qualche anno fa, <strong>Arduino</strong> ha dato il via alle danze. Più in avanti, il <strong><a href="http://www.hwjournal.net/?s=raspberry+pi&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Raspberry Pi</a></strong> ha espanso i confini delle schede di sviluppo.</p>
<p>Ed oggi ecco arrivare anche Samsung che, con la sua nuova board basata sul processore <strong>Exynos 5</strong>, invade ufficialmente anche questo settore proponendo un’alternativa ben più prestante alle precedenti versioni equipaggiate con chip Exynos 3 e 4 già lanciate dalla casa coreana.</p>
<p>Battezzata con il nome in codice <strong>Arndale</strong>, questa nuova scheda costa un bel po’ di più rispetto ad un Arduino o al Raspberry Pi: <strong>ben 249 dollari</strong> per portarsi a casa il modello “base” dotato di CPU, scheda audio e scheda di rete, prezzo probabilmente dettato dall’ottima qualità del processore in essa integrato.</p>
<p>Un <strong>dual core ARM della serie Cortex A15 da 1.7 GHz</strong>, lo stesso di quello presente sul <strong>Samsung Chromebook</strong>. Arndale è dotato inoltre di numerosi connettori ai quali collegare adattatori <strong>Wi-Fi</strong>, <strong>Bluetooth</strong>, un <strong>modulo GPS</strong> o altri componenti.</p>
<p>Seppur questa scheda sia stata disegnata appositamente per agevolare il lavoro di tutti gli sviluppatori, nessuno ci vieta di acquistarne una e mettere su un <strong><a href="http://www.hwjournal.net/?s=android&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Android</a> PC</strong> dalle dimensioni estremamente contenute e dalle performance da brivido.</p>
<p>Potremmo inoltre provare a compilare <strong>Ubuntu</strong> o un qualsiasi altro sistema operativo: dopotutto, le distro per architettura ARM di certo non mancano.</p>
<p>Considerando poi l’ottimo quantitativo di memoria<strong> RAM pari a 2 GB</strong>, le uscite <strong>HDMI</strong>, <strong>USB</strong>, <strong>SATA</strong> e il supporto <strong>Wi-Fi draft N</strong>, Arndale sembra perfetta anche per realizzare un perfetto media center in grado di riprodurre anche filmati in alta definizione.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11962" title="arndale_01" src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2012/10/arndale_01.jpg" alt="" width="560" height="408" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Liliputing</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il nuovo Samsung Chromebook può utilizzare Ubuntu</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/notebook-netbook/il-nuovo-samsung-chromebook-puo-utilizzare-ubuntu-11895</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Oct 2012 22:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Chromebook Samsung non è ancora stato commercializzato ufficialmente, che già uno sviluppatore di nome Olof Johansson ha trovato il modo di installarvi su Ubuntu. L’unico problema al momento pare essere il trackpad, che non sembra funzionare perfettamente. La cosa interessante è che non è necessario eliminare Chrome OS per poter utilizzare Ubuntu: quest’ultimo, difatti, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Chromebook <a href="http://www.hwjournal.net/?s=samsung&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Samsung</a> non è ancora stato commercializzato ufficialmente, che già uno sviluppatore di nome Olof Johansson ha trovato il modo di installarvi su <a href="http://www.hwjournal.net/?s=ubuntu&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Ubuntu</a>.  L’unico problema al momento pare essere il trackpad, che non sembra funzionare perfettamente. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-11895"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>La cosa interessante è che non è necessario eliminare Chrome OS </strong>per poter utilizzare Ubuntu: quest’ultimo, difatti, può essere installato su una scheda di memoria SD e da questa eseguito al boot. In ogni caso, in un post sul forum, Johansson spiega che esistono diverse circostanze che potrebbero portare l’utente a rovinare il sistema operativo esistente sul Chromebook, per cui se non si è sicuri di ciò che si sta facendo, meglio aspettare che qualcuno renda disponibili istruzioni più dettagliate su come rendere il tutto più user friendly.</p>
