Realizzare il Nexus 7 è stata una tortura per Asus

2 luglio, 2012 Nessun commento »

In un’intervista, Jonney Shih di Asus ha affermato che realizzare il tablet Google Nexus è stata “una tortura”. Google ha concesso ad Asus solo quattro mesi di tempo per realizzarlo e ha richiesto un tablet di fascia alta che potesse essere venduto per meno di 200 dollari…



Inoltre, secondo Shih, gli ingegneri Google lo hanno praticamente torturato con continue richieste e domande, ma in ogni caso, alla fine, ha anche ammesso che il suo team ha appreso molto, dopo aver lavorato così vicino agli ingegneri di Google.

Per riuscire a realizzare il “Project A-Team”, com’era conosciuto questo tablet in Asus, Shih ha dovuto inviare il proprio team a lavorare in diversi posti, compresa la Silicon Valley, per fare in modo che fossero vicini ai colleghi di Google, e nonostante si lavorasse 24 ore al giorno, ha dovuto aggiungere altri 40 componenti al team.

In compenso Rubin ha elogiato Shih e il team di Asus dicendo che “non credo che un altro partner potesse lavorare così velocemente, partendo da zero per arrivare ad un prodotto finito in quattro mesi”. E adesso che il prodotto è finito, cosa dobbiamo attenderci?
Rubin ha ammesso che un anno fa era piuttosto arrabbiato perché i tablet Android non vendevano. Analizzando i perché, Rubin ha scoperto che quando la gente acquista un tablet, in realtà non acquista l’hardware, ma un intero ecosistema che ruota attorno ad esso, e a quanto pare Google non ne aveva uno convincente.

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In particolare, Rubin ha ammesso che a Google mancavano alcuni pezzi importanti per avere un ecosistema interessante, ad esempio, lo streaming di contenuti provenienti dalla TV, film da noleggiare o acquistare e riviste da sfogliare sul tablet, oltre al numero di applicazioni disponibili.
Per le applicazioni, Rubin ha incoraggiato gli sviluppatori a realizzare app la cui interfaccia potesse essere ottimizzata per i tablet.

Dal punto di vista hardware, Shih e Rubin sentono di aver realizzato un tablet molto competitivo che, nonostante il prezzo basso, ha un display di fascia alta, un chip quad-core e altre funzionalità high-end. Per poterlo offrire ad un prezzo così basso Google ha limato al minimo indispensabile i margini, vendendo il device tramite il suo store e accollandosi tutti gli oneri di marketing associati al suo lancio. Pare comunque che il tablet Nexus 7 sarà venduto anche tramite altri canali. Certo che utilizzare un sistema del genere per la vendita del Tablet Nexus 7 potrebbe mettere in crisi gli altri produttori di tablet Android, ma Rubin non pare curarsene. Secondo lui c’è tantissimo spazio per innovare nel settore dei tablet Android.

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