<p><strong>Come riportato qualche giorno fa il Chromebook di Samsung dispone di un display da 11,6 pollici</strong>, si basa su un processore dual core Samsung Exynos 5 basato su core Cortex-A15 e dispone di una batteria che assicura un’autonomia superiore alle 6 ore. Altre specifiche hardware comprendono la connessione <a href="http://www.hwjournal.net/?s=wi-fi&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Wi-Fi</a> 802.11 N, il Bluetooth 3.0, una porta USB 3.0, una porta USB 2.0, una porta HDMI, una videocamera VGA, 16GB di memoria di storage e 2GB di memoria RAM.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2012/10/chromebook-ubuntu.jpg" alt="chromebook-ubuntu" width="391" height="450" class="aligncenter size-full wp-image-11896" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>TG Daily</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Google presenta il primo Chromebook con SOC ARM</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/google-presenta-il-primo-chromebook-con-soc-arm-11853</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 22:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google ha annunciato il lancio di un nuovo Chromebook con Chrome OS che stavolta non disporrà del solito processore Intel Atom o Celeron, ma sfrutterà per la prima volta un System On Chip (SOC) Samsung Exynos 5250 basato su core ARM operante alla velocità di clock di 1,7GHz. Il notebook è realizzato da Samsung e ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.hwjournal.net/?s=google&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Google</a> ha annunciato il lancio di un nuovo Chromebook con Chrome OS che stavolta non disporrà del solito processore <a href="http://www.hwjournal.net/?s=intel&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Intel</a> Atom o Celeron, ma sfrutterà per la prima volta un System On Chip (SOC) <a href="http://www.hwjournal.net/?s=samsung&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Samsung</a> Exynos 5250 basato su core ARM operante alla velocità di clock di 1,7GHz. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-11853"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Il notebook è realizzato da Samsung</strong> e utilizza un display LED da 11,6 pollici di diagonale utile con risoluzione di 1.366 × 768 pixel. Il peso del portatile è di soli 1,1 Kg, simile a quello degli Ultrabook, quindi, ma la dotazione è ovviamente diversa e comprende una videocamera VGA, 2GB di memoria RAM e 16GB di memoria di storage integrata disponibile su SSD. </p>
<p><strong>Per quanto riguarda le connessioni</strong> il portatile dispone di scheda di rete <a href="http://www.hwjournal.net/?s=wi-fi&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Wi-Fi</a> 802.11 a/b/g/n integrata, Bluetooth 3.0, porte USB 2.0 e 3.0, una HDMI e porta per microfono e cuffie (combinata). Inoltre, sarà disponibile anche un modello del notebook con modem 3G integrato, per chi vuole lavorare in mobilità. Secondo Sundar Pichai di Google, l’autonomia del notebook, in base al tipo di utilizzo, potrà superare anche le sei ore.</p>
<p><strong>Per i primi due anni dall’acquisto</strong> Google offrirà all’utente 100GB di spazio di memorizzazione Cloud gratuito tramite il servizio di sincronizzazione e storage Google Drive. Trascorsi gli anni offerti gratuitamente, si dovrà pagare un abbonamento mensile di 4,99 dollari. Il nuovo Chromebook è in vendita a partire da oggi (22 ottobre). Il prezzo in America è stato fissato a 249 dollari per la versione Wi-Fi e a 329,99 per quella con connessione 3G. Il portatile potrà anche essere acquistato direttamente sul Google Play Store, ma per il momento non ha svelato in quali paesi questo sarà disponibile.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2012/10/Chromebook_Samsung_1.jpg" alt="Chromebook_Samsung_1" width="600" height="412" class="aligncenter size-full wp-image-11854" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>The H Open</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Fate un giro su Open webOS: provatelo tramite LiveCD</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/articoli/fate-giro-su-open-webos-provatelo-tramite-livecd-11822</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2012 22:03:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tablet]]></category>

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		<description><![CDATA[Open webOS non è soltanto un sistema operativo in grado di essere eseguito su device mobile. Da oggi, grazie ad uno sviluppatore di nome Ping-Husn Chen, è possibile provarlo anche su un qualunque computer grazie all’immagine disponibile al download e da usare come LiveCD o LiveUSB. Dopo aver scaricato l’immagine, che “pesa” solo 112 megabyte, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Open <a href="http://www.hwjournal.net/?s=webos&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">webOS</a> non è soltanto un sistema operativo in grado di essere eseguito su device mobile. Da oggi, grazie ad uno sviluppatore di nome Ping-Husn Chen, è possibile provarlo anche su un qualunque computer grazie all’immagine disponibile al download e da usare come LiveCD o LiveUSB. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-11822"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Dopo aver scaricato l’immagine, che “pesa” solo 112 megabyte</strong>, l’utente può masterizzare la ISO su un CD ed avviarla sul computer, oppure utilizzare un tool come Unetbootin per creare una chiavetta USB avviabile ed eseguire open webOS da quest’ultima, se il computer lo permette. In ogni caso è possibile anche utilizzare un software di virtualizzazione, come il gratuito e ottimo VirtualBox, per poter provare open webOS senza per questo dover riavviare il computer.</p>
<p><strong>La Live image è basata su una build di Open webOS per <a href="http://www.hwjournal.net/?s=ubuntu&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Ubuntu</a> <a href="http://www.hwjournal.net/?s=linux&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Linux</a></strong>, e si carica come una qualunque altra distribuzione Linux. Tra l’altro, il sistema operativo è decisamente snello, per cui il suo caricamento in VirtualBox è decisamente veloce, proprio come il suo utilizzo. Nella Live image sono comprese anche alcune applicazioni, come un browser Web, un calendario, un memo e un client email. Non è previsto l’accesso all’HP App Catalog, quindi non è possibile, almeno per il momento, scaricare ed utilizzare nuove applicazioni.</p>
<p><strong>A meno che non siate degli sviluppatori</strong> interessati a questa piattaforma, al momento vediamo pochi motivi per scaricare e provare la Live image di Open webOS, se non quello di soddisfare a propria curiosità circa l’aspetto del nuovo sistema operativo. Passerà ancora diverso tempo prima che open webOS possa essere considerato un reale sostituto per <a href="http://www.hwjournal.net/?s=android&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Android</a> o un qualunque sistema operativo mobile. </p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2012/10/open_webOS.jpg" alt="open_webOS" width="560" height="460" class="aligncenter size-full wp-image-11823" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Liliputing</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Asus X201e 11.6: l&#8217;economico notebook con Ubuntu</title>
		<link>http://www.hwjournal.net/desktop/asus-x201e-11-6-leconomico-notebook-con-ubuntu-11796</link>
		<comments>http://www.hwjournal.net/desktop/asus-x201e-11-6-leconomico-notebook-con-ubuntu-11796#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2012 22:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso delle prossime settimane Asus lancerà diversi nuovi notebook dotati di sistema operative Windows 8, ma questa non sarà la sola novità che dovremo attenderci dall’azienda taiwanese. Ad accompagnare questi notebook troveremo anche l’Asus X201e, un portatile poco costoso e dotato di sistema operativo Ubuntu Linux. Diversi rivenditori americani, difatti, stanno prendendo i preordini ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel corso delle prossime settimane Asus lancerà diversi nuovi notebook dotati di sistema operative <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a> 8, ma questa non sarà la sola novità che dovremo attenderci dall’azienda taiwanese. Ad accompagnare questi notebook troveremo anche l’Asus X201e, un portatile poco costoso e dotato di sistema operativo <a href="http://www.hwjournal.net/?s=ubuntu&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Ubuntu</a> <a href="http://www.hwjournal.net/?s=linux&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Linux</a>. </em></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" alt="" width="0" height="0" border="0" /></p>
<p><span id="more-11796"></span><strong>Diversi rivenditori americani, difatti, stanno prendendo i preordini per l’Asus X201e</strong>, un nuovo notebook il cui costo dovrebbe variare attorno ai 315 dollari. La dotazione del portatile comprende un display da 11,6 pollici con risoluzione di 1.366 x 768 pixel, un processore <a href="http://www.hwjournal.net/?s=intel&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Intel</a> Celeron B847 da 1,1 GHz, 2GB di memoria RAM e un disco rigido da 320GB. Non mancano neanche una connessione di rete wireless 802.11b/g/n, una uscita HDMI e una webcam con risoluzione VGA.</p>
<p><strong>Asus è riuscita a tenere basso il prezzo dell’X201e</strong> anche utilizzando un sistema operativo open source come Ubuntu Linux al posto di Windows. Ovviamente, nessuno ovi impedisce di acquistarlo con Ubuntu e poi decidere di installarci su la vostra copia di Windows. Nonostante non siano disponibili immagini ufficiali dell’Asus X201e, le specifiche lo rendono estremamente simile all’Asus F201E, un modello attualmente in pre-ordine in Germania a partire da 299 euro.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-11797" src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2012/10/asus-f201e.jpg" alt="asus-f201e" width="450" height="410" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Liliputing</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>LC22Ultra: l&#8217;ultrabook con Linux, Intel Core i3 e 4GB di RAM</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2012 22:04:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli appassionati utenti Linux vedono in lenta, ma continua crescita i prodotti ad essi dedicati. Su Linux Laptop è stato difetti reso disponibile l’LC22Ultra Linux Laptop, un Ultrabook pensato per l’utilizzo con il sistema operativo Open Source e realizzato attorno ad un processore Intel i Core. Il sottile e leggero portatile offre prestazioni di ottimo ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gli appassionati utenti Linux vedono in lenta, ma continua crescita i prodotti ad essi dedicati. Su Linux Laptop è stato difetti reso disponibile l’LC22Ultra Linux Laptop, un Ultrabook pensato per l’utilizzo con il sistema operativo Open Source e realizzato attorno ad un processore <a href="http://www.hwjournal.net/?s=intel&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Intel</a> i Core.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" alt="" width="0" height="0" border="0" /></p>
<p><span id="more-11770"></span>Il sottile e leggero portatile offre prestazioni di ottimo livello e una notevole autonomia, elementi che saranno sicuramente apprezzati da chi con il portatile di lavora sul serio ed è spesso fuori casa. Alla base del sistema troviamo un <strong>processore Intel Core i3 3217 con frequenza di clock di 1.8GHz e 4 GB di memoria DDR3</strong>, aggiornabile dall’utente fino ad un massimo di 8 GB e venduta con una garanzia standard di ben 5 anni.</p>
<p>Per quanto riguarda l’unità di storage troviamo un<strong> piccolo disco mSATA da 32GB</strong> e l’opzione di aggiungere un SSD Intel oppure un disco rigido tradizionale. <strong>Il <a href="http://www.hwjournal.net/?s=monitor&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">monitor</a> ha una diagonale utile pari a 14” e una risoluzione di 1.366 x 768 pixe</strong>l. La sua gestione è affidata alla scheda video Intel integrata nel processore.</p>
<p>Trattandosi di un Ultrabook, l’LC22Ultra non dispone di unità ottica. A parte è disponibile un masterizzatore DVD da collegare ad una USB libera. Per quanto riguarda le connessioni troviamo<strong> una porta LAN, 2 USB in standard 3.0, 1 jack per microfono, 1 per le cuffie, 1 HDMI e la possibilità di installare una scheda di rete Wireless 802.11 b/g/</strong>n offerta come opzione a pagamento.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter  wp-image-11773" title="LC22Ultra" src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2012/10/LC22Ultra.jpg" alt="" width="606" height="376" /></p>
<p style="text-align: left;">Non manca anche una webcam sistemata sulla cornice del display ed un lettore di schede di memoria di tipo 3 in 1. L’Ultrabook misura circa 34,3 x 23,5 x 1, centimetri per un <strong>peso di circa 1,58 Kg</strong>. Il sistema operativo precaricato è Linux con in opzione la possibilità di avere il dual boot con <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a>. Il produttore raccomanda l’utilizzo di una tra le seguenti distribuzioni di Linux: <a href="http://www.hwjournal.net/?s=ubuntu&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Ubuntu</a> 12.04, Fedora 17, Open SUSE,  RHEL 6/CentOS 6/Oracle Linux (quest’ultima non supporta la funzione di sospensione). La versione base dell’Ultrabook viene venduta a <strong>799 dollari</strong> ed è disponibile <a href="http://linuxcertified.com/linux-ultrabook-lc22.html" target="_blank">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intel: niente supporto Linux per gli Atom Clover Trail!</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Sep 2012 22:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>
		<category><![CDATA[Tablet]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante la presentazione avvenuta all’Intel Developer Forum di San Francisco, tenutosi lo scorso 13 settembre, Intel ha ufficialmente confermato che i processori Atom a basso consumo facenti parte della futura piattaforma “Clover Trail” non supporteranno Linux. Ad offrire questa doccia fredda gratuita agli utenti Linux ci ha pensato il vice presidente dell’Intel Architecture Group, David ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Durante la presentazione avvenuta all’Intel Developer Forum di San Francisco, tenutosi lo scorso 13 settembre, Intel ha ufficialmente confermato che i processori Atom a basso consumo facenti parte della futura piattaforma “Clover Trail” non supporteranno Linux. </em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-11305"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>Ad offrire questa doccia fredda gratuita agli utenti Linux</strong> ci ha pensato il vice presidente dell’Intel Architecture Group, David Perlmutter, che nel suo Keynote ha affermato che l’architettura system-on-a-chip dei processori Clover Trail è realizzata specificatamente per i tablet e i “convertibili” con <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a> 8. </p>
<p><strong>A questo scopo, Intel e <a href="http://www.hwjournal.net/?s=microsoft&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Microsoft</a> hanno lavorato a stretto contatto</strong> per inserire nel chip gli strumenti necessari a permettere a Windows 8 di controllare le feature più avanzate di power management della piattaforma, in particolare la funzionalità che Perlmutter chiama &#8220;always-on&#8221;. </p>
<p><strong>Proprio questa particolare funzionalità non sarà supportata in altri sistemi operativi</strong>, incluso Linux, e questo sia per la naturale ritrosia di Intel, sia per una clausola del contratto stipulato con Microsoft. Ironicamente, diversi altri annunci all’IDF hanno riguardato proprio Linux e i suoi derivati. Ad esempio, Intel ha annunciato di aver completato il porting di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=android+4.1&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Android 4.1</a> <a href="http://www.hwjournal.net/?s=jelly+bean&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Jelly Bean</a> sui propri processori Atom Medfield, un’accoppiata che molti in Intel stanno già sperimentando (compreso Mike Bell, Vice Presidente di Intel e General Manager dell’azienda). Per poterla sperimentare anche noi, invece, dovremo attendere il prossimo anno.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2012/09/Clover_Trail.jpg" alt="Clover_Trail" width="500" height="378" class="aligncenter size-full wp-image-11306" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Ars Technica</em><br />
<strong>Foto</strong>: <em>Daily Wireless</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ZaReason UltraLap 430: ecco il primo Ultrabook Linux</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Sep 2012 22:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[L’IFA ha visto un’incredibile fiorire di prodotti con Windows 8. Coloro che aspettano con ansia il prossimo sistema operativo di Microsoft saranno sicuramente soddisfatti, ma i fan dell’Open Source? Gli appassionati di Linux? Qualcosa c’era, anche se ben nascosto… ZaReason, ad esempio, ha presentato un nuovissimo Ultrabook con Linux, il primo del suo genere. L’Ultrabook ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’IFA ha visto un’incredibile fiorire di prodotti con <a href="http://www.hwjournal.net/?s=windows&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Windows</a> 8. Coloro che aspettano con ansia il prossimo sistema operativo di <a href="http://www.hwjournal.net/?s=microsoft&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Microsoft</a> saranno sicuramente soddisfatti, ma i fan dell’Open Source? Gli appassionati di Linux? Qualcosa c’era, anche se ben nascosto…</em>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p><span id="more-11153"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>ZaReason, ad esempio, ha presentato un nuovissimo Ultrabook con Linux, il primo del suo genere</strong>. L’Ultrabook si chiama ZaReason UltraLap 430, ha un display da 14,1 pollici  e dimensioni di 39,4 x 23,5 x 1,9 centimetri. Per quanto riguarda il resto delle specifiche hardware, che peraltro sono ampiamente personalizzabili, troviamo un processore Intel Core i3 3217U, 4GB di memoria DDR3 a 1333 MHz, un disco SSD mSATA da 32GB, la connessione <a href="http://www.hwjournal.net/?s=wi-fi&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Wi-Fi</a> 802.11n, un lettore multi-card, una webcam da 1,3 megapixel e una batteria a 6 celle. </p>
<p><strong>L’Ultrabook dispone anche di uscita HDMI</strong>, LAN gigabit, connessioni per microfono e cuffie, due porte USB 3.0 e una USB 2.0. Per quanto riguarda il sistema operativo gli utenti hanno solo l’imbarazzo della scelta, visto che possono optare per <a href="http://www.hwjournal.net/?s=ubuntu&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Ubuntu</a> LTS 12,04, Kubuntu, Edubuntu, Debian 6, Linux Mint 13 e Fedora 17. Volendo è possibile acquistare il tutto anche senza sistema operativo.</p>
<p><img src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2012/09/ZaReason_UltraLap_430.jpg" alt="ZaReason_UltraLap_430" width="578" height="431" class="aligncenter size-full wp-image-11154" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>HotHardware</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>OLPC OS 12.1.0: con GTK 3, Text-To-Speech e Sugar</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Sep 2012 22:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli sviluppatori che si stanno occupando del progetto One Laptop Per Child (OLPC) hanno annunciato la disponibilità di una nuova versione del proprio sistema operativo Linux, ovvero OLPC OS 12.1.0, che implementa diverse nuove funzionalità. OLPC OS è una distribuzione Linux che continua ad essere basata su Fedora Linux. La nuova versione 12.1.0, in particolare, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gli sviluppatori che si stanno occupando del progetto One Laptop Per Child (OLPC) hanno annunciato la disponibilità di una nuova versione del proprio sistema operativo <a href="http://www.hwjournal.net/?s=linux&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Linux</a>, ovvero OLPC OS 12.1.0, che implementa diverse nuove funzionalità. </em></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" alt="" width="0" height="0" border="0" /></p>
<p><span id="more-11100"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>OLPC OS è una distribuzione Linux che continua ad essere basata su Fedora Linux</strong>. La nuova versione 12.1.0, in particolare, è basata su Fedora 17 &#8220;Beefy Miracle&#8221;. Le caratteristiche principali dell’OLPC OS 12.1.0 includono il desktop Sugar nella versione 0.96, il toolkit GTK3+, il supporto per la scrittura del journal in qualsiasi momento, il text-to-speech, una nuova schermata di benvenuto, il supporto per GNOME 3.4, miglioramenti nella gestione dello spazio su disco, il supporto per DisplayLink e VGA tramite USB e vari altri miglioramenti specifici per i computer a basso consumo e low-cost pensati per gli studenti dei paesi in via di sviluppo. L’OLPC OS 12.1.0 è disponibile per l&#8217;XO-1, l’XO-1.5 e l’XO-1.75. Maggiori dettagli sull’OLPC OS 12.1.0 possono essere trovati nel <a href="http://wiki.laptop.org/go/Release_notes/12.1.0#Text_to_speech" target="_blank">Wiki Laptop.org</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-11101" src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2012/09/olpc-os-12-1-sugar.jpg" alt="olpc-os-12-1-sugar" width="600" height="450" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>Phoronix</em><br />
<strong>Foto</strong>: <em>engadget</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dell: quest&#8217;anno verrà lanciato il portatile Ubuntu Sputnik</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jul 2012 22:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione TPN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Notebook & Netbook]]></category>
		<category><![CDATA[Dell XPS 13]]></category>
		<category><![CDATA[Project Sputnik]]></category>
		<category><![CDATA[ultrabook]]></category>

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		<description><![CDATA[Dell ha avviato la sperimentazione del progetto Sputnik nei primi mesi di quest’anno per capire quanto questo potesse suscitare l’interesse del mercato degli sviluppatori Linux. Nell’ambito del progetto, Dell ha accoppiato l’Ultrabook XPS 13 con Ubuntu 12.04. L’ambiente software è stato personalizzato a misura di sviluppatore con una serie di strumenti utili e un framework ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dell ha avviato la sperimentazione del progetto Sputnik nei primi mesi di quest’anno per capire quanto questo potesse suscitare l’interesse del mercato degli sviluppatori <a href="http://www.hwjournal.net/?s=linux&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Linux</a>. Nell’ambito del progetto, Dell ha accoppiato l’Ultrabook XPS 13 con <a href="http://www.hwjournal.net/?s=ubuntu&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Ubuntu</a> 12.04.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.tuxjournal.net/bar.jpg" alt="" width="0" height="0" border="0" /></p>
<p><span id="more-10916"></span><!--ADS_INT Box_Articolo --></p>
<p><strong>L’ambiente software è stato personalizzato a misura di sviluppatore</strong> con una serie di strumenti utili e un framework che automatizza l’installazione di specifici stack e strumenti per il cloud. Dell ha effettuato anche un ottimo lavoro sull’hardware, personalizzando i driver per migliorare il supporto del touchpad e supportare feature come la commutazione del <a href="http://www.hwjournal.net/?s=wi-fi&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Wi-Fi</a> dalla tastiera.</p>
<p><strong>Quando Sputnik è stato svelato a maggio scorso, Dell ha detto che stava conducendo da sei mesi un programma pilota</strong> per valutare il potenziale del prodotto e capire se poterlo trasformare in qualcosa di commerciale. In un comunicato rilasciato questa settimana, Dell ha detto che lancerà ufficialmente il Progetto Sputnik entro l’anno, anche se soltanto su alcuni mercati e non in tutto il Mondo. Il lancio non avverrà immediatamente perché l’azienda sta recependo i suggerimenti arrivategli dagli sviluppatori che hanno partecipato alla prima fase del progetto.</p>
<p><strong>Il direttore marketing Dell, Barton George, ha affermato di essere stupita della quantità e della qualità dell’interesse e degli input ricevuti</strong>, per cui ascoltando i suggerimenti degli sviluppatori è possibile fornire loro soluzioni e prodotti per renderli più produttivi e consentire loro di essere ancora più innovativi. Per quanto riguarda il lato hardware il Dell XPS 13 è un Ultrabook con display da 13,3 pollici con risoluzione di 1.366&#215;768 pixel e specifiche tutt’altro che malvage. Gli attuali modelli vengono forniti con un SSD, una scheda grafica <a href="http://www.hwjournal.net/?s=intel&amp;submit=Cerca" rel="nofollow" target="_blank">Intel</a>, 4GB di RAM, e la possibilità di utilizzare un processore Intel Core i5 o i7.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-10917" src="http://www.hwjournal.net/wp-content/uploads/2012/07/DELL_XPS_13.jpg" alt="DELL_XPS_13" width="600" height="398" /></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <em>ArsTechnica</em><br />
<strong>Foto</strong>: <em>Singaporean Lifestyle</em></p>
]]></content:encoded>
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